Intervista alla scrittrice Nora Junes Peblees per “Il giorno dell’autore di Inchiostri inVISIBILI” Spazio a cura di Ely Gocce di Rugiada.
Oggi vi presentiamo Nora Junes Peblees a cui lasciamo parlare di sé…
«Stufa di scrivere articoli
scientifici in cui nessuno si baciava, Nora June Peebles ha iniziato a pubblicare romance nel 2020.
Nei suoi romanzi non mancano mai l’ironia, né il lieto fine. Lettrice compulsiva, amante della
scienza e inguaribile romantica, Nora scrive di eroine moderne e forti, spesso con un background
accademico, di amici inseparabili e di uomini capaci di tenerezza.”
In occasione dell’intervista si Inchiostri inVISIBILI presenta “Solo quattro mesi” che fa parte della
serie Plan B (ma auto conclusivo e leggibile singolarmente).»
Ecco la trama: L’amore non fa per lui. Quello in cui Graham riesce bene sono i rapporti fisici.
Consenzienti. Maturi. Della durata di una notte. Almeno fino all’incontro con Margherita Ricci,
l’archeologa arrivata a dirigere il museo locale. Resterà in Scozia solo quattro mesi. Non ha senso
rischiare di perdere l‘equilibrio che si è costruito per lei.
Saprà resisterle. Oppure no?
L’amore non fa per lei. Dopo l’ultima delusione, Margherita vuole concentrarsi sulla propria
carriera. Sostituirà il direttore di un museo in un paesino scozzese per l’estate. Un sogno che si
avvera! Certo, non è partito sotto i migliori auspici: l’auto che ha noleggiato ha preso fuoco e il tizio
che l’ha soccorsa è il burbero medico del paese, uno snob insopportabile. È anche l’uomo più
affascinante che lei abbia mai incontrato. E ha delle mani… L’ha già detto che è insopportabile?
Resterà ad Abermouth solo quattro mesi, non ha tempo per cotte senza speranza.
Saprà resistergli. Oppure no?
Tra un’auto che decide di esalare l’ultimo respiro a poche miglia dalla meta, una collezione a dir
poco insolita e i colori della Scozia, un ruvido medico che si nasconde dal passato e un’archeologa
che non sogna più l’amore riusciranno a rimettersi in gioco e a conquistare il loro lieto fine?
Conosciamo meglio Nora attraverso domande e risposte dell’intervista a cui ha partecipato:
Da dove trai l’ispirazione per i tuoi romanzi?
Un po’ ovunque. Per i miei personaggi con un background accademico la trovo spesso nella mia
esperienza in università.
Tre aggettivi con cui descriveresti “Solo quattro mesi”?
Romantico, divertente e dolce.
Perché la scelta di abbinare sport e scienza?
La risposta è facile: perché adoro entrambi. Mi piace l’equilibrio tra i due e le differenze tra i
protagonisti. In entrambi i casi (scienziata e sportivo) devi essere molto determinato e disciplinato
per raggiungere i tuoi obiettivi e credo che sia un primo punto di incontro per i miei protagonisti.
È stato difficile scrivere una novella anziché un romanzo?
È stata una sfida interessante ma non è stato difficilissimo. Tendo a fare scalette e quindi so già più
o meno che lunghezza aspettarmi. Adoro leggere le novelle, perché sono piccole chicche e non
richiedono troppo tempo, e volevo provare a scriverne una.
Ti concedi di visitare e conoscere fisicamente i luoghi dove si svolgeranno i tuoi romanzi
oppure sono frutto di sole ricerche?Molti dei posti che compaiono nei miei romanzi sono luoghi che conosco e amo. Altri (come New
York) sono frutto di ricerche. Ho un’amica newyorkese che mi aiuta molto con i vari dettagli.
Come concili scrittura, lavoro e famiglia?
Se scrivo è anche grazie al sostegno infinito di mio marito e alla comprensione dei miei figli. Però
ci sono momenti in cui è inconciliabile. Ti senti in colpa.
Ho imparato ad accettare che non posso sempre scrivere, anche se lo vorrei. Ogni tanto me lo devo
ricordare, però.
Cosa ti piace di più dell’essere una scrittrice?
Amo scrivere e mi piace tutto dell’essere scrittrice (tranne una cosa). Mi piace “obbligarmi” a
concludere le storie e trasformarle in romanzi, amo il contatto con le lettrici e le amicizie che ho
stretto con le altre autrici. Mi piace vedere una storia prendere forma e diventare realtà. Quello che
non mi piace è il marketing perché sono incapace.
Quali sono gli elementi immancabili per un buon libro secondo te?
A livello tecnico, direi che la storia deve essere credibile. Non deve essere vera o realistica ma deve
farmi credere che lo sia. Non mi devo fermare a metà di una frase e pensare “aspetta, ma questa
cosa in questa storia non può succedere perché…”. A livello più di lettrice, io amo i romance e
quindi esigo il lieto fine.