Rainer Maria Rilke “Torso arcaico di Apollo” – Lo sguardo che ci obbliga a cambiare vita
Ci sono poesie che si leggono. E poi ci sono poesie che ci guardano. “Torso arcaico di Apollo” di Rainer Maria Rilke appartiene a questa seconda categoria. È un testo breve, nato dall’osservazione di una statua mutila, ma capace di generare una delle chiuse più celebri e sconvolgenti della poesia europea: un imperativo che non lascia scampo. Rilke non descrive soltanto un’opera d’arte. Ci mette davanti a uno specchio.
Pier Carlo Lava
“Torso arcaico di Apollo” di Rainer Maria Rilke
Non conoscevamo la sua testa inaudita
dove maturavano le pupille. Ma
il suo torso arde ancora come un candelabro
in cui il suo sguardo, solo un poco attenuato,
si trattiene e brilla. Se no,
la curva del petto non potrebbe abbagliarti,
né nel dolce giro dei lombi
un sorriso potrebbe correre
verso il centro che portava il sesso.
Altrimenti questa pietra starebbe deforme
e corta sotto la trasparente cascata delle spalle
e non scintillerebbe come pelle di belva;
e non esploderebbe da tutte le sue frontiere
come una stella: perché qui non c’è
un punto che non ti veda.
Devi cambiare la tua vita.
Rilke osserva un torso antico, privo di testa. Eppure, nonostante l’assenza degli occhi, la statua sembra guardare. È questo il paradosso centrale. La bellezza non è mutilata: è viva, bruciante.
La poesia costruisce un crescendo visivo. Il corpo di pietra sembra animarsi, irradiare luce, sprigionare energia. La materia diventa presenza spirituale. L’arte non è oggetto: è forza.
Poi arriva l’ultimo verso.
“Devi cambiare la tua vita.”
Non è una riflessione. Non è una suggestione. È un comando. L’opera d’arte ti guarda e ti giudica. Se hai incontrato la bellezza, non puoi restare uguale.
È una delle chiuse più potenti della poesia moderna. L’arte, per Rilke, non è contemplazione estetica. È trasformazione.
Rainer Maria Rilke: il poeta dell’interiorità assoluta
Rainer Maria Rilke nacque nel 1875 a Praga. È uno dei massimi poeti di lingua tedesca del Novecento. La sua opera attraversa simbolismo, misticismo e introspezione radicale.
Le Elegie Duinesi e i Sonetti a Orfeo rappresentano il vertice della sua produzione poetica. Rilke indaga il rapporto tra uomo e infinito, tra materia e spirito, tra vita e morte. La sua scrittura è intensa, meditativa, spesso vertiginosa.
In “Torso arcaico di Apollo” si manifesta una delle sue intuizioni fondamentali: l’arte non è decorazione. È rivelazione.
Morì nel 1926 in Svizzera, lasciando un’eredità poetica che ancora oggi interroga lettori e studiosi.
La grandezza di questa poesia sta nella sua capacità di rovesciare il rapporto tra osservatore e oggetto. Non sei tu a guardare la statua. È la statua che guarda te. E nel momento in cui ti senti visto, giudicato, attraversato dalla bellezza, non puoi più fingere indifferenza.
Rilke ci ricorda che l’arte autentica non è evasione. È responsabilità. È chiamata. È trasformazione.
E forse la poesia serve proprio a questo: a farci sentire, almeno per un istante, che qualcuno o qualcosa ci vede davvero.
Geo
Rainer Maria Rilke nacque a Praga, allora parte dell’Impero austro-ungarico, e visse tra Germania, Francia e Svizzera. La sua opera rappresenta uno dei vertici della poesia europea del Novecento. Riproporlo nella sezione Poesie & Libri di Alessandria today significa rafforzare il dialogo tra arte, filosofia e modernità.
Crediti immagine
Autore: Autore sconosciuto
Titolo: Rainer Maria Rilke, ritratto del 1900
Anno: 1900
Fonte: Wikimedia Commons
Licenza: Pubblico dominio
Ritratto di Rainer Maria Rilke nel 1900.
https://it.wikipedia.org/wiki/Rainer_Maria_Rilke#/media/File:Rainer_Maria_Rilke_1900.jpg