Un grande della letteratura medievale: Chrétien de Troyes,  di Luciana Benotto

Luoghi, personaggi, fatti e leggende

Nelle vesti di autrice di romanzi storici, oggi desidero ricordare un grande scrittore del passato: Chrétien de Troyes, (1135-1190), considerato il più grande poeta del medioevo prima di Dante. Di lui si sa poco, solo che fu un uomo di grande cultura e probabilmente un chierico, ma questo non gli impedì di amare il lusso e la raffinatezza. 

Di Chrètienne ci sono pervenute due canzoni d’amore e cinque romanzi dedicati al ciclo bretone: “Erec e Enide”; “Cligès”; “Ivano o il Cavaliere del Leone”; “Perceval o il Racconto del Graal” e “Lancillotto o il Cavaliere della Carretta” di cui vorrei raccontarvi solo parte della trama, per non farvi perdere poi il desiderio di andarlo a leggere, o rileggere. Il romanzo gli fu commissionato da Maria contessa di Champagne, sua prima protettrice, cui è dedicato il prologo; la quale di certo lo fece leggere a voce alta di fronte alle sue dame e ai suoi cortigiani, così come usava all’epoca, poiché essi erano per lo più scarsamente alfabetizzati se non addirittura analfabeti.

Protagonista è ovviamente Lancillotto, che parte alla ricerca della regina Ginevra di cui è innamorato, dal momento che è stata rapita da Meleagant, figlio del re di Gorre, un regno da cui nessuno fa ritorno. Durante la ricerca egli affronta prove pericolose e anche disonorevoli per un cavaliere, come ad esempio, quella di salire sulla carretta dei condannati dopo che un nano gli promette di condurlo in quel reame, o come quella di salire sul Ponte della Spada, ovvero un’enorme spada affilata posta su un turbinoso corso d’acqua. Grazie poi ad un anello incantato riesce a raggiungere l’amata Ginevra, che all’inizio si rifiuta di parlargli, con grande sconforto da parte di lui, perché egli aveva avuto un momento di esitazione nel decidere se salire o no sulla carretta. Dopo un duello con Meleagant Lancillotto riesce però a liberare la regina, e finalmente trascorrerà la sospirata notte d’amore con lei.

Emozionante e delicato il brano in cui i due possono stare finalmente l’uno nelle braccia dell’altra di cui riporto solo alcuni versi:

…e va al letto della regina

e l’adora, ed a lei s’inchina,
perché non c’è reliquiaa cui
creda più. E la regina a lui
le braccia distende, e l’abbraccia,
e stretto al petto se l’allaccia;
se l’è a fianco nel letto tratto,
ed il più bel viso gli ha fatto
che possa fargli, che da Amore
le viene ispirato e dal cuore…

La vicenda prosegue ancora con molte avventure, di quelle che fanno sognare gli amanti di queste antiche storie.