BANDI GILEAD, AL VIA LA 15ESIMA EDIZIONE DI FELLOWSHIP E COMMUNITY AWARD. Roma
Roma. Si riaprono oggi i bandi Fellowship e Community Award Program, le due iniziative promosse in Italia da Gilead Sciences, che raggiungono l’importante traguardo della 15esima edizione. Dalle intuizioni di ricercatrici e ricercatori che indagano i meccanismi delle malattie, fino alle idee delle Associazioni di pazienti impegnate a sviluppare nuovi modelli di assistenza per chi affronta patologie gravi e invalidanti, i due Programmi continuano a promuovere un percorso virtuoso di innovazione e collaborazione.
Anche per l’Edizione 2026, l’obiettivo rimane invariato: selezionare e sostenere progetti originali e di alto valore scientifico e sociale, capaci di trasformare le idee in iniziative concrete con un impatto reale sulla salute delle persone e sulla qualità dei percorsi di cura e assistenza. Le aree di interesse sono quattro: patologie infettive, malattie del fegato, oncologia e oncoematologia.
Il programma Fellowship si rivolge a ricercatrici e ricercatori appartenenti a enti italiani pubblici e privati di ricerca e cura, come ospedali, università e fondazioni di ricerca e mira a individuare e supportare finanziariamente iniziative scientifiche e/o sociosanitare, volte a ottimizzare i risultati clinici della malattia, a elevare la qualità della vita dei pazienti o a promuovere i target di salute pubblica legati all’infezione da Hiv, alla Colangite Biliare Primitiva (CBP) e al carcinoma mammario.
Il programma Community Award, invece, è indirizzato ad associazioni di pazienti e a enti del terzo settore attivi in tutta Italia. Premia progetti pensati per potenziare la qualità di vita e l’assistenza farmacologica nei pazienti colpiti da infezione da Hiv, epatiti virali, Colangite Biliare Primitiva, tumore al seno, leucemie e linfomi.
Tra i progetti vincitori nel 2025 nell’ambito della Colangite Biliare Primitiva, quello presentato da Massimiliano Conforti, presidente dell’associazione EpaC, importante punto di riferimento in Italia per i pazienti affetti da epatite C, malattie del fegato e tumori epatici. “Il progetto che ha vinto la scorsa edizione del Community Award Program- spiega Conforti all’agenzia Dire- è una Roadmap, un vero e proprio percorso in cui il paziente che ha questo tipo di problema può trovare tutto: dalla presa in carico nel momento in cui gli viene diagnosticata la patologia al percorso di cura se la malattia gli è già stata diagnosticata fino alla terapia, i diritti e le informazioni utili”.
La Colangite Biliare Primitiva è una malattia cronica e in Italia abbiamo la fortuna di avere epatologi molto specializzati nelle malattie autoimmuni del fegato, tra cui Colangite Biliare Primitiva. Quello che notiamo è che in futuro per questi pazienti potrebbe sicuramente essere utile avere più informazione soprattutto nella fase della scoperta, perché il paziente viene un po’ spiazzato. Anche se negli anni è cambiata la nomenclatura e si è passati da una dicitura come Cirrosi Biliare Primitiva, che spaventava molto il paziente, a Colangite Biliare Primitiva, in rete ci sono ancora informazioni che riportano a una sopravvivenza media non contestualizzata e attualizzata. Tutto questo crea timore, paura e ci vuole, quindi, maggiore informazione”.
I Bandi Gilead si fondano su una sinergia tra industria, mondo della ricerca e associazioni di pazienti. Una collaborazione strategica per generare innovazione reale e garantire un impatto duraturo sulla qualità dell’assistenza. “L’azienda Gilead, continuerò a dirlo, negli anni ha realmente prodotto tantissimo valore nella società in generale, nel mondo dei pazienti e in quello della comunità scientifica, perché ha messo a disposizione tante risorse. Noi da anni proponiamo progetti che vanno dalle epatiti virale alla Colangite Biliare Primitiva che hanno prodotto progetti di informazione che sono stati utilissimi alla popolazione dei pazienti e quindi, di rimando, alla società in generale”.
Intanto si guarda al futuro, concentrando le priorità di ricerca e di intervento nella Colangite Biliare Primitiva sul miglioramento della diagnosi precoce, su un monitoraggio più accurato e sulla personalizzazione delle terapie, anche attraverso l’impiego di strumenti innovativi come l’Intelligenza Artificiale per integrare i dati clinici e rendere le cure sempre più mirate.
“Ad oggi- evidenzia il presidente EpaC- sicuramente la cosa positiva è che abbiamo delle terapie di seconda linea: c’è stato un buco negli ultimi mesi ma adesso abbiamo terapie di seconda linea per quei pazienti che non rispondono alla terapia di prima linea. Si tratta di una grande fortuna, perché le aziende hanno investito moltissime risorse e sono arrivate ad avere queste cure, queste terapie nuove. In futuro ci auguriamo che ci sia un percorso di ricerca importante da parte delle aziende per arrivare a una cura definitiva”.
“Ce lo auguriamo- tiene a precisare- perché ad oggi anche l’Intelligenza Artificiale può essere molto d’aiuto alla ricerca e può essere d’aiuto ai pazienti a trovare nuove informazioni. Devo dire che l’Intelligenza Artificiale è utilissima ma va a ponderate e usata con le dovute accortezze: c’è infatti stato un alert su alcune informazioni. Se si fa una ricerca rispetto a qualche mese fa, ci sono alcuni disclaimer, alcuni alert dell’Intelligenza Artificiale che ti dicono di parlare con il tuo medico, cosa che l’associazione di pazienti fa sempre”.
“Noi- conclude Massimiliano Conforti- non parliamo di diagnosi, diamo delle informazioni alla comunità dei pazienti, ma a loro diciamo sempre di parlare con il proprio medico, di andare dallo specialista. Questo è il messaggio che deve passare, perché c’è una comunità scientifica che se ne occupa e che se ne occuperà, al di là dei progressi dell’Intelligenza Artificiale e di altre informazioni che verranno dal mondo digitale”.
Sarà possibile candidare i progetti ai due Bandi per l’edizione 2026 fino alle 12 del 10 aprile 2026 attraverso il sito www.gilead.it. A fine giugno, sullo stesso portale, è prevista la pubblicazione dell’elenco dei progetti vincitori