Commercio ad Alessandria: quante serrande abbassate negli ultimi 5 anni?
Passeggiare oggi nel centro di Alessandria significa inevitabilmente confrontarsi con un’immagine che colpisce molti cittadini: alcune vetrine spente e serrande abbassate nelle vie che un tempo erano il cuore del commercio urbano. Negli ultimi anni il settore ha attraversato una fase di trasformazione profonda, segnata prima dalla pandemia e poi dall’aumento dei costi energetici, dalla crescita dell’e-commerce e dal cambiamento delle abitudini di consumo. Tutti fattori che hanno messo sotto pressione il commercio tradizionale, soprattutto nelle città di medie dimensioni.
I numeri raccontano una realtà complessa: il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo in più anni recenti e in città si registra una percentuale significativa di locali commerciali sfitti. Alcuni settori, come l’abbigliamento e il commercio al dettaglio tradizionale, hanno sofferto maggiormente, mentre altre attività – ristorazione, servizi alla persona e consulenze professionali – stanno progressivamente occupando nuovi spazi nel tessuto urbano. Più che un semplice declino, molti osservatori parlano quindi di una trasformazione del modello commerciale della città, che sta ridefinendo il ruolo del centro storico e delle sue attività economiche
Passeggiare oggi nel centro storico di Alessandria significa confrontarsi con una domanda che riguarda l’identità stessa della città: le serrande abbassate sono il segnale di un declino irreversibile oppure l’indizio di una trasformazione economica in atto? Negli ultimi cinque anni il commercio urbano ha attraversato una fase di profonda ridefinizione, stretta tra pandemia, aumento dei costi energetici, crescita dell’e-commerce e mutamento delle abitudini di consumo. La percezione visiva di vetrine vuote e locali sfitti è forte, ma per comprendere davvero cosa stia accadendo occorre andare oltre l’impressione e analizzare i numeri. Quante attività hanno chiuso? Quante hanno aperto? Quali settori resistono e quali arretrano? È da questi dati che si può capire se il centro si stia svuotando oppure stia semplicemente cambiando volto, ridefinendo la propria funzione economica e sociale.
Dati alla mano: il centro si svuota o sta cambiando volto?
Passeggiando tra le vie del centro storico di Alessandria, la percezione è chiara: alcune serrande restano abbassate più a lungo del solito. Ma è davvero un declino del commercio locale o stiamo assistendo a una trasformazione del tessuto urbano? Per rispondere occorre andare oltre le impressioni e guardare ai numeri.
Negli ultimi cinque anni il commercio locale ha attraversato una fase complessa, tra pandemia, crescita dell’e-commerce, aumento dei costi energetici e mutamento delle abitudini di consumo. Secondo i dati diffusi da Confcommercio e Unioncamere Piemonte, il saldo tra aperture e chiusure nel commercio tradizionale è rimasto negativo in più annualità recenti.
I numeri della trasformazione
Nel periodo 2012-2024 Alessandria ha perso circa il 31% dei negozi tradizionali, un dato che fotografa una tendenza di lungo periodo. Se restringiamo lo sguardo agli ultimi cinque anni, la dinamica resta coerente:
- Nel 2021 si registrarono 88 chiusure contro 77 aperture nel commercio al dettaglio.
- A livello piemontese, nel 2024 si sono contate 3.579 chiusure contro 1.506 aperture, con un rapporto di oltre 2 chiusure per ogni nuova attività.
- Nella provincia di Alessandria, i locali commerciali sfitti superano il 21%, uno dei dati più alti della regione.
Le rilevazioni della Camera di Commercio di Alessandria Asti mostrano che i settori più colpiti sono abbigliamento, articoli per la casa e piccole attività familiari, mentre crescono ristorazione, servizi alla persona e attività legate al turismo e alla consulenza professionale.
Centro storico: declino o riconversione?
Il dato chiave non è solo il numero delle serrande abbassate, ma la trasformazione del mix commerciale. Il commercio tradizionale perde peso, mentre aumentano:
- Bar e ristorazione
- Servizi professionali
- Attività legate alla cura della persona
- Studi e coworking
Il centro non è necessariamente “vuoto”: sta cambiando funzione urbana. Tuttavia l’impatto visivo delle vetrine chiuse incide sulla percezione di sicurezza, vitalità e attrattività.
Cosa significano questi numeri
Un negozio che chiude non è solo un dato statistico: è una storia imprenditoriale che si interrompe e un presidio urbano che si spegne. Ma allo stesso tempo le nuove aperture indicano una città che prova ad adattarsi.
Il nodo è strategico:
Alessandria vuole restare un centro commerciale tradizionale oppure evolversi verso un modello misto fatto di residenzialità, servizi, cultura e ristorazione?
Le città medie italiane stanno vivendo questa stessa transizione. La differenza la fanno politiche urbane mirate, incentivi fiscali, affitti sostenibili, eventi attrattivi e integrazione con il turismo locale.
La domanda per la città
Negli ultimi cinque anni Alessandria ha perso negozi, ma non necessariamente identità. La vera sfida non è contare le serrande abbassate, ma decidere cosa vogliamo al loro posto.
Subire il cambiamento o guidarlo?
È su questa scelta che si gioca il futuro del centro storico.
I numeri raccontano una realtà complessa: il commercio tradizionale ha perso terreno, ma la città non è immobile. Accanto alle chiusure emergono nuove attività legate ai servizi, alla ristorazione e alla cura della persona, segnali di un’economia che prova ad adattarsi ai tempi. Il punto non è solo quante serrande si sono abbassate, ma quale progetto urbano vogliamo costruire per il futuro di Alessandria. Senza una strategia condivisa tra amministrazione, associazioni di categoria e cittadini, il rischio è quello di subire il cambiamento; con una visione chiara, invece, il centro può diventare un luogo più integrato, vivo e multifunzionale. La sfida non è tornare al passato, ma governare la trasformazione, trasformando le criticità in opportunità e restituendo al cuore della città un ruolo centrale nella vita economica e sociale.
Pier Carlo Lava
Geo
Alessandria si trova in Piemonte, nel cuore di un territorio storicamente vocato al commercio e agli scambi tra Liguria, Lombardia e Torino. Città di medie dimensioni con una forte identità imprenditoriale, ha costruito nel tempo il proprio tessuto economico su piccole e medie imprese, botteghe storiche e attività familiari. Oggi la trasformazione del commercio urbano rappresenta una delle principali sfide per il centro storico e per l’equilibrio economico locale. Alessandria Today segue con attenzione questi cambiamenti, offrendo analisi e approfondimenti sui fenomeni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e sul futuro della città.