DGT accende i riflettori sui pedoni distratti dal cellulare con una campagna shock

DGT accende i riflettori sui pedoni distratti dal cellulare con una campagna shock

La Dirección General de Tráfico (DGT) spagnola ha scelto di spostare l’attenzione sui pedoni per la campagna di sicurezza stradale della **Pasqua 2026**. Il titolo della campagna è forte e diretto: “No quieres perderte nada y terminas perdiéndolo todo” (Non vuoi perderti niente e finisci per perdere tutto), con l’hashtag #PerderseLaVida.

Il dato al centro del messaggio è allarmante: **uno di ogni tre pedoni** attraversa la strada guardando il telefono, senza prestare attenzione all’ambiente circostante. Un comportamento che moltiplica in modo significativo il rischio di essere investiti.

Una campagna “shock” pensata per far riflettere
Realizzata in collaborazione con Ogilvy Spain, la campagna è di tipo 360° e sarà diffusa fino al 13 aprile su TV, radio, stampa, canali digitali e social network. Lo spot principale mostra un giovane che cammina assorto nel suo smartphone mentre attraversa un passaggio pedonale. Intorno a lui accadono scene surreali e clamorose – alcune reali, altre oniriche – che però passano completamente inosservate. Il finale è drammatico: l’impatto con un veicolo.

L’obiettivo è chiaro: far capire che rispondere a un messaggio, scorrere i social o inviare uno sticker mentre si attraversa la strada può costare la vita. La DGT vuole rompere l’abitudine ormai normalizzata di tenere gli occhi incollati allo schermo anche nei momenti più rischiosi.

Perché questa campagna fa discutere
Per la prima volta la DGT non punta solo sui conducenti, ma anche sui pedoni, considerati tra gli “utenti vulnerabili” della strada insieme a motociclisti, ciclisti e utenti di monopattini. In Spagna, negli ultimi dieci anni, oltre 3.500 pedoni hanno perso la vita in incidenti stradali, e la distrazione da smartphone è un fattore di rischio in forte crescita.

La campagna ha però generato anche polemiche. Alcune associazioni di pedoni e utenti hanno criticato il fatto che si metta l’accento quasi esclusivamente sulla responsabilità dei camminatori, chiedendo di non dimenticare le colpe dei conducenti (velocità eccessiva, distrazione al volante, mancato rispetto delle precedenze). Qualcuno ha addirittura chiesto il ritiro dello spot o una versione più equilibrata.

Una lezione per tutti
Al di là delle polemiche, il messaggio resta valido e universale: la distrazione non riguarda solo chi guida. Anche chi cammina può mettere a rischio sé stesso e gli altri. In un’epoca in cui siamo costantemente connessi, alzare lo sguardo per qualche secondo quando si attraversa la strada può fare la differenza tra “perdersi un like” e “perdere la vita”.

La DGT lo ricorda con durezza: la vita non è dentro lo schermo. È lì fuori, sulla strada, e merita tutta la nostra attenzione.

Consiglio semplice e prezioso: prima di mettere piede fuori dal marciapiede, metti via il telefono. Un secondo di distrazione può essere fatale.

 

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Sergio Batildi scrittore e osservatore laterale, si muove tra poesia, narrazione, editoriale e riflessione culturale. Indaga il rapporto tra linguaggio, memoria e tecnologia,con particolare attenzione ai punti di attrito del discorso contemporaneo. Ha sviluppato il concetto di Algolirica, una pratica di scrittura che mette in dialogo umano e algoritmo senza rinunciare al dubbio, al silenzio, alla complessità. Scrive per chi legge piano e considera il pensiero una forma di resistenza gentile.

A middle-aged man with a beard, wearing a headband and a backpack, taking a selfie while hiking in a mountainous landscape. The background features snow-capped mountains and a clear blue sky.

Sergio Batildi

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