Controcampo. Case popolari in crisi e occupazioni abusive: una ferita aperta che la politica non vuole vedere. A cura di Alessandria today
Mentre scorrono le immagini di sgomberi forzati e famiglie disperate, ci chiediamo: chi ha davvero il coraggio di guardare in faccia la realtà?
Negli ultimi giorni, l’Italia si trova ancora una volta a fronteggiare l’emergenza abitativa: le case popolari sono insufficienti, mal gestite, e in molte città – da Roma a Milano, da Napoli a Torino – si moltiplicano le occupazioni abusive. Non si tratta solo di criminalità o degrado, come spesso viene semplificato nei titoli dei giornali: dietro ogni serratura forzata c’è un sistema che non funziona, c’è una promessa mancata da parte delle istituzioni.
Centinaia di migliaia di famiglie attendono da anni l’assegnazione di un alloggio dignitoso, mentre interi edifici restano vuoti o sono oggetto di speculazione.
Nel frattempo, i sindaci annunciano piani straordinari che restano sulla carta.
Le graduatorie si allungano, gli sfratti aumentano, e chi ha perso tutto – lavoro, reddito, dignità – spesso si vede costretto a scegliere tra la strada o l’illegalità. L’attenzione dei media è volatile, pronta a indignarsi per un giorno e poi dimenticare.
Ma la domanda resta sospesa: è davvero una colpa lottare per avere un tetto?
E quanto è ipocrita una società che si scandalizza delle occupazioni, ma chiude gli occhi davanti a migliaia di appartamenti pubblici abbandonati e fatiscenti?
La politica continua a inseguire emergenze, senza mai affrontare il problema alla radice: il diritto alla casa non è un favore, è una garanzia costituzionale.
Se i cittadini devono violare la legge per vedere rispettato un loro diritto, la responsabilità di chi è davvero?
Immagine di fantasia ma su un tema di stretta attualità…
Un ringraziamento speciale ai lettori di Alessandria today.
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Pier Carlo Lava – Social Media Manager – Alessandria today