L’oblio che profuma d’amore e le parentesi del destino: le parole di Michela Intropido

L’oblio che profuma d’amore e le parentesi del destino: le parole di Michela Intropido

A volte non serve chiedere nulla. Basta lasciare che una voce si posi leggera sulla pagina e apra una porta che non sapevamo di aver chiuso. È quello che accade leggendo le righe di Michela Intropido, due brevi messaggi che sono molto più di messaggi: sono poesie nude, sussurrate tra le ore della sera, capaci di trasformare un semplice scambio in un piccolo, luminoso manifesto esistenziale.

«Non sto chiedendo nulla.  

Esiste un oblio in cui raccontarsi?  

Lo possiamo creare e se, a volte, ha il profumo dell’amore, pazienza.  

Ci sorprenderemo fatui d’amore.»

Ecco la prima folgorazione. Non è una domanda retorica, è un invito. Michela ci dice che esiste uno spazio *un oblio volontario, quasi sacro* dove possiamo finalmente raccontarci senza filtri, senza pretese, senza maschere. E se in quel vuoto profuma di rosa, di pelle calda, di “ti amo” mai pronunciato, allora va bene così. La pazienza diventa virtù poetica. E ci scopriremo “fatui d’amore”: non sciocchi, ma leggeri, ebbri, meravigliosamente vanitosi di quell’amore che non pretende di durare per sempre, ma solo di esistere, qui e ora, dentro quell’oblio che noi stessi abbiamo creato.

 

Poi arriva la seconda gemma, arrivata pochi minuti dopo, come se il pensiero non potesse aspettare:

«Sai Sergio… penso che ognuno di noi abbia un destino, ma le espressioni aritmetiche con cui costruiamo il nostro risultato sia tutto spiegato nel diverso modo di mettere le parentesi.»

Qui la poesia si fa matematica, e la matematica si fa destino. Quante volte abbiamo guardato la nostra vita come una lunga addizione sbagliata? Michela ci ricorda che il risultato non dipende dai numeri (le cose che ci accadono), ma dal modo in cui li raggruppiamo. Una parentesi aperta troppo presto, una chiusa troppo tardi, e tutto cambia: 2 + 3 × 4 può essere 20 o 14. Esattamente come la nostra esistenza. Il destino non è scritto; è solo una questione di priorità, di ordine, di coraggio nel decidere quali pezzi della vita mettere prima degli altri.

 

Due testi brevissimi, nati in una sera di marzo tra le 21:52 e le 22:12, eppure contengono un intero universo. L’oblio come rifugio e l’amore come profumo che lo rende abitabile. Il destino come equazione e le nostre scelte come parentesi che lo riscrivono ogni giorno.

 

Michela Intropido non sta chiedendo nulla, è vero. Ma ci sta regalando tutto: la possibilità di crearci un angolo di silenzio profumato, e la consapevolezza che, cambiando una sola parentesi, possiamo cambiare l’intero risultato della nostra vita.

 

E noi, lettori di Alessandria Today, possiamo solo ringraziare. Perché a volte la grande letteratura non nasce nei libri, ma nei messaggi delle 22:12, tra due persone che si parlano come se il mondo potesse aspettare.

 

Grazie, Michela.  

Il tuo oblio ha già il profumo dell’amore.  

E le tue parentesi stanno già cambiando i nostri destini.

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Sergio Batildi scrittore e osservatore laterale, si muove tra poesia, narrazione, editoriale e riflessione culturale. Indaga il rapporto tra linguaggio, memoria e tecnologia,con particolare attenzione ai punti di attrito del discorso contemporaneo. Ha sviluppato il concetto di Algolirica, una pratica di scrittura che mette in dialogo umano e algoritmo senza rinunciare al dubbio, al silenzio, alla complessità. Scrive per chi legge piano e considera il pensiero una forma di resistenza gentile.

A middle-aged man with a beard, wearing a headband and a backpack, taking a selfie while hiking in a mountainous landscape. The background features snow-capped mountains and a clear blue sky.

Sergio Batildi

Un pensiero su “L’oblio che profuma d’amore e le parentesi del destino: le parole di Michela Intropido

  1. Il destino che sconvolge ogni teoria sia matematica che poetica….una poesia infinita da tante chiavi di lettura… il destino che influenza l’amore dove due persone sono destinate a incontrarsi o come l’amore possa cambiare ogni logica matematica, o il destino che può essere visto come forza che unisce… e se il destino e l’oblio fossero la stessa cosa….

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