La Sanità pubblica piemontese è sempre più sotto pressione
La sanità pubblica piemontese è sempre più sotto pressione e la sua tenuta non può più essere data per scontata. In un quadro segnato dall’aumento costante dei bisogni assistenziali e da risorse insufficienti, la Fp Cgil Sanità lancia un allarme grave e non più rinviabile sulle carenze strutturali di personale che interessano l’intero sistema sanitario.
La situazione è particolarmente critica in molti reparti di degenza e emergenza dove la cronica mancanza di medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti e oss sta raggiungendo livelli insostenibili. Una condizione che il sindacato denuncia da tempo, attraverso segnalazioni formali e ripetute alle due aziende pubbliche, Aou e Asl, rimaste senza risposte concrete e risolutive. Questa carenza sistemica sta determinando un sovraccarico di lavoro inaccettabile per il personale in servizio, con ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure.
La Fp Cgil denuncia il rischio concreto di un progressivo peggioramento degli standard assistenziali, con reparti sempre più in affanno e operatori esposti a stress, burn-out e responsabilità crescenti. “Una situazione che mette a repentaglio la sicurezza dei pazienti e degli stessi lavoratori, non più garantita in condizioni di sotto-organico cronico”. Per la Fp Cgil Sanità “non esistono scorciatoie: servono scelte politiche e gestionali immediate e responsabili.
È indispensabile un piano straordinario di assunzioni che rafforzi stabilmente gli organici e restituisca dignità al lavoro sanitario. Continuare a tamponare l’emergenza con soluzioni temporanee o facendo leva su qualche incentivo economico e sul sacrificio quotidiano dei lavoratori non è più accettabile”.
“A questo punto, la responsabilità non è solo delle Azienda sanitarie. La Fp Cgil rivolge un appello forte e chiaro alla politica, affinché assuma fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e controllo. Perché non può restare spettatore di fronte al progressivo indebolimento del servizio sanitario pubblico. Servono risorse adeguate, scelte di programmazione coerenti e un impegno concreto per fermare l’emorragia di personale”.
E infine torniamo sulle Case e gli Ospedali di Comunità che dovrebbero essere pertanto il luogo di prossimità dove si fa una cosa molto concreta: accogliere, orientare, prendere in carico e non ‘aggiungere un servizio’, ma mettere ordine nei percorsi. Quello che si chiediamo in molti quando saranno davvero operative? con quali servizi? con quali orari? con quali professionisti? dove il ‘chi’ esercita diventa il fulcro della questione e non un dettaglio. Stiamo parlando di assunzioni pubbliche stabili? di concorsi e graduatorie? di mobilità interne? di esternalizzazioni? di cooperative? e soprattutto se una Casa della Comunità nasce come rafforzamento del territorio o invece solo come spostamento di risorse già scarse da un presidio all’altro?
C’è un’emergenza nell’emergenza. La Fp Cgil Sanità chiede impegni chiari, tempi certi e risposte immediate. Difendere la sanità pubblica significa investire sul personale, tutelare chi lavora e garantire a tutte e tutti i cittadini cure sicure, appropriate e di qualità. Ogni ulteriore ritardo è una responsabilità politica che non può più essere ignorata”.
