Breaking news Scoperto un esopianeta completamente ricoperto d’acqua a circa 100 anni luce dalla Terra
Un mondo blu, forse interamente coperto da oceani profondissimi, emerge dalle osservazioni astronomiche e riaccende il dibattito sulla vita oltre il Sistema Solare. Una nuova scoperta nel campo dell’astrofisica potrebbe cambiare la nostra comprensione dei pianeti extrasolari. Un team internazionale di ricercatori ha annunciato l’individuazione di un esopianeta situato a circa 100 anni luce dalla Terra, le cui caratteristiche suggeriscono che potrebbe essere quasi interamente ricoperto d’acqua. Si tratterebbe di uno dei candidati più interessanti tra i cosiddetti “mondi oceano”, pianeti in cui l’acqua non è solo presente, ma dominante.
L’oggetto celeste, individuato grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale James Webb Space Telescope, presenta una densità insolitamente bassa rispetto alle sue dimensioni, un elemento che porta gli scienziati a ipotizzare una composizione ricca di acqua e ghiaccio. A differenza della Terra, dove gli oceani rappresentano circa il 70% della superficie ma una frazione minima della massa totale, questo pianeta potrebbe avere strati d’acqua profondi centinaia di chilometri, forse sovrastanti un nucleo roccioso. Secondo le prime analisi spettroscopiche, l’atmosfera mostrerebbe tracce di vapore acqueo e composti leggeri, suggerendo un ambiente estremamente diverso da quello terrestre ma potenzialmente stabile dal punto di vista climatico. Le temperature superficiali, tuttavia, dipenderebbero fortemente dalla distanza dalla propria stella e dall’effetto serra generato dai gas atmosferici.
Gli astronomi classificano questo tipo di corpo celeste come “Hycean world”, una categoria teorica proposta negli ultimi anni per indicare pianeti con oceani globali e atmosfere ricche di idrogeno. Se confermata, la scoperta rafforzerebbe l’idea che i mondi oceanici possano essere più comuni di quanto si pensasse nella nostra galassia. La distanza di circa 100 anni luce rende il pianeta irraggiungibile con le tecnologie attuali, ma le sue caratteristiche lo rendono un candidato ideale per studi futuri sulla potenziale abitabilità. Gli scienziati sottolineano che la presenza di acqua liquida è uno degli elementi chiave nella ricerca di forme di vita microbica.
La scoperta si inserisce in un momento di grande fermento per l’esplorazione spaziale: negli ultimi anni il numero di esopianeti confermati è cresciuto esponenzialmente grazie alle missioni della NASA e dell’ESA, aprendo scenari che fino a pochi decenni fa appartenevano solo alla fantascienza. Siamo forse davanti a un nuovo capitolo nella ricerca della vita extraterrestre? Gli esperti invitano alla prudenza: serviranno ulteriori osservazioni e modelli più raffinati per comprendere davvero la natura di questo pianeta blu. Ma una cosa è certa: l’Universo continua a sorprenderci.
Geo
La scoperta è stata annunciata da un consorzio internazionale di ricercatori con la collaborazione di centri europei e statunitensi. Anche l’Italia, attraverso istituti universitari e l’INAF, partecipa attivamente ai programmi di ricerca sugli esopianeti, confermando il ruolo crescente del nostro Paese nell’astrofisica internazionale.