CALIBRO35 OLIMPIONICI Live SABATO 7 MARZO 2026 ore 21:00 TEATRO ALESSANDRINO, VIA VERDI 12 – ALESSANDRIA

CALIBRO35 OLIMPIONICI Live SABATO 7 MARZO 2026 ore 21:00 TEATRO ALESSANDRINO, VIA VERDI 12 – ALESSANDRIA

è il nuovo album,

fuori il 6 giugno per Record Kicks

Il gusto per l’esplorazione, il piacere di suonare e di suonare insieme, in continua interazione.
Lo spirito del jazz, in sostanza. Tutto presente in questa nuova avventura della super band più
cinéphile della scena musicale europea.
Anticipato dai singoli Reptile Strut, Discomania e Jazz Carnival, esce il 6 giugno Exploration, il
nuovo album dei Calibro 35, la band composta da Tommaso Colliva, Enrico Gabrielli, Massimo
Martellotta e Fabio Rondanini e che in 18 anni di carriera si è imposta per la maestria tecnica e un
amore smodato per il groove, annullando ogni possibile contraddizione fra coerenza ed eclettismo,
fra rigore esecutivo e libertà creativa.
Articolato in undici tracce – di cui tre composizioni originali – Exploration è il nono album nella
discografia della band, un lavoro che segna il ritorno alla label indipendente Record Kicks e che
vede la partecipazione di Roberto Dragonetti al basso. Arriva a due anni di distanza dall’ultimo
album Nouvelles Aventures, pubblicato da Universal Music e rappresenta un ideale sviluppo del
precedente EP Jazzploitation.
“Diciotto anni dopo si torna a fare quello che facemmo nel primo disco, ossia prendere
materiale altrui e farlo nostro. Dopo l’esperienza di Jazzploitation, che abbiamo definito una ‘rapina
alla Calibro’, un’incursione nel mondo del jazz, continuiamo a confrontarci con alcuni
‘classiconi’”. Così introduce il disco la band nata a Milano quasi due decenni fa come progetto di
ricerca sui suoni della golden age delle colonne sonore italiane.
Dagli Azymuth a Lucio Dalla, da Piero Umilani a Herbie Hancock, questo nuovo viaggio dei
Calibro 35 è sì, da un lato, un ritorno alle origini; ma è anche un proiettarsi in avanti verso nuove
evoluzioni e, al tempo stesso, un movimento in profondità, con incursioni che non si limitano
all’universo cinematografico degli anni ’60 e ’70 ma anche a quello televisivo, in particolare
degli anni ‘80. Esploratori provetti, perlustrano dall’alto gli sconfinati territori del repertorio jazz per
precipitarsi poi in picchiata una volta individuato l’obiettivo: il brano da reinterpretare, giocando sulle
stratificazioni accumulate e portandole ancora a un livello ulteriore.
La scelta, per queste riletture “alla Calibro”, si concentra su composizioni che sono in qualche
modo archetipiche, seminali, iconiche. È il caso, ad esempio, di Chameleon di Herbie Hancock
con il suo riff di basso synth che nel 1973 ha in qualche codificato il jazz funk degli anni a venire. Di
Nautilus di Bob James, pezzo fondamentale nella definizione di un certo groove anni ’70 – non a
caso ricampionato innumerevoli volte da tutti i giganti dell’hip hop –, oggi ri-suonato dai Calibro con
una passione e un divertimento che sono il più sincero omaggio verso quel parterre de rois di
musicisti newyorkesi (con Idris Muhammad alla batteria, Ralph Mc Donald alle percussioni e Gary
King al basso oltre che allo stesso Bob James al Fender Rhodes) che incise il brano originale.

Un grande omaggio è quello tributato poi a uno dei più importanti compositori per colonne sonore,
Piero Umiliani. I Calibro reinterpretano, ancora con sommo divertimento, il celeberrimo Gassman
Blues voluto da Mario Monicelli per I soliti ignoti, un brano passato alla storia come la prima
soundtrack jazz del cinema italiano e che rimanda immediatamente all’immaginario della cosiddetta
commedia all’italiana. E poi si fiondano su Discomania, sempre di Umiliani, rileggendo in chiave
afrobeat quella che fu storica sigla di coda del mitico 90° Minuto, programma sportivo della RAI
che ha scandito infinite domeniche dell’Italia degli anni ’80. Con tanto di videoclip della live
performance registrata proprio nello storico studio Sound Work Shop di Roma, il vero tempio della
produzione musicale del Maestro. “Ci sono brani che entrano a far parte di noi in maniera quasi
subliminale. Siamo cresciuti negli anni ‘80, grande epoca del potere televisivo, e una sigla come
Discomania di certo non te la scordi” commentano gli esploratori.
Così come è impossibile dimenticarsi del jazz funk brasiliano di Jazz Carnival degli Azymuth, che
divenne sigla di un altro storico programma televisivo RAI, Mixer di Giovanni Minoli, “un pezzo con
un tema super memorabile e un groove che non lascia respiro, uno di quei brani in cui ti guardi prima
di iniziare a suonarlo e ti dici ‘ci vediamo in fondo!’” come dicono i Calibro. Questa scintilla nata dalla
fusione fra ricordi d’infanzia, memoria collettiva e gusto iper-contemporaneo brilla ancora di più in
Lunedì cinema, iconico brano di un ispiratissimo Lucio Dalla che osò portare lo scat nella prima
serata di Rai Uno, in quest’altra sigla televisiva che negli anni ’80 “apriva le porte dell’immaginazione
di un’intera nazione” e che nella versione Calibro vede Marco Castello, uno dei nuovi protagonisti
della scena cantautorale e nu jazz, nelle vesti di Dalla.
Se c’è un tema davvero iconico per tutto il filone action, invece, questo è sicuramente Mission
Impossible, traccia cult con cui, nell’ormai lontano 1996, un altro gigante delle colonne sonore come
Lalo Schifrin lasciò il segno nella cultura pop, contribuendo al successo planetario della serie
cinematografica iniziata da Brian De Palma. “Sono anni che ci pensiamo e stavolta è passata la
paura. Rifare con i Calibro un pezzone del genere meritava tutta la ‘calibrosità’ di cui siamo capaci”
scherza – ma non troppo – la band. Sul fronte blaxpolitation invece la scelta dei Calibro 35 è ricaduta
su Coffy is the Color del vibrafonista e compositore Roy Ayers, soundtrack di Coffy, pellicola del
1973 firmata da Jack Hill. Il funky “pulito” della versione originale diventa acidissimo, sintetico, quasi
cibernetico nella reinterpretazione con voce in vocoder fatta dai nostri che è, oltretutto, un tributo a
Ayers, recentemente scomparso.
Come tutti i viaggi di scoperta, l’esplorazione non è però soltanto un movimento verso l’altro ma
è anche un movimento verso se stessi. In questo caso: verso il repertorio jazz ma soprattutto
verso la propria relazione con il jazz. Così i Calibro in Exploration presentano ben tre composizioni
originali. Si parte da Reptile Strut, brano di apertura del disco: una traccia strumentale granitica e
cangiante al tempo stesso, un pezzo jazz/rock che gioca sulla compattezza di basso e batteria, sulla
chitarra funky, sulle evoluzioni dei fiati e sulla dimensione quasi onirica delle tastiere. Poi Pied de
Poule, una strumentale lisergica e malinconica che sembra rievocare tutti gli immaginari stereotipati
dei b-movies, dall’erotico all’exotico, dai diabolici personaggi asiatici a fanciulle in abiti succinti. E,
infine, The Twang, un brano ispirato dal leggendario progetto Incredible Bongo Band, un pezzo
dalle mille evoluzioni, che si apre con una chitarra tarantiniana, prosegue sui territori della
psichedelia ed esplode maestoso nella sezione fiati.
Con Exploration i Calibro 35 ci offrono una sofisticata riflessione sulla musica come universo di
continue stratificazioni ma mantenendo integra l’attitudine alla continua (ri)scoperta, al groove e
soprattutto al divertimento, ovvero il piacere di suonare insieme. Che poi è, da sempre, la vera anima
del jazz. “Registriamo liberi, senza metronomo, limitando al minimo le sovraincisioni per tenere
l’immediatezza di quello che succede nella stanza. Alla fine escono fuori anche tre pezzi nostri, frutto

diretto di tutti gli stimoli che ci siamo dati. Un disco suonato e suonato di pancia perché – come
nelle migliori rapine – a un certo punto devi prendere il respiro, gettarti dentro e quello che
succede… succede”

Elisa Rubini

Classe 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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