Voyeurismo come struttura transmediale dello sguardo

Voyeurismo come struttura transmediale dello sguardo

Roma, 10 marzo 2026 – È online il nuovo numero Aprile–Giugno 2026 dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies, rivista scientifica internazionale peer-reviewed dedicata allo studio sociologico dei media, del giornalismo e dei processi comunicativi nell’ecosistema digitale contemporaneo.

Pubblicata dall’International Center for Social Researchla rivista promuove ricerche interdisciplinari sulle trasformazioni della comunicazione nell’era delle piattaforme digitali, con particolare attenzione ai rapporti tra cultura visuale, tecnologie mediali e costruzione dello spazio pubblico.

Quest’ultima edizione ospita uno studio che propone una rilettura teorica del voyeurismo come struttura transmediale dello sguardo, analizzando come la relazione tra chi guarda e chi è guardato venga costruita e trasformata attraverso diversi media.

«Nella cultura digitale contemporanea siamo costantemente esposti a immagini e narrazioni che ci invitano a osservare senza intervenire. Analizzare il voyeurismo significa interrogare il modo in cui i media organizzano lo sguardo e distribuiscono visibilità, responsabilità e potere nella società delle immagini» spiega il dottor Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, direttore responsabile della rivista e autore dello studio, sviluppato sotto la supervisione del professor Guido Vitiello, professore associato di Cinema e cultura visuale, presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma.

Attraverso un’analisi qualitativa e comparativa, la ricerca esamina cinque casi emblematici appartenenti a differenti linguaggi della cultura visuale: il cinema di Krzysztof Kieślowski (Dekalog VI), la pittura rinascimentale di Tiziano (Venere di Urbino), la scultura di Auguste Rodin (Il bacio), la fotografia di Helmut Newton e il fumetto di Milo Manara.

L’obiettivo dello studio è dimostrare che il voyeurismo non deve essere interpretato esclusivamente come fenomeno psicologico o devianza individuale, ma come una condizione strutturale della visione mediata, che organizza il rapporto tra spettatore e immagine in molte forme della cultura contemporanea.

La ricerca evidenzia inoltre come, nell’ecosistema dei media, la tradizionale asimmetria tra osservatore e osservato tenda a trasformarsi: gli utenti non sono più soltanto spettatori, ma partecipano attivamente alla circolazione e reinterpretazione dei contenuti attraverso pratiche di condivisione e partecipazione online.

L’European Journal of Media and Digital Communication Studies è pubblicato in formato open access, rendendo i contenuti scientifici liberamente accessibili alla comunità accademica internazionale e al pubblico interessato agli studi sui media.

Tutti i numeri pubblicati sono disponibili online sul sito ufficiale della rivista alla url: Icsr-Net.com/journal.html

Elisa Rubini

Classe 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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