Recensione del film Wake up, dead man,di Rian JohnsonCon Josh Brolin, Daniel Craig, Glenn Close- Di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Elisa Rubini

Recensione del film Wake up, dead man,di Rian JohnsonCon Josh Brolin, Daniel Craig, Glenn Close- Di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Elisa Rubini

Un  prete  molto  severo,  adorato  da  un ristrettissimo  gruppo  di  fedeli (mentre  altri  hanno  abbandonato  la  chiesa  per  le  sue invettive  contro  i  peccatori) viene  trovato  pugnalato  durante la  funzione  del  venerdì  santo,  in  un  ripostiglio  dove  era  entrato  un  attimo  per  bere  un  sorso  di  whisky. Era  sotto gli  occhi  di  tutti,  vicino all’altare,  ma  non  è  stato  visto  qualcun  altro  entrare  nel  ripostiglio,  è  entrata solo  la  vittima.  Come  è  possibile?

Il  film  inizia  quasi  come  un’opera  di  Agatha  Christie, con  la  presentazione  di  tutti  i  personaggi  che  ruotano  intorno  al  carismatico  prete,  al  quale  è  stato  affibbiato  un  assistente  che  vuole  conoscerli.

Però,  a  differenza  dei gialli  di  zia  Agatha,  non  vengono  fornite  al  pubblico  false  piste. Non  accade,  cioè,  che  per  un quarto  d’ora  restate convinti  di  aver  individuato  il  colpevole  nel signor  X,  mentre  poi  capite  che  non  è  lui  e  spostate  la  vostra  attenzione  sul  signor  Y.  Abbiamo  invece  un  mistero  che  continua  ad  avvolgersi  su  se  stesso  diventando  sempre  più  fitto  e  spingendoci  a  pensare:  ma  cosa  sto  vedendo? Che  succede…?

Non  manca  qualche  divertente  colpo  di  scena.  Per  esempio  il  detective  a  un  certo  punto  sale  sul  pulpito  e  comincia  a  declamare, con  la  stessa  enfasi  che  il  defunto  usava  per  soggiogare  il  pubblico,  spiegando  in  parte  quel  che  ha  capito  sul  delitto,  ma  lascia  il  discorso  a  metà  fingendo  di  non  sapere  chi  sia  l’assassino  e  deludendo  tutti…E  su  un  giallo  non  posso  spoilerare  più di  tanto.

Daniel  Craig ,  quasi  irriconoscibile  nella  parte  del  detective,  risulta  più  interessante che  nel  ruolo  di  James  Bond,  ma  la  scena  gli  viene  rubata  da  una  strepitosa  Glenn  Close  (  la  “perpetua”),  che  a  78  anni  si  conferma  attrice  versatile  in  qualunque  ruolo,  dalla  maliarda  di  Attrazione  fatale,  al  travestimento  maschile  (Albert  Nobbs),  fino    alla  fanatica  religiosa  di  questo  film,  oltretutto  ben  doppiata. Ho  il  dovere  di  avvisare  che  la  pellicola  è  un  po’  prolissa  (  due  ore  e  mezza) perché  si  insiste  troppo  sui  dialoghi  che  riguardano  la  fede  e  l’eterno  dilemma  fra  la punizione  dei  peccatori  e  il  perdono.  Ma  la  trama,  per  quanto  fantasiosa  e  poco  probabile,  regge  bene.

 Voto  6   e  ½  su  10.

Daniela  Di  Benedetto

Elisa Rubini

Casse 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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