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C’è un’età in cui la parola brucia più della prudenza, e la poesia diventa un gesto irrevocabile.
Pier Carlo Lava

Nel 2026, mentre i linguaggi si moltiplicano e l’identità sembra continuamente negoziata, la voce di Arthur Rimbaud torna a imporsi con la forza di una detonazione. Rimbaud non è soltanto un poeta del passato: è l’archetipo della giovinezza che rifiuta l’ordine dato, che pretende tutto e subito, che cerca la verità attraversando l’eccesso.

Rimbaud parla ancora ai giovani perché ha osato prima. A sedici anni scrive versi che scardinano la metrica, il senso comune, l’idea stessa di poesia come ornamento. La sua non è ribellione di posa: è una pratica radicale del linguaggio, un tentativo di rifare il mondo partendo dalla parola. Nel suo celebre programma del veggenza, il poeta diventa colui che “sregola tutti i sensi” per raggiungere l’ignoto. È una sfida che oggi risuona potentemente in chi rifiuta percorsi preconfezionati.

Ne Una stagione all’inferno, Rimbaud mette in scena la crisi come passaggio necessario. La caduta non è fallimento ma conoscenza, la frattura non è fine ma inizio. In un’epoca che tende a nascondere l’errore e a edulcorare il conflitto, Rimbaud insegna che la verità nasce spesso dallo scontro.

C’è poi la sua scelta più radicale: smettere di scrivere. Abbandonare la poesia a vent’anni per inseguire un’altra vita. Anche questo parla al presente. Rimbaud rifiuta l’etichetta, il ruolo, la consacrazione. Ci ricorda che l’identità non è un destino e che la libertà può assumere forme impreviste, persino contraddittorie.

Rimbaud dialoga idealmente con Charles Baudelaire, da cui eredita l’attrazione per l’abisso, e anticipa molte avanguardie del Novecento. Ma resta unico per la sua intensità giovanile, per quella furia lucida che non chiede permesso e non cerca consolazione.

Rileggere Rimbaud nel 2026 significa accettare una provocazione: vivere senza addomesticare il desiderio, riconoscere che la poesia può essere un atto di verità e non un rifugio. È per questo che, ancora oggi, Rimbaud parla ai giovani come a nessun altro.

Rimbaud è attuale perché ci ricorda che la libertà, quando è autentica, non è mai comoda.

Arthur Rimbaud in breve (profilo biografico)

Arthur Rimbaud (Charleville, 1854–1891) è uno dei poeti più rivoluzionari della letteratura moderna. Autore giovanissimo di opere fondamentali come Una stagione all’inferno e Illuminazioni, ha trasformato il linguaggio poetico anticipando il simbolismo e le avanguardie. Abbandonò la poesia in età precoce per dedicarsi a viaggi e commerci in Africa. La sua opera, breve e folgorante, continua a influenzare poesia, musica e immaginario contemporaneo.


Geo
Arthur Rimbaud nasce a Charleville, nel nord della Francia, ma la sua vita lo porta lontano dall’Europa, fino all’Africa orientale. La sua esperienza di sradicamento e di ricerca assoluta parla ancora oggi a una generazione che si confronta con confini mobili e identità in trasformazione. In questo dialogo tra classici e presente, Alessandria today continua a proporre la letteratura come strumento vivo di comprensione del nostro tempo.

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