Recensione del film BUEN CAMINO di Gennaro Nunziante con Checco Zalone- Di Daniela Di Benedetto. A cura di Elisa Rubini.
Zalone ( si chiama così anche il personaggio) è un milionario che non lavora, poiché ufficialmente
la direzione della sua azienda è ancora nelle mani del padre invalido. Lui, alla soglia dei 50 anni,
pensa solo a divertirsi e a scialacquare; divorziato, ha una figlia diciassettenne che sta con la
madre e ha scelto una nuova compagna di 25 anni. Ma un giorno la ex moglie lo chiama perché la
figlia è sparita: in realtà la ragazza, Crystal, è andata con altri pellegrini a fare il cammino di
Santiago, e il padre la raggiunge per convincerla a tornare a casa, in quanto è minorenne. Ma , non
avendo idea di come si faccia un pellegrinaggio in penitenza, lui incontrerà mille ostacoli…
Cosa dovrei dire su questo film? Che si basa su argomenti sfruttati all’estremo nel cinema sia
italiano che americano? Il riccone viziato che crede di avere il mondo ai suoi piedi ma scopre che
non è così? Pretende di fare il “cammino” con la Ferrari ma si rende conto che può seguire sua
figlia solo a piedi nudi facendosi venire le vesciche. Vorrebbe pagare le mance con le carte di
credito e dormire in hotel a cinque stelle mentre gli altri dormono in ostello…sì, abbiamo la
“rieducazione” di un uomo che ostentava lusso, e per questa sua mania la figlia lo detestava, ma
unendosi a lei nel cammino, Zalone la riconquista, oltre a ritrovare se stesso. Anche questo
“recupero dei rapporti familiari” attraverso un’avventura non è un argomento nuovo. Allora
dovremmo storcere il naso? Assolutamente no. Perché il film si regge tutto sulla bravura di Zalone
e sulla sua simpatia. Lui recita le sue battute con la massima naturalezza, senza enfatizzarle con
gesti o con alterazioni del tono di voce; le gag sono spontanee e ben piazzate. E soprattutto, non
c’è mai volgarità. Se questo film fosse stato interpretato, per fare un esempio, da Antonio
Albanese, non sarebbe un campione di incassi. Invece è costruito sul personaggio di Zalone, che
nella sua carriera ha sbagliato una sola opera (Tolo Tolo), ma qui si riconferma attore di qualità.
Consigliatissimo a chi cerca un relax senza impegno. Voto 6 e ½ su 10.
Daniela Di Benedetto