CERCANDO RADICI IN SALA DEGLI SPECCHI DI PALAZZO WOLLEMBORG. Padova
Incontro sulla genealogia con Matteo Borrelli
La Biblioteca di Scienze politiche “Ettore Anchieri” e la Biblioteca Ca’ Borin organizzano per venerdì 21 marzo, alle ore 17.00, nella Sala degli Specchi di Palazzo Wollemborg di via del Santo 26 a Padova l’incontro dal titolo “Cercando radici: alla ricerca dei nostri antenati” organizzato dal Sistema bibliotecario di Ateneo. L’anno 2024 è stato dedicato alle radici italiane nel mondo e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie (DGIT), ha sostenuto il progetto “Turismo delle Radici” quale opportunità per valorizzare le storie di emigrazione, sacrificio e successo degli avi degli italo-discendenti nel mondo e preservarne la memoria.
Sempre nel 2024, Matteo Borrelli, ha lanciato Genealogie d’Italia, il progetto di mappatura generale di archivi, risorse e strumenti per la ricerca genealogica in rete che intende promuovere in ogni parte d’Italia la diffusione del sapere genealogico e valorizzare l’importanza della storia di famiglia ad ogni livello.
Matteo Borrelli sarà l’ospite dell’incontro introdotto da Michele Visentin del Sistema Bibliotecario dell’Università di Padova.
La partecipazione è libera e gratuita previa registrazione.
Matteo Borrelli è nato a Bologna nel 1993, e laureato in Scienze storiche e orientalistiche all’Università di Bologna. I suoi interessi spaziano in svariati campi: dalla storia sociale alla public history, dalla genealogia alla digital history, dall’archivistica all’antropologia storica. È l’autore della Mappatura generale di archivi, risorse e strumenti per la ricerca genealogica in rete – Antenati italiani (Archivio di Stato di Modena). Collabora attivamente con FamilySearch e con archivi e biblioteche nell’avanzamento della diffusione del sapere genealogico. Scrive regolarmente per “Nobiltà. Rivista di araldica, genealogia, ordini cavallereschi”. È socio ordinario dell’Associazione Italiana di Public History (AIPH), dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Comitato territoriale di Bologna, dell’Istituto «Domus Mazziniana», dell’Istituto storico Parri di Bologna e dell’Istituto Alcide Cervi di Gattatico. È socio corrispondente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano (IAGI) e membro dell’Association of Professional Genealogists.
La Biblioteca di Scienze politiche “Ettore Anchieri” è dedicata al ricordo del prof. Anchieri ed è ubicata a Palazzo Dottori in Padova. Questa sistemazione odierna è il risultato di vari spostamenti che iniziano nel 1964, quando il Palazzo divenne patrimonio dell’Ateneo, grazie al lascito del senatore Giovanni Milani, e venne scelto come definitiva sede della Facoltà di Scienze politiche. Nel novembre del 1967, con la conclusione dei lavori per la sistemazione del palazzo, Scienze politiche ottenne la sua sede esclusiva: il preside Anchieri potè inaugurare i nuovi spazi dove, oltre alle aule per la didattica e agli studi dei docenti, trovarono adeguata sistemazione anche la Biblioteca di Facoltà, collocata al secondo piano e la Biblioteca americana, collocata al piano ammezzato.
La Biblioteca Ca’ Borin occupa il primo piano e parte del piano terra di Palazzo Ca’ Borin, con accesso dal civico 22 di via del Santo. I palazzi che ospitano la Biblioteca sono conosciuti nel complesso come Palazzi Wollemborg in quanto di proprietà in passato dell’omonima famiglia ebraica. In uno di essi nacque Leone Wollemborg, economista, Ministro delle finanze nel 1901 e fondatore nel 1883 della prima Cassa Rurale italiana. Pare che entrambi risalgano al XVI secolo, anche se nel corso del tempo hanno subito numerose trasformazioni. L’aspetto attuale risale alla metà del Settecento, quando i Wollemborg succedono alla famiglia Borini – da cui il nome Ca’ Borin, tuttora utilizzato. Ancora oggi è possibile ammirare gli splendidi stucchi di Ca’ Borin – ricchi di elementi simbolici e di riferimenti all’opera dell’Ariosto – e l’incantevole Sala della musica dell’altro Palazzo Wollemborg, con gli affreschi monocromo dei segni zodiacali (in un ordine insolito) e il parquet intarsiato di madreperla.