“La guerra dentro” di Lilli Gruber, una lettura appassionante di Francesco Bianchi, Prato
Un libro che parla di una grandissima donna, Martha Gellhorn, sposata con Hemingway, che lotta per emergere da un mondo giornalistico maschilista dove alcuni ruoli sono appannaggio dei soli uomini.
Durante la seconda guerra la necessità di raccontare quello che accade è talmente forte che Martha si addentra nei luoghi di battaglia come crocerossina e riesce a scrivere comunque. La sua vita cambia quando vede gli orrori di Dachau, un campo di sterminio liberato dagli americani.
Parlando proprio del luogo di morte di Dachau racconta: “Abbiamo visto molte cose, ormai; abbiamo visto troppe guerre e troppe morti violente, abbiamo visto ospedali insanguinati e ingombri come macellerie, abbiamo visto morti come fagotti giacere su ogni strada in metà delle Terra. Ma nulla, in nessun luogo, era paragonabile a questo. Niente, nella guerra è mai stato così follemente malvagio come questi morti affamati e offesi, nudi e senza nome.“
Aggiunge inoltre: “La guerra è stata peggio di quanto io sapessi esprimere. Sempre.“
Una grande riflessione ai giorni nostri.