Recensione del film Jules a cura di Daniela Di Benedetto. Spazio a cura di Ely Gocce di Rugiada.
Ancora una volta un piccolo gioiello cinematografico sottovalutato: JULES, di Marc Turteltaub, con
Ben Kingsley (2023).
E’ la storia di un anziano, Milton, che inizia a dare segni di demenza, per esempio conserva il cibo
nel bagno e ripete sempre gli stessi suggerimenti durante il consiglio comunale. Sua figlia gli fa fare
dei test da cui risulta un deficit della memoria, ma non delle capacità logiche.
Ebbene, un giorno nel giardino di Milton atterra con una navicella un piccolo alieno innocuo, e
l’anziano se ne prende cura come se accudisse un cucciolo. Avendo scoperto che quello mangia solo
mele, l’anziano fa scorta di questi frutti al supermercato dicendo che sono “per l’alieno”, e
figuriamoci chi gli crede.
La creatura, alla quale viene dato il nome di Jules, vuole solo riparare la sua navicella guasta e
ripartire; avrà l’aiuto di Milton e di due vicine di casa ficcanaso, altre anziane solitarie. Una
commedia umoristica? Sì, ma c’è molto di più. L’intenso dramma degli anziani emarginati viene fuori
non solo attraverso le vicende di Milton ( il quale alla fine ha la tentazione di seguire Jules
sull’altro pianeta lasciando i figli che non mostrano comprensione nei suoi confronti), ma anche
attraverso gli atteggiamenti delle due vicine di casa, che raccontano i loro pensieri e i loro guai a
Jules, l’ascoltatore muto, perché non hanno nessun altro con cui parlare. Forse lui non capisce
nulla, ma gli parlano. E finiscono col formare insieme a Milton una squadra pronta a tutto pur di
difendere l’alieno dalle autorità che lo stanno cercando per analizzarlo , e che sicuramente non gli
farebbero del bene. Gli anziani problematici uniti contro “gli altri”.
Un film, dunque, che oltre al divertimento offre contenuti profondi. Consigliato per tutti.
Daniela Di Benedetto