“Come pesci che hanno perso le ali” di Bruna Starrantino – La poesia come grido e rinascita nell’epoca della frammentazione
Ci sono libri che si leggono, e libri che si attraversano come una ferita aperta.
Con “Come pesci che hanno perso le ali”, pubblicato il 20 marzo 2025, Bruna Starrantino consegna ai lettori un’opera lirica intensa e visionaria, capace di trasformare la fragilità individuale in una riflessione universale sulla condizione umana contemporanea.
La raccolta si muove in un paesaggio interiore segnato dalla frammentazione dell’identità, dalla scissione tra corpo e anima, tra Io e mondo, tra individuo e comunità. Il titolo stesso è una potente metafora: uomini e donne diventano “pesci” privati delle ali, creature nate per un orizzonte più ampio ma costrette a muoversi in uno spazio ridotto, incapaci di riconoscere la propria vocazione verticale. È una poesia che denuncia un’epoca segnata da nichilismo, solipsismo e individualismo esasperato, ma che al tempo stesso non rinuncia alla tensione verso una possibile ricomposizione.
Nel mondo distonico descritto dall’autrice, l’umanità appare orfana di legami significativi, smarrita in un disamore collettivo che genera angoscia, intolleranza e violenza. Particolarmente toccante è lo sguardo rivolto alle donne – zittite, abusate, uccise – e ai popoli martoriati dalla guerra. Qui la poesia abbandona la dimensione puramente individuale e diventa voce corale, luogo quasi sacrale in cui è ancora possibile “indossare le ali” e tentare di ricucire ciò che è stato spezzato.
Lo stile di Bruna Starrantino è lirico ma netto, capace di immagini forti e simboliche che richiamano una tradizione poetica di impegno esistenziale e civile. Si avverte l’eco di una sensibilità che dialoga con la poesia contemporanea più attenta ai temi della solitudine urbana e della perdita di senso, ma anche con una tensione spirituale che cerca ancora un varco tra cielo e terra.
Il libro non offre consolazioni facili. Piuttosto, invita a una presa di coscienza: la frammentazione non è destino irreversibile, ma condizione da attraversare. La poesia, in questa prospettiva, non è evasione ma atto di responsabilità, spazio di ricostruzione simbolica e morale.
“Come pesci che hanno perso le ali” è dunque una raccolta che parla al nostro tempo con una lingua intensa e necessaria. Una lettura che interpella, scuote e, nel silenzio che segue l’ultima pagina, lascia una domanda aperta: siamo davvero condannati a restare pesci senza ali, o possiamo ancora imparare a volare?
Geo
Opera pubblicata in Italia nel 2025, “Come pesci che hanno perso le ali” si inserisce nel panorama della poesia contemporanea che indaga le fratture sociali ed esistenziali del nostro tempo. Alessandria today, come testata culturale attenta alla diffusione del pensiero critico e della poesia d’autore, continua a valorizzare opere che affrontano con coraggio i nodi della modernità: solitudine, violenza, perdita di senso, ma anche desiderio di rinascita