Antartide in Allarme: L’Iceberg A-23A si Scioglie in Blu e il “Ghiacciaio del Giorno del Giudizio” Trema con Centinaia di Terremoti
L’Antartide continua a inviare segnali preoccupanti sul cambiamento climatico in corso. Due fenomeni distinti ma collegati alla rapida perdita di ghiaccio del continente hanno catturato l’attenzione della comunità scientifica internazionale: l’imminente disintegrazione dell’enorme iceberg A-23A, immortalato dal satellite NASA Terra con estese pozze di acqua di fusione blu, e la scoperta di oltre 360 “terremoti glaciali” (icequakes) concentrati sul ghiacciaio Thwaites, noto come “Ghiacciaio del Giorno del Giudizio”. Questi sviluppi sollevano nuove preoccupazioni sulla stabilità della calotta glaciale antartica occidentale e sul suo potenziale contributo all’innalzamento del livello del mare globale.
L’Iceberg A-23A: Un Gigante di 40 Anni sul Punto di Scomparire
L’iceberg A-23A, staccatosi dalla piattaforma di ghiaccio Filchner nel 1986 (quando Ronald Reagan era presidente USA e “Top Gun” dominava i botteghini), ha vissuto una lunga e avventurosa deriva oceanica. Dopo decenni incagliato nel Mare di Weddell, si è liberato nel 2020 e ha iniziato un viaggio verso nord, sfiorando l’isola della Georgia del Sud e rischiando collisioni con colonie di pinguini.
Le immagini più recenti, catturate il 26 dicembre 2025 dal sensore MODIS del satellite Terra della NASA, mostrano un iceberg drasticamente ridotto (circa 1.182 km², ancora più grande di New York City ma molto più piccolo dei suoi 4.000 km² originali) completamente ricoperto da vaste pozze di acqua di fusione di un intenso blu. Un’astronauta sulla Stazione Spaziale Internazionale ha fotografato il giorno successivo (27 dicembre) un’estensione ancora maggiore di queste “piscine” blu, segno di un’accelerazione del processo di disintegrazione.
Gli scienziati spiegano che le striature parallele sulla superficie, formate dal movimento originario del ghiaccio sulla roccia antartica, ora canalizzano l’acqua di fusione in creste e vallate. Le temperature più calde dell’estate australe e le acque oceaniche intorno ai 3°C stanno spingendo il berg verso la “zona cimitero” degli iceberg, dove il collasso è imminente. “Non mi aspetto che A-23A sopravviva all’estate australe”, ha dichiarato Chris Shuman, scienziato in pensione dell’Università del Maryland, che lo ha monitorato per decenni. La fine potrebbe arrivare in giorni o settimane.
Il Ghiacciaio Thwaites: Centinaia di “Terremoti” Rivelano un’Instabilità Crescente
Parallelamente, uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters (dicembre 2025) ha rilevato oltre 360 terremoti glaciali in Antartide tra il 2010 e il 2023, di cui 245 concentrati all’estremità marina del ghiacciaio Thwaites – la parte che incontra l’oceano e che rappresenta il punto più vulnerabile.
Questi “icequakes” sono eventi sismici a bassa frequenza generati principalmente dal ribaltamento di enormi iceberg che si staccano dal fronte glaciale e si scontrano violentemente con il ghiaccio madre, producendo onde che si propagano per migliaia di chilometri. A differenza di quanto osservato in Groenlandia, dove gli eventi seguono cicli stagionali legati al calore estivo, quelli di Thwaites coincidono con periodi di accelerazione del flusso glaciale (come tra il 2018 e il 2020), suggerendo un legame diretto con l’instabilità strutturale.
Thwaites, largo circa 120 km e spesso paragonato per dimensioni alla Gran Bretagna, drena una vasta porzione della calotta glaciale occidentale antartica. Se collassasse completamente, potrebbe contribuire da solo a un innalzamento del livello del mare di oltre 60 cm, e innescare una reazione a catena che porterebbe a un aumento di diversi metri nei secoli a venire. Già oggi contribuisce al 4% dell’innalzamento globale annuo.
Implicazioni per il Futuro: Un Monito dal Polo Sud
Questi due eventi – la rapida fusione di A-23A e l’attività sismica anomala su Thwaites – non sono isolati, ma sintomi di un sistema glaciale sempre più sotto stress a causa del riscaldamento globale, che accelera lo scioglimento dal basso (grazie ad acque oceaniche più calde) e favorisce fratture e calving.
Per gli abitanti delle zone costiere, inclusa l’Italia con le sue città storiche a rischio, si tratta di un richiamo urgente a ridurre le emissioni di gas serra. La scienza continua a monitorare questi giganti di ghiaccio con satelliti, sismografi e spedizioni sul campo, ma il tempo stringe.
L’Antartide non è più un luogo remoto: i suoi cambiamenti si ripercuotono su tutto il pianeta. Alessandria Today continuerà a seguire questi sviluppi per informarvi su uno dei più grandi rischi del nostro tempo.
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