8 marzo | I dati aggiornati sulla violenza di genere in un nuovo paper presentato a Torino
Diritti delle donne, la violenza è ancora capillare: quale ruolo per le imprese?
In Italia sono 6,4 milioni le donne ad aver subìto violenza fisica o sessuale. Nell’Ue il costo stimato della violenza è 366 miliardi l’anno. E nei luoghi di lavoro le molestie restano diffuse e sottostimate. Ecco perché le organizzazioni possono fare la differenza.
Torino, 6 marzo 2026 – La violenza di genere continua a essere un fenomeno strutturale e trasversale. In Italia la quota di donne ad aver sperimentato nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale resta attorno al 30%: 6,4 milioni di persone. La stessa percentuale, circa un terzo, si riflette in ambito europeo, secondo le ultime stime dell’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali (FRA). Più della metà delle violenze fisiche sulle donne è commessa da partner attuali o ex, e i dati segnalano una crescita del fenomeno tra le generazioni più giovani. C’è poi un dato che rivela le dinamiche di possesso e gli squilibri di potere alla base del fenomeno: oltre il 60% degli omicidi femminili nel mondo avviene in ambito domestico, mentre per gli uomini la quota scende intorno al 12%.
L’impatto è anche economico. Nell’Unione europea il costo complessivo della violenza di genere è stimato in circa 366 miliardi di euro l’anno: perdita di produttività, spese sanitarie e sociali, costi giudiziari e sostegni alle vittime.
Il tema riguarda direttamente anche le organizzazioni. In Europa il 31% delle lavoratrici dichiara di aver subìto molestie sessuali sul lavoro nel corso della vita; nella fascia 18-29 anni la quota sale al 42%. Eppure, qui si rivela una contraddizione nella percezione del fenomeno: il 75% delle lavoratrici ritiene che le molestie siano rare o poco comuni. In Italia, la survey L.E.I. di Fondazione Libellula indica che quasi 7 lavoratrici su 10 hanno ricevuto commenti sessisti e osservazioni estetiche; oltre il 35% contatti fisici indesiderati; oltre il 35% avances esplicite non volute; tra dirigenti e imprenditrici, più della metà dichiara molestie fisiche.
Un nuovo paper che raccoglie dati e buone pratiche delle organizzazioni
È partendo da questa cornice che nasce il paper curato da Amapola con Fondazione Libellula e Università di Torino, presentato a Torino giovedì 5 marzo, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne: una raccolta di dati italiani, europei e globali e un affondo sugli strumenti che imprese e organizzazioni possono attivare per prevenire e contrastare la violenza, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Il documento include 23 casi studio e mette in evidenza leve ricorrenti: formazione, lavoro su linguaggio e bias, policy strutturate (anche in connessione con la certificazione per la parità di genere), canali di ascolto e segnalazione, misure di supporto a chi vive violenza, reti con territorio e centri antiviolenza.
«Imprese e organizzazioni toccano la vita di moltissime persone: possono attivare un cambiamento reale», ha spiegato Micol Burighel, responsabile comunicazione e parità di genere di Amapola. «Alcune hanno già iniziato ad agire con progetti di varia natura, che prevengono e contrastano la violenza in tutte le sue forme, dalle più diffuse ed embrionali (linguaggio sessista, stereotipi, bias) alle più gravi, come molestie e violenze psicologiche, sessuali e fisiche».
Durante la mattinata, Monica Cerutti, segretaria generale di UN Women Italy, ha proposto una chiave di lettura che ha attraversato il confronto: «Quando parliamo di violenza di genere, parliamo spesso di emergenza, dobbiamo invece iniziare a parlare di architettura del potere. Perché la violenza non è solo un comportamento individuale: è il risultato di un’architettura sociale ed economica squilibrata. E ciò che è progettato, può essere riprogettato». Nel dibattito è emersa anche la necessità di coinvolgere gli uomini senza semplificazioni, anche grazie al contributo dell’associazione Il Cerchio degli uomini: ripensare modelli del maschile, superare la cultura del controllo e del dominio, legittimare vulnerabilità ed empatia, promuovere corresponsabilità nella cura.
La mattinata ha alternato presentazione del paper, interventi delle istituzioni patrocinanti l’evento (Città metropolitana, Camera di commercio, Unione Industriali, Torino Social Impact) ,tavola rotonda con imprese e associazioni (tra cui CSI Piemonte, Edison, Roquette Italia, Lidl Italia, il Centro antiviolenza Me.dea e altre realtà) e un momento di lavoro partecipato con il pubblico, che confluirà in un nuovo paper.
Per Giovanni Rubino, Direttore Personale, Organizzazione e Digital Campus del CSI Piemonte «La cultura organizzativa del Consorzio, che da sempre è stata caratterizzata dalla inclusività e dal rispetto della parità di genere, è stata ulteriormente rafforzata con l’elaborazione del Gender Equality Plan con cui abbiamo coordinato tutte le azioni relative all’equilibrio tra vita privata e lavorativa, l’uguaglianza di genere nei processi di reclutamento e carriera, la presenza femminile nella formazione, la presenza femminile nei ruoli decisionali e il contrasto alle violenze di genere. Con il nostro CSI Digital Campus abbiamo inoltre sviluppato un dettagliato piano formativo: dal programma WOM X, che ha sensibilizzato tutto il personale su bias cognitivi, linguaggio inclusivo e micro-aggressioni, alle esperienze immersive dell’Empathy Lab che hanno permesso di comprendere in prima persona le discriminazioni vissute dalle persone più vulnerabili. Questo approccio integrato che combina policy strutturate, formazione diffusa e strumenti di monitoraggio ha quindi contribuito ad incrementare la consapevolezza del nostro personale sul valore dell’inclusione e del rispetto. Il nostro impegno proseguirà nei prossimi anni attraverso un nuovo piano strategico triennale legato alla certificazione UNI PdR 125/2022, la progettazione di ulteriori percorsi formativi e iniziative di avvicinamento alle discipline STEM rivolte a studenti e studentesse. Tutte queste azioni si inseriscono nella stessa direzione: continuare a lavorare con responsabilità affinché la parità di genere sia un impegno reale e quotidiano, capace di generare valore per le persone e per l’organizzazione».
Filomena Lamanna, DE&I Project Leader di Edison ha raccontato il lavoro fatto in azienda a partire dal linguaggio:«In Edison ci siamo messi in discussione per incidere sulla cultura organizzativa in modo autentico e partecipato, sviluppando consapevolezze e riflessioni sulle parole che scegliamo, sui comportamenti che normalizziamo e sugli impatti che questi hanno su colleghi e colleghe. È un percorso di responsabilità sociale che aiuta a riconoscere le microaggressioni per prevenire la violenza di genere. Siamo convinti che intervenire sul linguaggio sia necessario per trasformare la pratica quotidiana sia in azienda che nelle comunità che abitiamo».
Partner e sostenitori dell’iniziativa (per uso redazionale)
Evento ospitato dal CSI Piemonte al CSI Next. Iniziativa promossa da Amapola Società Benefit e realizzata in attuazione della Misura 6.1 dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana di Torino e del suo territorio. Patrocini: Città Metropolitana di Torino, Torino Social Impact, Unione Industriali Torino, Camera di commercio di Torino, Comitato per l’imprenditoria femminile Torino. Partner scientifici: Fondazione Libellula, Università di Torino, UniToGO, CIRSDe. Sostengono il progetto: CSI Piemonte, Edison, Lidl Italia, Roquette Italia. Partner tecnico: Dotwords.
Amapola Srl Società Benefit è specializzata in consulenza di sostenibilità. Fondata nel 2009, accompagna imprese e organizzazioni nel costruire percorsi e progetti di sostenibilità e nel renderli vivi e condivisi con tutti gli stakeholder. Con questo obiettivo offre servizi di ascolto strutturato e stakeholder engagement, comunicazione istituzionale e ambientale, reporting di sostenibilità, media relations, produzione di contenuti, produzione video e organizzazione di eventi, insieme alla consulenza nella gestione dei conflitti e alla creazione di progetti di CSR. Amapola ha le proprie sedi operative a Milano, Torino e Alessandria, oltre a un network di corrispondenti in tutta Italia. www.amapola.it
Per informazioni: Micol Burighel, ufficio stampa Amapola | 380 4384930 | micol.burighel@amapola.it