Antonella Viola: Esami medici e terapie rimandate, ospedali e pronto soccorso al collasso hanno certamente contribuito all’eccesso di mortalità durante le fasi acute della pande

Antonella Viola: Esami medici e terapie rimandate, ospedali e pronto soccorso al collasso hanno certamente contribuito all’eccesso di mortalità durante le fasi acute della pandemia

9 maggio alle ore 15:45

Quante volte in questi ultimi anni abbiamo sentire i negazionisti della pandemia sostenere che i governi stessero calcando la mano sui decessi per scatenare il panico? E quante volte ci siamo sentiti porre la domanda: morti “di” Covid o “con” Covid? Domanda legittima, quando lo scopo non è però voler instillare nei cittadini il dubbio che in realtà si stia gonfiando il tremendo conto delle vittime, per spingere tutti a obbedire alle case farmaceutiche e vaccinarsi. Si è arrivati persino a sostenere che le immagini delle file di bare di Bergamo fossero un falso, costruito ad arte in un Paese democratico e libero, in cui il giornalismo può raccontare, scavare, cercare i dati. Ebbene la risposta a tutte le persone che hanno dubitato della reale portata della pandemia COVID-19 è arrivata alcuni giorni fa da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Analizzando il numero di decessi medi nei vari Paesi, l’OMS ha verificato, dati alla mano, che tra il 2020 e il 2021 ci sono stati 15 milioni di decessi in più, rispetto agli anni precedenti. O, in altri termini, il SARS-CoV-2 è costato 15 milioni di vite umane. Ben più del doppio, quindi, rispetto ai numeri ufficiali che riportano circa 6 milioni di vittime.

Quello che è accaduto è dunque l’opposto di quanto i negazionisti/complottisti immaginavano: i governi di molti Paesi hanno fornito numeri molto più bassi rispetto alla situazione reale. In alcuni casi, questo riflette una preoccupante incapacità dei governi e del sistema sanitario locale di tenere traccia della reale situazione pandemica. Infatti, l’eccesso di mortalità è alto nei Paesi più poveri, tra cui quelli del continente africano e del sud-est asiatico. In Zambia, uno studio effettuato su 1118 cadaveri ha trovato che il 32% era positivo al SARS-CoV-2 e che questa percentuale arrivava al 90% nei periodi delle grandi ondate pandemiche. Eppure queste persone, quando erano in vita e malate, non avevano effettuato un test e le loro morti non erano quindi state inserite tra i decessi associati al Covid.

Tuttavia, è accaduto anche che i governi decidessero deliberatamente di nascondere i decessi. La Russia, per esempio, ha riportato circa 310.000 morti per Covid, fino al 31 dicembre 2021, mentre l’OMS stima un eccesso di mortalità pari a 1,1 milioni. Forse ricorderete il demografo russo Aleksei Raksha, che già nel 2020 denunciò irregolarità e l’ordine informale di tenere bassa la conta dei morti, per permettere a Putin la vittoria al referendum che gli ha, di fatto, consegnato la corona e quel potere incondizionato che oggi devasta l’Ucraina e spaventa il mondo. Raksha denunciò manipolazioni dei dati ad opera del regime e venne licenziato. Putin doveva convincere il suo popolo che la Russia stava affrontando la pandemia meglio del resto del mondo, a costo di nascondere i morti.

E in Italia? Da noi la differenza tra i decessi “per Covid” riportati ufficialmente (137.402, al 31 dicembre 2021) e quelli in eccesso contati dall’OMS (160.802, sempre riferiti allo stesso periodo) è di 23.400. E’ possibile che tra questi nostri concittadini ci sia stato qualche caso di infezione non diagnosticato, ma è più probabile che molte di queste morti in eccesso siano dovute agli effetti della pandemia sul sistema sanitario che, messo sotto pressione, non ha potuto operare al meglio.

Esami medici e terapie rimandate, ospedali e pronto soccorso al collasso hanno certamente contribuito all’eccesso di mortalità durante le fasi acute della pandemia.

Questa conta dei morti è importante per capire la reale situazione sanitaria a livello globale e nazionale e per migliorarla, attraverso investimenti mirati, perché quello che è accaduto non si verifichi più o per lo meno non ci colga impreparati. Ed è importante perché chiude, mi auguro, la sterile o odiosa polemica sulla necessità di effettuare una vaccinazione di massa di fronte ad un virus che, secondo alcuni, non è tanto peggio di un’influenza. Basteranno questi numeri, 15 milioni di vittime, a convincere i negazionisti?

(Editoriale già pubblicato su La Stampa)

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