LA SECONDA SETTIMANA DEL FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

LA SECONDA SETTIMANA DEL FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI


Festival delle Colline Torinesi 29

(Torino, 12 ottobre – 10 novembre 2024)



Il programma settimanale dal 18 al 24 ottobre



Prosegue il programma del Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea – la storica rassegna teatrale, diretta Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla e organizzata da TPE – Teatro Astra con un’edizione di ampio respiro che può contare su 7 prime, 6 produzioni, 15 spettacoli, 28 giorni di programmazione e 52 recite.



Il festival è organizzato da TPE – Teatro Astra in partnership con la Fondazione Merz e in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e Torinodanza Festival, la Fondazione Piemonte dal Vivo e la Lavanderia a Vapore e il Museo Nazionale del Cinema.  La rassegna è sostenuta dal Ministero per la Cultura, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e da Fondazione CRT.


VENERDÌ 18 ORE 20:45 SABATO 19:00 ORE 19:30, DOMENICA 20 ORE 16:00 – TEATRO GOBETTI

Piccola Compagnia della Magnolia > CENCI_rinascimento contemporaneo

Presentato con Teatro Stabile Torino – PRIMA



11 settembre 1599, Roma. Beatrice Cenci, nobildonna ap partenuta a una delle più influenti famiglie dell’epoca, vie ne giustiziata per parricidio, per essersi difesa dai ripetuti abusi di un padre violento e depravato dopo innumerevoli e ignorate richieste di aiuto. Vittima prima dei soprusi, poi della giustizia. Il processo spacca la città: “aver volontà di togliersi dall’ingiustizia è delitto o giustizia”? Il giorno dell’esecuzione Caravaggio e Artemisia Gentileschi assistono alla decapitazione; quell’immagine si imprime nel loro sguardo, è una discesa ripida nella carne che genera visioni. Quel teatro della crudeltà è oggi per noi un attributo del concetto di verità. Cenci traccia una linea che attraverso i secoli giunge a noi sinistramente intatta nel suo nucleo primordiale, seppur mascherata dietro civili sembianze. Vi si denuncia l’anarchia del male, la responsabilità personale dell’ingiustizia che si propaga all’intera società, la religione come fondamento e condanna dell’edificio sociale del nostro Paese, così malato e bisognoso di laicità.


VENERDÌ 18, SABATO 19 ORE 19:00 – LAVANDERIA A VAPORE 

madalena reversa > Salomé

Prod. FCT/TPE. Presentato con Piemonte dal Vivo



Salomè è tropo, biblico, moderno e contemporaneo, specchio di un’umanità decaduta in un mondo di istituzioni decadute. È climax dello Spirito del loro/nostro Tempo nell’ossessione della vista, nell’ipertrofia dell’Io, nella noia metafisica, negli sguardi mancati con ciò che è sacro e ineffabile. È la porta che apre alla barbarie, al silenzio post hangover di tutto ciò che segue l’overdose, l’aver creduto in una qualche sorta di presente eterno. È un corpo estatico e isterico, che si stempera in una ieratica indolenza, macerato nell’attesa di «une chose inconnue». È un’anima seduta in sé stessa, sbavante di gesti oscuri, sfinita da idee solitarie e da insidiosi appelli al sacrilegio. Salomè è un’Elegia all’assenza, finché non c’è più luce, finché tutto ciò che rimane è la perdita.


SABATO 19 ORE 21:00, DOMENICA 20 ORE 17:00 – TEATRO ASTRA

Pantelis Flatsousis > Thebes: A Global Civil War

v. o. sott. it. Presentato con Piemonte dal Vivo – PRIMA



Quali processi di memoria si attivano quando intere società si trovano ad affrontare sfide enormi, traumi personali e col lettivi, ferite mai guarite come una guerra civile? Ispirato a I sette contro Tebe di Eschilo, storia di una guerra fratricida, lo spettacolo affronta la guerra civile in senso globale, perché una guerra civile oggi potrebbe riguardare tutto il mondo.

Pantelis Flatsousis sceglie di indagare ancora una volta il le game tra il teatro e la storia contemporanea, presentando sul palco i racconti di persone che hanno vissuto la guerra civile nel proprio paese negli ultimi anni per capire l’impatto del conflitto sulla memoria dei sopravvissuti e sulla loro identità. Sul palco, quattro attori professionisti provenienti da paesi diversi (Bosnia, Grecia, Repubblica Democratica del Congo e Libano) si trasformano in narratori della propria storia e di quella del mondo, dell’attuale e dell’eterno, in uno spettacolo che unisce il documentario, il cinema e l’azione teatrale. Perché la guerra, ancora, continua a plasmare il destino di tutti noi. La performance fa parte di GRAPE, la prima proposta di spettacolo a cura di Athens Epidaurus Festival.


DOMENICA 20 ORE 19:00, LUNEDÌ 21 ORE 21:00 – FONDAZIONE MERZ

Daria Deflorian > Elogio della vita a rovescio

Presentato con Fondazione Merz – PRIMA



In Elogio della vita a rovescio, titolo preso in prestito da un saggio di Karl Kraus, il lavoro si concentra su uno dei rapporti più raccontati da Han Kang nei suoi libri: quello tra sorelle. Non solo nel più conosciuto La vegetariana, ma anche in Convalescenza e in White Book (non tradotto in italiano), dove si rivela, ogni volta attraverso trame diverse, la potenza di questo legame. In scena vediamo solo la sorella che crede di essersela cavata, quella che “fin da bambina aveva posseduto quell’innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come proprietaria di una attività, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio.” L’osmosi tra le due sorelle è una corrente infinita, che ribalta concetti come quelli di salute, consapevolezza, giustezza delle scelte e l’elogio della vita a rovescio è il riconoscere che l’altra, la sorella, quella strana, quella crepata, quella che ci ha lasciato, ci sta la-sciando, se ne è andata, ha fatto quello che ha fatto anche per noi. Sullo sfondo la violenza delle relazioni domestiche. Anche le più apparentemente innocue. E sullo sfondo dello sfondo, la violenza del mondo.



INTORNO AL FESTIVAL

IL CIRCOLO DEI LETTORI 21 OTTOBRE ORE 18:00

Incontro con DARIA DEFLORIAN su HAN KANG in occasione dello spettacolo Elogio della vi-ta a rovescio


MARTEDÌ 22, MERCOLEDÌ 23, GIOVEDÌ 24, VENERDÌ 25, SABATO 26, MARTEDÌ 29, MERCOLEDÌ 30, GIOVEDÌ 31 ORE 18:00 – TEATRO GOBETTI SALA PASOLINI, POSTI LIMITATI

Sergio Ariotti/Francesca Cutolo > Hannah

Prod. FCT/TPE. Presentato con Teatro Stabile Torino, Piemonte dal Vivo, Fondazione Merz, Istoreto – PRIMA



Al tema delle migrazioni storiche degli anni ‘30 fa riferimento il monologo dedicato a Hannah Arendt. Lo interpreta Francesca Cutolo su drammaturgia di Sergio Ariotti. La forma è quella di una conferenza-spettacolo alla Sala Pasolini del Teatro Gobetti. Due tempi: una prima parte datata 1943 e una seconda nei giorni nostri. In una si cominciava a discutere della soluzione finale di Hitler, di Auschwitz e della condizione dei migranti in America come analizzata in Noi rifugiati. Nell’altra, dell’eredità culturale della Arendt che ci parla anche del processo Eichmann, di Stato di Israele e mondo arabo, argomento drammaticamente attuale. Nel monologo si scoprirà una donna scaltra, passionale, coraggiosa.



INTORNO AL FESTIVAL

HOPEFULMONSTER EDITORE 24 OTTOBRE ORE 19:30

Presentazione del volume STORIA, FINZIONI, CINQUE FUGHE TEATRALI, di Attilio Scarpellini, collana La stanza del mondo, hopefulmonster editore con Laura Bevione, Paola Caridi e Attilio Scarpellini

fondazionetpe.it

FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI

realizzato da TPE Teatro Astra

fondazionetpe.it/festival

mariapellino

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