Terni, inaugurata l’edizione 2026 di San Valentino Arte. Un viaggio tra avanguardia e tradizione
Una grande partecipazione della città ha accolto sabato 7 Febbraio alle 17:30 presso il Museo Capitolare Diocesano di Terni la presentazione dell’edizione 2026 di San Valentino Arte.
All’apertura della rassegna sono intervenuti Maela Piersanti, ideatrice e coordinatrice dell’evento, Alessandra Salinetti, assessora al turismo agli eventi valentiniani del Comune di Terni, Patrizia Bisonni, direttrice artistica, Isabella Cruciani, storica dell’arte direttrice degli eventi collaterali, in rappresentanza dell’Associazione Symbolon e Mario Napoletti, in rappresentanza dell’associazione Ponte degli Artisti Terni.
Alla presentazione è seguita una visita guidata del percorso espositivo che si è ripetuta domenica 8 a cura di Isabella Cruciani.
San Valentino Arte è ideato da Maela Piersanti e organizzato da Madè Eventi e dall’Associazione Ponte degli Artisti Terni in collaborazione con l’Associazione Symbolon.
La prima fase della rassegna, dal 7 al 22 Febbraio, ha il suo cuore nel Museo Diocesano di Terni.
LE MOSTRE AL PIANO TERRA
Al piano terra troviamo tre mostre: “La resistenza del quotidiano” la retrospettiva su Palmiro Teofoli, esponente della scuola ternana curata da Isabella Cruciani, direttrice degli eventi collaterali di San Valentino Arte, la bi-personale dedicata ai vincitori dell’edizione 2025 Nello Bordoni e Donatella Tomassoni, e “Contatti” mostra realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma che presenta opere di Pietro Capogrosso, Claudia Peill e Marilena Sutera, a cura della Prof.ssa Patrizia Bisonni, Direttrice artistica del San Valentino Arte 2026.

“𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨” è il titolo della mostra di Palmiro Teofoli, esponente della cosiddetta “scuola ternana” del Novecento, la mostra permette di riscoprire il suo stile “controcorrente” in un periodo storico dominato dall’astrattismo e dall’informale e l’impegno civile verso la sua città.
Palmiro Teofoli è una figura centrale del Novecento ternano. Fedele alla figurazione e lontano da ogni retorica, ha scelto di raccontare il quotidiano con una pittura tonale, essenziale, capace di restituire dignità a paesaggi urbani, fabbriche, nature morte e ritratti silenziosi. Anche nelle macerie del dopoguerra, la sua opera afferma una forza composta: nei suoi celebri fiori vibra la speranza, nella misura del gesto si riconosce un impegno civile discreto ma fermo. Rileggere Teofoli oggi significa ritrovare una memoria viva della città e del suo spirito scrive la curatrice, Isabella Cruciani.

Gli esponenti della “scuola ternana” sono stati protagonisti della vita culturale della città nel dopoguerra, caratterizzati da una tendenza a rimanere fedeli alla figurazione, nello stesso tempo legati alla città dove sono nati e dove hanno continuato a lavorare e aperti alle influenze dei linguaggi e delle estetiche che attraversano il mondo dell’arte nel dopoguerra.

Tra gli artisti più noti della scuola ternana oltre a Teofoli, Aurelio De Felice, Ilario Ciaurro, Ugo Castellani, Carlo Quaglia, Gian Piero Mercuri. L’identificazione di una “scuola ternana” nella scena artistica del dopoguerra consolida la vocazione della città per il contemporaneo.
Nello Bordoni attraverso il gesto e stratificazioni cromatiche crea organismi vivi che attraversano l’essenza del mondo. Le opere sono realizzate con tecnica mista e la materia è talora umile e di recupero, trasfigurata dall’artista in collage che suggeriscono la responsabilità dell’uomo verso il mondo in cui abita.

Donatella Moriconi propone un’installazione nella quale dalla ceramica refrattaria nascono volumi primari che abitano lo spazio con calma assertiva: la materia qua si fa custode di memorie silenziose, restituendo un senso di compiuta e vibrante armonia.

“Contatti” è una mostra che riunisce tre docenti del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con un dialogo che attraversa differenti linguaggi e sensibilità. Un viaggio visivo ed emotivo che intreccia sguardi e discipline artistiche generando una trama di relazioni dove il gesto è contatto creativo e spazio di trasformazione.

AVANGUARDIE E TRADIZIONE: OMAGGIO A CONSTANTIN BRANCUSI
Al piano superiore nel consueto interessante dialogo con la collezione permanente del Museo “Avanguardie e tradizione. Omaggio a Constantin Brancusi” la mostra concorso con la partecipazione di numerosi artisti internazionali.
Gli artisti partecipanti hanno reso omaggio ciascuni secondo la propria sensibilità e stile, con risultati e tecniche molto diversi, al grande artista Constantin Brâncuși, figura centrale dell’arte del Novecento e pioniere della scultura moderna, capace di coniugare in modo unico avanguardia e tradizione. La sua ricerca formale, essenziale e simbolica, ha saputo fondere l’astrazione innovativa delle avanguardie con le radici culturali e spirituali del suo passato, offrendo un modello di equilibrio tra memoria e modernità.

Gli artisti in mostra esplorano la tensione feconda tra memoria e futuro, tra radici culturali e sperimentazione, ponendo al centro una riflessione profonda sul ruolo dell’arte nel nostro tempo. In un’epoca attraversata da trasformazioni rapide e complesse, l’arte diventa luogo di equilibrio tra ciò che permane e ciò che evolve, tra eredità storica e nuove prospettive espressive.


In concorso saranno presenti anche i vincitori della prima edizione del San Valentino Arte Sadali 2025 – Gianni Carta, Vincenzo Montis e Riccardo Laria – invitati a esporre le loro opere a Terni in un ideale gemellaggio artistico.
La loro partecipazione rappresenta il segno tangibile del dialogo culturale avviato tra Sardegna e Umbria, consolidando un ponte ideale tra Sadali e Terni nel nome dell’arte, di San Valentino e di una progettualità condivisa che unisce le due comunità nel segno della collaborazione e dello scambio.

L’evento si è sempre svolto con il patrocinio della Regione dell’Umbria (Assemblea Legislativa), Provincia di Terni, Comune di Terni, Diocesi di Terni, Narni e Amelia, Camera di Commercio dell’Umbria, Confcommercio di Terni, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Terni e FAI Fondazione Architetti Interamna. Giunto alla sua XIII edizione, il San Valentino Arte nel 2026 vede la partecipazione di artisti internazionali provenienti da: Colombia, America, Brasile, Norvegia, Cuba, Albania, Romania, India, Iran e Italia.
Le mostre di San Valentino Arte “Avanguardie e tradizione. Omaggio a Constantin Brancusi” “La resistenza del quotidiano” “Contatti” e le mostre personali di Nello Bordoni e Donatella Tomassoni resteranno aperte dal 7 al 22 Febbraio con i seguenti orari: martedi-venerdi 16:00-19:00; sabato e domenica 10:30-13:00 e 16:00-19.00, Museo Diocesano e Capitolare di Terni, Via XI Febbraio.
Il programma proseguirà con visite guidate, attività didattiche rivolte alle scuole primarie e laboratori creativi per l’infanzia, a conferma dell’attenzione dedicata alla formazione e all’educazione allo sguardo.
Programma San Valentino arte 2026
12 Giovedì e 13 Venerdì ore 10.00 SCUOLA AL MUSEO Visita, osserva e scegli la tua opera preferita. Partecipazione riservata alle Scuole Primarie a cura Madè Eventi (prenotazione obbligatoria al 393.9995208)
14 Sabato – ore 16.30 UN TESORO D’AMORE E D’ARTE Visita guidata tematica al Museo Diocesano e Capitolare di Terni
15 Domenica – ore 18.30 VISITA GUIDATA al San Valentino Arte A cura di Isabella Cruciani – Storica dell’arte
18 Mercoledì – ore 17.30 BACI LAB Laboratorio creativo al San Valentino Arte. Per bambini tra 5 e 11 anni. Prenotazione obbligatoria: Inviare Whatapp 393.9995208
19 Giovedì ore 10.00 SCUOLA AL MUSEO Visita, osserva e scegli la tua opera preferita. Partecipazione riservata alle Scuole Primarie a cura Madè Eventi (prenotazione obbligatoria al 393.9995208)
19 giovedi – h 17.30 “JE EST UN AUTRE” Il primitivismo come avanguardia del primo novecento con i Proff. Eleonora Belli, Federico Ligobbi e L’Arch. Paolo Leonelli
22 Domenica – ore 18.00 EVENTO CONCLUSIVO San Valentino Arte 2026. Saranno presenti Ospiti e Autorità. Premiazioni Vincitori XII edizione
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Articolo e ph. di Andrea Macciò