DON CARNAVAL PIPPO BUNORROTRI DI GIUSEPPINA DE BIASE.

DON CARNAVAL PIPPO BUNORROTRI DI GIUSEPPINA DE BIASE.

Questa Poesia cattura l’anima più seducente e misteriosa del Carnevale, allontanandosi dalla classica immagine infantile e moderna per dipingere un quadro fatto di fascino notturno e sensualità.
Il Poeta evoca la figura di Don Carnevale non come una macchietta allegorica, ma come una persona divina capace di “svegliare le ombre” e restituire alla città una veste d’incanto.
Il Carnevale qui descritto è un’esperienza notturna e clandestina: non ci sono le luci accecanti dei carri moderni, ma il riflesso delle “maschere d’oro” e il fruscio di “sete leggere”.
Le maschere, paradossalmente, non servono a nascondere ma a rivelare: dietro il pizzo e il velluto, i protagonisti ritrovano la libertà di amarsi e di perdersi, protetti da un anonimato che rende tutto più intenso.
Tuttavia, come ogni incantesimo, anche quello di Don Carnevale è destinato a finire.
All’apparire dell’alba la fantasia svanisce, ma non scompare del tutto. Ciò che resta è il “profumo di un sogno diverso”, quella sensazione di aver vissuto, anche solo per una notte, in un mondo dove tutto era possibile.
Bellissima e originale.

DON CARNAVAL

Pippo Bunorrotri

Don Carnaval llega

Su grito despierta las sombras

y la ciudad se viste de encanto.

Encajes, mantos y secretos desfilan,

entre sedas ligeras y máscaras doradas

que ocultan miradas de amor.

En esa oscuridad furtiva, entre los balcones,

las parejas calientan el corazón de la noche.

Cantan, ríen, se pierden

Cuerpos de arlequín y pasos sensuales

bailan abrazados bajo las estrellas,

mientras el tiempo parece detenerse.

Entonces el amanecer besa la mañana

y la fantasía se desvanece,

dejando el aroma de un sueño diferente.

Pippo Bunorrotri

DON CARNEVALE

Pippo Bunorrotri

Arriva Don Carnevale

il suo grido sveglia le ombre

e la città si veste d’incanto.

Sfilano pizzi, mantelli e segreti,

tra sete leggere e maschere d’oro

che nascondono sguardi d’amore.

In quel buio furtivo, tra i balconi,

le coppie scaldano il cuore della notte.

Si canta, si ride, ci si perde

corpi d’Arlecchino e passi sensuali

danzano abbracciati sotto le stelle,

mentre il tempo sembra fermarsi.

Poi l’alba bacia il mattino

e la fantasia svanisce,

lasciando il profumo di un sogno diverso.

Pippo Bunorrotri

GIUSEPPINA DE BIASE

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