Fauna selvatica: la protesta degli agricoltori Cia in Regione

Fauna selvatica: la protesta degli agricoltori Cia in Regione

Lunedì 18 febbraio davanti a Palazzo Lascaris

Il fenomeno dei danni provocati dalla fauna selvatica, ormai fuori controllo, alle produzioni agricole e zootecniche ha ormai assunto i connotati di una vera e propria emergenza. Alcune aziende agricole sono addirittura a rischio chiusura per cinghiali e caprioli. Oltre a questo, insiste anche il rischio all’incolumità pubblica e alla sicurezza stradale, data la presenza dei selvatici a ridosso dei centri abitati.

Per questo, una delegazione di agricoltori Cia provenienti da tutto il Piemonte (con un numeroso gruppo alessandrino) si troverà per manifestare il problema davanti a Palazzo Lascaris, lunedì 18 febbraio alle ore 10; loro rappresentanti e i dirigenti Cia incontreranno poi nella sala del Consiglio regionale l’assessore Giorgio Ferrero e alcuni rappresentanti politici. Continua a leggere “Fauna selvatica: la protesta degli agricoltori Cia in Regione”

Contrasto alla proliferazione della fauna selvatica, Berutti (FI): “è tempo di agire anche a livello nazionale facendo interagire agricoltura, tutela dell’ambiente e caccia”

Contrasto alla proliferazione della fauna selvatica, Berutti (FI): “è tempo di agire anche a livello nazionale facendo interagire agricoltura, tutela dell’ambiente e caccia”

Roma, 8 febbraio 2019 – “È ormai evidente a tutti la necessità di un intervento a livello nazionale per contrastare la proliferazione di una fauna selvatica sempre più pericolosa e dannosa.

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È in questa direzione che si inserisce l’interrogazione che ho presentato per esortare il Governo a muoversi quanto prima con azioni di contrasto opportunamente finanziate che consentano di riparare agli interventi degli ultimi anni, che anziché portare a soluzioni hanno aumentato i problemi”.

È quanto dichiara in una nota il senatore di Forza Italia Massimo Berutti in relazione all’aumento che ha contraddistinto la fauna selvatica nell’ultimo quindicennio. In questo periodo, infatti, i cinghiali presenti in Italia sono quasi raddoppiati, passando da poco meno di 600.000 esemplari nel 2004 ad oltre un milione, così come sono aumentati alcuni grandi carnivori come orsi e lupi, per i quali si stima un incremento da 5 a 10 volte rispetto alla metà degli anni ’70 del secolo scorso.

“Per i grandi carnivori, e in particolare per i lupi, è necessario coniugare alcune cautele con la massima attenzione. Si deve evitare di minimizzare il problema con il rischio di intervenire con un ritardo che per le caratteristiche di questi animali potrebbe rivelarsi imperdonabile. Continua a leggere “Contrasto alla proliferazione della fauna selvatica, Berutti (FI): “è tempo di agire anche a livello nazionale facendo interagire agricoltura, tutela dell’ambiente e caccia””

CIA: Vendemmia e aziende minacciate dalla fauna selvatica

CIA: Vendemmia e aziende minacciate dalla fauna selvatica

Alessandria: Nel momento tra i più delicati durante l’anno in vigneto, la situazione è gravemente minacciata dai danni della fauna selvatica. La loro presenza incontrollata mette a rischio le aziende agricole del territorio, oltre a compromettere seriamente la sicurezza pubblica, di strade e centri abitati.

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Giungono numerose, in Cia, le segnalazione degli agricoltori che subiscono danni ai filari da cinghiali e caprioli; molti di loro non procedono nemmeno più alla richiesta dei danni agli enti competenti (la fauna selvatica è proprietà dello Stato).

Spiega Italo Danielli, imprenditore vitivinicolo di Cremolino già dirigente Cia Alessandria: “Siamo sempre alle solite: i danni sono rilevanti, nonostante quanto fatto in potere alle Organizzazioni di categoria, alle segnalazioni e alle manifestazioni di protesta. La situazione non si risolve. Sono certo che se trovassimo un giornale di dieci anni fa, la cronaca di questi fatti non sarebbe diversa. Più passa il tempo più mi rendo conto che il nostro settore non è tutelato: noi agricoltori vogliamo portare a casa il raccolto, invece spendiamo tempo e risorse per cintare e trovare protezione dalla fauna selvatica. Quest’anno non abbiamo vissuto gravi difficoltà di meteo – nessuna gelata né siccità, ma i raccolti saranno ugualmente rovinati. Facciamo fatica a capire perché non si risolva la questione: capiamo che gli interessi siano diversi, ma mettere in gioco l’esistenza delle aziende di determinati territori è sconvolgente. Il rischio concreto è la chiusura delle attività. In un periodo in cui il territorio si spende molto per la promozione e la ricerca di nuovi mercati, il pericolo è che venga a mancare il prodotto. Per le imprese, l’asticella della redditività passa dal segno positivo a quello negativo in un attimo!“.