Paola, di Maura Mantellino. Torino

Paola, di Maura Mantellino. Torino

Paola era una bambina minuta, gracile e soffriva spesso di bronchite asmatica. Per lei, i freddi inverni torinesi erano un periodo faticoso e spesso era a letto con forti attacchi d’asma. Negli anni Settanta non vi erano ancora molti pediatri e i bambini venivano curati dal medico di famiglia. Il suo medico si chiamava Giuseppe B. ed era soprannominato Papà Gambalunga perché amava i film di Fred Astaire e Ginger Roger e tutti i musical americani di quegli anni. Veniva spesso a visitarla, la trovava nel lettone dei suoi genitori con accanto i giocattoli e qualche libro.

A volte si fermava e raccontava qualche storia inventata sul momento, rimaneva accanto a Paola anche un’ora e quando andava via, sottovoce e sospirando, diceva in dialetto piemontese: – “Povera cita!” -. La bambina lo adorava, era il suo dottore preferito, il suo eroe. Qualche anno più tardi, arrivarono a Torino dalla splendida città di Bari, i nonni e spesso rimaneva a casa loro soprattutto se aveva qualche linea di febbre. Il loro medico era il Dr. P. un bell’uomo, giovane, alto e molto professionale. Quando la visitava, la osservava con freddezza e, immancabilmente, prescriveva le iniezioni che Paola odiava di tutto cuore.

Vi fu un episodio emblematico: una sera, odiando ogni tipo di verdura, Paola si rifiutò di mangiare gli spinaci che la nonna aveva cucinato e, alzandosi da tavola, disse che stava malissimo e che aveva dei fortissimi crampi allo stomaco. I nonni, spaventati, chiamarono d’urgenza il Dr. P. il quale arrivò, la guardò in viso e disse: – “La bambina è molto malata, deve fare un ciclo di 20 iniezioni (due al giorno) per dieci giorni” -. Aveva capito il bluff di Paola e a viso duro aveva deciso di darle una lezione. E, Paola, bimba di otto anni, gli urlò dietro: – “Dottore, lei è un emerito cretino!” – E faceva pure rima, in quanto il suo cognome finiva in …ino. La nonna rimase impietrita e cominciò a scusarsi per l’accaduto; il dottore senza scomporsi le rispose. – “Signora, nessun problema.

Sua nipote deve mangiare la verdura ogni giorno e fare le iniezioni prescritte” -. Paola divenne una furia, cominciò a urlare che sarebbe scappata di casa e si sarebbe lasciata morire di fame. I genitori, avvertiti dell’accaduto, chiamarono il vecchio Dr. B., il quale venne e, dopo averla visitata accuratamente, disse: – “Paola, se ci metti il parmigiano gli spinaci sono buonissimi e puoi mangiare anche le carote e le patate. Non ti prescrivo nessuna medicina!” – Da allora mangiò spinaci, carote, patate e anche la frutta.

Questo è un piccolo esempio del comportamento di due medici professionalmente molto bravi, ma con atteggiamenti diametralmente opposti. Uno sapeva farsi amare dal proprio paziente e ascoltava anche una bambina di otto anni, l’altro molto freddo e scostante andava avanti con il suo ricettario senza dare spazio al malato. Questo succedeva negli anni Settanta; oggi è tutta un’altra storia…

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