Maxhun Osmanaj – Recensione del libro “I ricordi di un medico” di Hasan Kurti & Irma Kurti
Nel genere dei libri autobiografici, i ricordi rimangono tesori preziosi perché vengono scritti con semplicità, sincerità e anima. Loro lasciano tracce non solo nell’archivio di una famiglia, ma anche in quel periodo in cui l’autore ha vissuto e lavorato.
Pochi giorni fa, ho avuto la fortuna di leggere “I ricordi di un medico” (Casa Editrice Kimerik, 2020), scritto da Hasan Kurti e Irma Kurti. Dopo la lettura non ho potuto rimanere in silenzio, senza condividere le mie emozioni e impressioni.
Il libro inizia con una prefazione della poetessa e scrittrice Irma Kurti, in cui parla del diario di suo padre, che le è stato consegnato poco prima che lui si ammalasse. L’opera è un omaggio ai suoi genitori che l’hanno sostenuto e appoggiato nel suo lungo percorso letterario. La dedica stessa: “A mio papà, Hasan Kurti, per condividere ancora una volta, come durante i nostri lunghi dialoghi, la grande passione per la scrittura! Alla mia mamma, Sherife Mezini, per dirle che non c’è giorno della vita in cui non la pensi e che è dentro di me, nell’anima, dove si custodiscono solo gli amori più grandi!” racchiude un legame forte che nemmeno la morte può sciogliere.
“I ricordi di un medico” si colloca tra il diario e le memorie ed è un intreccio estetico in cui ogni ricordo porta con sé una storia. Il libro contiene 121 storie-ricordi che preservano la freschezza della narrazione dall’inizio alla fine. Loro contengono date e anni come in un diario, ma per la loro forza e intensità, per la loro narrazione, rappresentano molto più di esso. L’opera non avrebbe quella potenza artistico-estetica se l’autore Hasan Kurti non fosse entrato nella miniera dell’infanzia, dove il lettore incontra destini, circostanze tristi e il dolore, che la vita gli ha “regalato”.
Il destino avverso bussò alla sua porta fin dalla prima infanzia, quando rimase orfano. L’assenza dei genitori rimarrà una ferita nell’anima, una piaga che gocciolerà fino alla fine della sua vita. Ma non è solo questo. L’estrema povertà familiare lo accompagna e lo costringe a trasferirsi presso un’altra famiglia, dove lavorerà come “un servo”. La discriminazione, i maltrattamenti e gli insulti che subisce dalla famiglia che lo ospita sono un dramma in sé che lo assorbe nel suo turbinio, senza mai farlo perdere la speranza e abbandonare i suoi sogni.
Lo stile della scrittura è fluido e scorrevole. Mi è piaciuta la narrazione priva di iperboli e arricchita da metafore e figure retoriche. L’ho letto con la passione di un lettore curioso, ma con grande amore. Perché dico questo? Perché in questo libro ho trovato una meravigliosa vita familiare che si contrappone alle sfide e alle ostilità della vita e del destino umano. Ho conosciuto lo stoicismo, i sogni e la ferrea volontà di un bambino che ha lottato con grande coraggio e determinazione riuscendo a realizzare il sogno di diventare medico. Inoltre, i fatti di questo libro, scritto con amore, semplicità e obiettività, sono stati trasformati in un romanzo scritto da Irma Kurti e intitolato: “L’uomo che parlava con gli alberi”, pubblicato nel 2015 in Albania, e “In assenza di parole”, pubblicato dalla casa editrice Kimerik nel 2017.
Leggendo il libro, il lettore apprende e riceve un messaggio: il sogno di un ragazzo non svanisce di fronte agli artigli e alle frecce delle persone discriminatorie, della società e delle autorità, perché è l’individuo stesso che veste di luce il suo sogno. Dopo un lungo e difficile viaggio nell’infanzia, vestito di tristezza, delusione e discriminazione, il destino gli ha sorriso. Hasan Kurti è riuscito a realizzare il suo sogno d’infanzia ed è diventato un medico amato e rispettato dalla gente. Questo è stato il suo dono. Inoltre, ha creato una famiglia sana con una moglie modello e tre figlie che gli hanno illuminato l’anima fino alla fine della sua vita. Sebbene la perdita della moglie lo abbia colpito duramente, è rimasto fiero e pieno di affetto per lei e per la loro storia.
Questo diario rispecchia l’amore per la vita di uno scrittore e cronista che voleva lasciare un segno ma soprattutto un grande insegnamento: quando un uomo segue con forza il suo sogno, vince anche contro l’arduo destino.
Maxhun Osmanaj
Giornalista e scrittore
