EL RIO PIPPO BUNORROTRI DI GIUSEPPINA DE BIASE.
Avete mai guardato un fiume e pensato che somigliasse alla nostra vita? Questa Poesia fa esattamente questo: trasforma l’acqua in un racconto di ciò che siamo.
In questa Poesia il fiume smette di essere un elemento naturale per diventare lo specchio delle nostre lotte interiori e della nostra vita.
La Poesia si apre con un contrasto che trasmette un’immediata urgenza vitale: il fiume che ‘trotta’ e trascina tormento riflette la nostra capacità di attraversare il caos per approdare, finalmente, a una “calma serena”.
In questa prima parte, l’emozione dominante è il sollievo che segue la tempesta.
Proseguendo, emerge un senso di ribellione e libertà assoluta: l’immagine del fiume che “salta i confini” e “non accetta la realtà” risuona come un invito a sfidare le limitazioni che il mondo ci impone, abbattendo muri e barriere con la necessaria “furia del movimento”. È un passaggio che infonde coraggio, ricordandoci che la distruzione della “bruttezza” è spesso il requisito per creare nuova bellezza.
Il cuore della Poesia risiede nella visione della “porta gotica”, un’immagine che trasmette una dolce malinconia: è il momento in cui la luce si trasforma e ci permette di guardare i sogni, accettando con maturità sia quelli che restano sia quelli che svaniscono.
Questa poesia mi lascia addosso il sapore del sale e della terra, la consapevolezza che io stessa sono quel fiume: un’anima che non chiede permesso per esistere.
Mi insegna che non devo temere la mia “furia” o i momenti in cui mi sento “straripare”, perché sono proprio quei movimenti selvaggi a rendermi viva e capace di abbattere le barriere che incontro.
Questa Poesia è magica! Leggendola e commentandola mi trasmette una profonda sensazione di serenità: Accetto il fiume che è in me, con la sua capacità di distruggere il passato e creare nuovi arcobaleni, consapevole che ogni sogno che se ne va lascia spazio a un nuovo tratto di strada da percorrere.
EL RIO
Pippo Bunorrotri
El río corre salvaje,
trota libre en su cauce,
en su furia de momentos
quebranto arrastra
y en su quietud
calma serena deja.
Limites no tiene
fronteras salta
y cruza sin permiso,
en él se refleja
es espejo de la vida
mostrando esa realidad
que no acepta.
Paredes y muros derriba
con la furia de su movimiento
sin ruido y con estruendo
su agua nos recuerda
su manera salvaje
de crear y destruir
belleza y fealdad.
La luz transforma
en arco iris
mostrando esa puerta
ojival, gótica
por la que se miran
a los sueños
que se van
y se quedan.
Su cauce abandona,
como un marido su casa,
cuando el tiempo le enfada
mostrando su rudeza
y la crueldad
de su furia.
El río representa
la vida
de a existencia
del mundo.
Pippo Bunorrotri
IL FIUME
Pippo Bunorrotri
Il fiume scorre selvaggio,
trotta libero nel suo letto,
nella sua furia di istanti
trascina tormento
e nella sua quiete
Lascia una calma serena.
Non ha limiti
salta i confini
e attraversa senza permesso,
si ci riflette
È specchio della vita
mostrando quella realtà
che lui non accetta.
Abbatte muri e barriere
con la furia del suo movimento
Senza rumore e con fragore
La sua acqua ci ricorda
il suo modo selvaggio
di creare e distruggere
bellezza e bruttezza.
La luce si trasforma
nell’arcobaleno
mostrando quella porta
appuntita, gotica
attraverso cui si guardano
i sogni
che se ne vanno
e che restano.
Abbandona il suo letto
come un marito la sua casa,
quando il tempo lo fa arrabbiare
mostrando la sua rudezza
e la crudeltà
della sua furia.
Il fiume rappresenta
la vita
dell’esistenza
del mondo.
Pippo Bunorrotri
