Il potere silenzioso degli animali: la giumenta nera, il puledro e la verità dell’anima in Stella Bianca, di Lucia Zappulla. A Cura di Elisa Rubini
Ci sono storie che non parlano solo alla mente, ma attraversano la pelle, si insinuano nelle pieghe delle emozioni e conducono il lettore in territori interiori che spesso non si ha il coraggio di esplorare da soli. Stella Bianca di Lucia Zappulla è una di queste. Un romanzo che nasce in una Siracusa luminosa e antica, dove Nicole vive un’adolescenza calma, nutrita dall’amore dei genitori, prima che una lettera improvvisa la costringa a confrontarsi con un passato che credeva chiuso per sempre.
L’arrivo del funerale del padre biologico spalanca una porta inattesa verso l’Umbria, terra di colline morbide, silenzi profondi e radici familiari complesse. È qui, nella tenuta che apparteneva a quest’uomo sconosciuto eppure decisivo, che Nicole comincia a ricomporre frammenti di verità mai raccontate. Ma ciò che rende davvero speciale questo percorso non è soltanto l’incontro con nuove persone o la riemersione di antichi rancori: è la presenza silenziosa e potente dei cavalli.
Il simbolismo dei cavalli: quando l’istinto diventa bussola dell’anima
La giumenta nera come l’ebano e il suo puledro non sono semplici animali: diventano incarnazioni narrative di qualcosa che vive oltre le parole. Rappresentano l’istinto che guida, la libertà che guarisce, la forza che non giudica. Nel romanzo, sono loro a creare un ponte tra il mondo visibile e quello emotivo, tra ciò che Nicole sa e ciò che deve ancora trovare il coraggio di vedere.
La giumenta, con la sua presenza fiera e intuitiva, sembra custodire memorie antiche, come se potesse ascoltare ciò che Nicole non osa confessare. Il puledro, fragile e impetuoso allo stesso tempo, incarna invece la possibilità del nuovo: un cammino che si apre, una rinascita che si prepara.
In questo intreccio di sguardi, respiri e movimenti lenti, Stella Bianca richiama una verità universale: spesso sono gli animali a vedere l’essenza delle persone, molto prima che esse riescano a riconoscerla da sole.
Il potere silenzioso degli animali come guida dell’anima
Il romanzo di Lucia Zappulla ci ricorda che, in un mondo che corre, gli animali restano custodi di un linguaggio primordiale. Non parlano, e proprio per questo insegnano. Non giudicano, e proprio per questo liberano. Essi ascoltano ciò che l’essere umano, per paura o fragilità, tenta di nascondere.
Attraverso la relazione con la giumenta e il puledro, Nicole comprende che non si può davvero cambiare la propria vita senza un atto di vulnerabilità. La sua crescita non passa dalla forza, ma dall’empatia: quella che dona e quella che impara a ricevere. E sarà proprio questa consapevolezza a portarli verso un progetto coraggioso, radicato nei valori autentici e nel desiderio di offrire agli altri ciò che lei stessa ha faticosamente riconquistato: un posto nel mondo.
Uno sguardo che va oltre
Stella Bianca diventa così un romanzo sull’appartenenza, sulla ricerca di verità personali e familiari, ma soprattutto sul legame invisibile che unisce l’essere umano agli animali. Un legame antico, essenziale, capace di trasformare silenzi in rivelazioni e ferite in nuove possibilità.
Perché, come suggerisce la storia di Nicole, a volte basta un cavallo che ti guarda per capire che è tempo di ascoltarti davvero.