A PROPOSITO DI DONNE – “Isabella Morra: la sublime poetessa” di Maria Rosaria Teni

A PROPOSITO DI DONNE – “Isabella Morra: la sublime poetessa” di Maria Rosaria Teni

È ormai risaputo che nei volumi di letteratura e nelle antologie, ancora oggi, poco spazio è riservato alle donne letterate, poetesse e scrittrici e quanto esse abbiano dovuto faticare non solo per affermarsi, ma soprattutto per poter esercitare la loro passione ed esprimere il talento e la vocazione da cui erano animate.  Non deve essere stato semplice, per le fanciulle dei secoli passati, inclini alla musica, alla poesia, alle arti, nascondersi agli occhi di genitori autoritari e rubare il tempo per poter scrivere o comporre, nascondendo pagine e spartiti, per poterli salvaguardare dalla censura genitoriale che esigeva un comportamento ineccepibile e devoto. Eppure sono tante le donne che hanno fatto la storia, dalla letteratura all’arte, dalla musica alla filosofia, dalla politica alla medicina e sin dall’antichità hanno lottato per rivendicare la propria autonomia, anche se ancora oggi permane uno strato di pregiudizio che rende il loro percorso più aspro.

Durante un viaggio, fatto l’estate scorsa in Lucania, ho  avuto il privilegio di scoprire personalmente la storia di una donna, la poetessa Isabella Morra, nata da famiglia patrizia nel 1520 a Favale, l’odierna Valsinni, un piccolo suggestivo borgo arroccato su un’estrema propaggine del Pollino, tra Lucania e Calabria.

Ha vissuto un’esistenza travagliata, lontana da corti e da salotti letterari, vissuta segregata nel proprio castello, dove si occupava della sua produzione letteraria, in isolamento, rifugiandosi nella poesia, quasi per un conforto alla sua sventura. A soli 26 anni, presumibilmente tra il 1545 e il 1546, venne assassinata dai fratelli a causa di una presunta relazione epistolare clandestina con il barone Diego Sandoval de Castro, un nobile di origine spagnola, che subì la medesima sorte. Il corpo di Isabella non fu mai ritrovato e, attorno alla sua figura, nacque una sorta di leggenda. Per me, entrare nel castello che ha visto nascere Isabella, con una vista amena sulle colline e sul panorama circostante, è stata un’emozione grande. Tra le mura di quella dimora era come sentire ancora il suo pianto, le sue lacrime nascoste mentre scriveva i suoi versi accorati, circondata da luoghi solitari in cui la natura incontaminata era fonte di ispirazione per le sue liriche. La figura di Isabella Morra è stata studiata e rivalutata nel ‘900 da Benedetto Croce

che, incuriosito dalla particolarità dei suoi versi, ne riconobbe il valore di poesia immortale e addirittura si recò in Basilicata per indagare personalmente sulla vita della sventurata poetessa. Di lei restano miracolosamente un esile canzoniere, le “Rime”, tredici componimenti, dieci sonetti e cinque canzoni, che rappresentano l’impetuosa autobiografia e ne rivelano l’indole malinconica e appassionata, ma sono anche testimonianza della sua dotta e raffinata cultura.
Nel tempo, la poesia della Morra varcò i confini dell’oblio e iniziò a diffondersi nei salotti di Napoli. La nobile Morra era sublime poetessa, come affermò Benedetto Croce, e sorprende in lei lo stile letterario così originale e profondo nonostante non potesse avere reali contatti o scambi con accademie, salotti letterari, altri intellettuali e scrittori che affollavano le corti dell’Italia del Sud.

Le rime di Isabella Morra, seppur ligie ai canoni del petrarchismo, si distinguono dalla lirica più sensibile all’eleganza formale delle altre poetesse del Cinquecento. Il tema amoroso, dominante nella poesia femminile del tempo, si arrende all’urgenza dello sfogo interiore quale lamento contro una Fortuna avversa che costringe Isabella alla solitudine. La poesia di questa sublime poetessa, come la definì Benedetto Croce, pur non rinnegando la corrente petrarchista, è considerata innovativa per i tempi in cui ella visse, tanto da farne una pioniera del Romanticismo.

Valsinni è Parco Letterario dal 1993, il primo istituto al Sud, il secondo in Italia ed organizza con la Pro Loco diverse manifestazioni legate al nome della poetessa Isabella Morra che visse nel castello di Favale (antico nome di Valsinni), gestito oggi dalla Cooperativa “Oltre L’Arte” di Matera, che si occupa dell’accoglienza dei visitatori, puntando a una maggiore valorizzazione del sito.

Maria Rosaria Teni

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.

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