CGIL PROMUOVE UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’INTERNALIZZAZIONE DEGLI ASSISTENTI PER L’AUTONOMIA E LA COMUNICAZIONE
Giovedì 14 settembre si svolgeranno presidi in tutta Italia in sostegno dei provvedimenti, presentati in Parlamento, per chiedere l’internalizzazione del servizio di inclusione scolastica entro il sistema pubblico e il riconoscimento del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione delle alunne e degli alunni con disabilità. In Piemonte si svolgeranno tre presidi: l’appuntamento è per giovedì 14 settembre, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, sotto le sedi delle Prefetture di Torino (P.zza Castello), di Novara (P.zza Matteotti) e di Alessandria (P.zza della Libertà)

LA FUNZIONE PUBBLICA CGIL PROMUOVE PER GIOVEDI’ 14 SETTEMBRE UNA STRAORDINARIA MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’INTERNALIZZAZIONE DEGLI ASSISTENTI PER L’AUTONOMIA E LA COMUNICAZIONE. IN PIEMONTE TRE PRESIDI DAVANTI ALLE PREFETTURE DI TORINO, NOVARA E ALESSANDRIA.
Giovedì 14 settembre si svolgeranno presidi in tutta Italia in sostegno dei provvedimenti, presentati in Parlamento, per chiedere l’internalizzazione del servizio di inclusione scolastica entro il sistema pubblico e il riconoscimento del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione delle alunne e degli alunni con disabilità.
In Piemonte si svolgeranno tre presidi: l’appuntamento è per giovedì 14 settembre, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, sotto le sedi delle Prefetture di Torino (P.zza Castello), di Novara (P.zza Matteotti) e di Alessandria (P.zza della Libertà)
In Piemonte gli assistenti sono circa 1.300, mentre i bambini con disabilità e frequentanti le scuole sono circa 5.500 (dati della Regione al 2022): in pratica un assistente ogni 5,7 bambini, un dato negativo rispetto alle altre regioni del Centro e del Nord che hanno un rapporto rispettivamente di 4,1 e 4,3 alunni per assistente.
Secondi i dati Istat, dall’ultimo rapporto disponibile e riferito all’anno scolastico 2021-22, nelle scuole italiane gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione che affiancano gli insegnanti per il sostegno sono più di 65mila, di questi il 4,6% conosce la lingua italiana dei segni (LIS). Sono operatori specializzati, finanziati dagli enti locali, la cui presenza può migliorare la qualità dell’azione formativa, facilitando la comunicazione e l’interazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle sue abilità nelle diverse dimensioni dell’autonomia.
Le condizioni lavorative di queste figure professionali impiegate in questo servizio sono difficili e precarie: le paghe sono basse e spesso le lavoratrici e i lavoratori vengono sotto inquadrati/e, quando le scuole chiudono per le festività natalizie o durante la pausa estiva non ricevono retribuzione, in molti casi le condizioni sono paragonabile al lavoro a cottimo (quando non c’è l’alunno o studente diversamente abile l’assistente non lavora e quindi non viene pagato), non c’è chiarezza di orari né certezza del monte ore (di anno in anno possono variare le ore assegnate a seconda dei bambini certificati e delle ore), difficoltà di gestione del tempo (poche ore di lavoro effettivo non distribuite correttamente durante la giornata. es. 2 ore di lavoro al mattino, 5 ore di inattività, 1 ore di intervento a domicilio, ove previsto); scarsa considerazione professionale delle figure educative impiegate spesso in possesso di lauree, corsi specifici, esperienze lavorative pluriennali; scarsa o nulla considerazione delle ore di progettazione educativa e di ore non frontali per poter elaborare azioni educative e progettazione educativa.
Il servizio per l’inclusione degli alunni con disabilità è previsto dall’art. 13 della Legge 5 febbraio 1992
N. 104 e viene gestito principalmente, e su tutto il territorio nazionale, da enti del terzo settore tramite appalti, con poche risorse o aggiudicazioni anche al massimo ribasso.
Tutto ciò a danno non solo degli operatori impiegati ma anche e soprattutto degli studenti (e delle loro famiglie) a cui è rivolto tale servizio.
Giovedì in occasione dei presìdi verrà presentato al Prefetto un documento che spiega le ragioni di tale iniziativa e con le richieste da inviare al Governo, affinché tale percorso legislativo possa trovare la necessaria copertura economica a partire già dalla Legge finanziaria per l’anno 2024.
Torino, 12 settembre 2023