Grida di madri. L’urlo della sopravvivenza in un paesaggio di cenere. Poesia di Luciana Potenza. Recensione di Alessandria today
La poesia Grida di madri di Luciana Potenza è un potente urlo materno tra cemento e cenere. Una riflessione civile sul dolore e la colpa. Scopri di più su Alessandria today.
Nel breve ma potentissimo testo Grida di madri, scritto da Luciana Potenza il 30 giugno 2025, si addensa un lamento universale, un richiamo che trascende confini e tempo. La poesia si apre su un paesaggio devastato, dove “membra immediate” giacciono tra “scorie di cemento”: un’immagine che richiama tanto le guerre quanto i disastri naturali, lasciando spazio all’interpretazione, ma non al sollievo.
Il verso “figli persi oltre l’inferno” è una ferita che lacera il cuore del lettore. Ogni parola è scelta con estrema precisione: “rosso il suolo” è una sineddoche di sangue e memoria, mentre “manca l’acqua e il pane” non è solo una constatazione di fame, ma una condanna alla negazione dei diritti primari dell’essere umano.
“Lacrime incidono / guance di polvere” restituisce l’immagine scultorea di un dolore inciso nella carne viva, nel corpo e nel volto delle madri, che si fanno simbolo e corpo del pianto collettivo. Ogni immagine è densamente materica, fatta di terra, sangue, lacrime e cemento, come se il dolore si fosse sedimentato nel paesaggio stesso.
La chiusa è devastante e profetica: “domani l’esistere sarà / un’ammissione di colpa”. Il futuro diventa un peso morale, l’esistere stesso è una condanna, una responsabilità che riguarda tutti. Non si tratta solo di assistere o di commuoversi, ma di riconoscere la colpa collettiva di un’umanità che ha permesso l’abbandono, la distruzione, il silenzio.
Testo completo della poesia
Grida di madri
membra immediate là
tra scorie di cemento
figli persi oltre l’inferno
rosso il suolo
manca l’acqua e il pane
lacrime incidono
guance di polvere
domani l’esistere sarà
un’ammissione di colpa.
Una riflessione
La poesia di Luciana Potenza si distingue per la capacità di concentrare in pochissimi versi un universo di disperazione e denuncia. La poetessa riesce a mettere al centro l’urlo materno, simbolo arcaico e universale del dolore, che diventa voce di popoli dimenticati, di conflitti inascoltati, di vite violate. Grida di madri è una preghiera e una condanna, una testimonianza e una pietra tombale, scritta con inchiostro di cenere e lacrime.
Biografia dell’autrice
Luciana Potenza, poetessa contemporanea, si distingue per una scrittura intensa, essenziale, diretta, che affronta i temi della guerra, del dolore umano, della memoria e della responsabilità collettiva. Le sue poesie spesso sono brevi, ma ogni parola è cesellata con precisione chirurgica. Nei suoi testi si coglie una profonda attenzione al ritmo interiore della sofferenza, così come una voce empatica, civile, che non cerca compromessi. La sua produzione poetica si muove tra cronaca, mito e spiritualità del dolore, rendendola una voce rilevante della poesia civile del nostro tempo.
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