Peccato d’amore di Miranda Ranalli. Una confessione in versi tra passione e solitudine. Recensione di Alessandria today
Nella poesia Peccato d’amore, Miranda Ranalli confessa un amore viscerale, tra passione, assenza e parole non dette. Scopri di più su Alessandria today.
Con Peccato d’amore, scritta a Roma nel luglio del 2025, Miranda Ranalli firma una lirica di rara intensità emotiva, una poesia che vibra di desiderio, assenza e consapevolezza carnale. È un componimento sincero e impetuoso, costruito come una confessione a due voci, ma filtrato dallo sguardo unico dell’io poetico che attraversa il delirio della passione e la traccia silenziosa della mancanza.
Fin dai primi versi, “Novità stupore / finalmente / quel brivido di donna”, la poesia si impone con un ritmo interiore acceso e irregolare, fatto di scarti emotivi, di parole spezzate e tremanti. L’autrice ci immerge nell’inizio di un amore travolgente, quasi improvviso, dove il corpo si accende e l’anima vacilla. Non è un amore sereno, ma una tempesta che scuote: “amarti sarà tremare / per te io vivrò”.
Nella parte centrale del testo, l’intimità prende la forma di una distanza paradossale: “non trapela niente / da me, io sto con te / come mi sei lontana”. In questa ambivalenza si svela la vera forza della poesia di Ranalli: l’amore è presenza e assenza insieme, è carezza immaginata e desiderio inesauribile, è sogno che si ripete e che sfugge.
Il tempo qui non è lineare: è “tempo dell’amore”, cioè un tempo sospeso, interiore, in cui notti e giorni si confondono. Si sogna, si desidera, si trema. E si tace. L’autrice alterna momenti di tenerezza sensuale (come “ti devo avere cullare / baciare, lo confesso”) a immagini di smarrimento e struggimento: “lo sguardo lontano / il cuore in tumulto / finché non ti tocco / non vivo molto”.
Nella seconda metà della poesia, la passione si fa esplicitamente fisica, ma senza volgarità: “tu me lo ripeti / con vemenza / ad occhi socchiusi / ansimando calda”. È una donna che desidera e si lascia desiderare, che ama senza mezzi termini, che si dona, si offre, si riprende, vive. In un “ventaglio di silenzi diversi”, il corpo e l’anima si rincorrono in un amore che brucia anche nella sua irrealtà: “l’irreale si farà / più reale di sempre”.
La chiusa è malinconica e potente: “Nera è la notte / la nostra notte / che profuma / che brilla di te”. L’amore diventa ombra e luce, odore e voce taciuta, un peccato d’amore che non si può né evitare né dimenticare. L’ultima immagine – gli occhi socchiusi, truccati di blu, che si abbassano e poi tacciono – è un fotogramma poetico indimenticabile, degno di un grande romanzo romantico e tragico insieme.
Testo integrale della poesia
PECCATO D’AMORE
Novità stupore
finalmente
quel brivido di donna
amarti sarà tremare
Per te io vivrò
tu sei: l’amore amore
anima in volo
pensiero assorto
in un senso di pace
pace matura
ma solo apparente
non trapela niente
da me, io sto con te
come mi sei lontana
sento la tua carezza
di nuovo sulla faccia
in questo silenzio
scomposto
che accavalla immagini
dolci e languide
triste e felice taccio
al mondo, il giorno
in cui ti potrò rivedere
non perderemo tempo
ma perderemo notti
di sonno
ti devo avere cullare
baciare, lo confesso
sono turbato
sempre più di te
sogno giorni d’amore
lo sguardo lontano
il cuore in tumulto
finché non ti tocco
non vivo molto
ho accettato la realtà
averti poco o troppo
saziarti è il mio
desiderio
tu me lo ripeti
con vemenza
ad occhi socchiusi
ansimando calda
ti si vede dappertutto
questa passione
per me
il tuo uomo ti adora
in un ventaglio
di silenzi diversi
ti cerca ti prende
ti lascia ti riprende
l’irreale si farà
più reale di sempre
noi ci andremo
amando nella notte
il giorno è riservato
al sole
poco in silenzio
ci ameremo
Cosa sarà di me
cosa sarà di te
cosa resterà
di questo amore
sicuramente
nel tempo
nel tempo dell’amore
l’immagine della mia
faccia sconvolta
riflessa nella luce
dei tuoi occhi
socchiusi, bistrati
di matite blu
e incontrollabile
peccato d’amore
Nera è la notte
la nostra notte
che profuma
che brilla di te
arresa che abbassi
gli occhi e solo dopo
taci
© Miranda Ranalli – Roma, luglio 2025
Una riflessione
Peccato d’amore è una poesia viva, palpitante, scomposta come le emozioni vere, e per questo tanto più autentica. Miranda Ranalli non scrive per ornare, ma per confessare, per esistere in uno spazio sospeso tra parola e corpo. Il suo testo non ha paura del desiderio, né del dolore che l’amore porta con sé. È una dichiarazione che si fa carne, una lettera non spedita ma vissuta, un diario segreto aperto solo a chi è pronto a lasciarsi toccare.
Biografia dell’autrice
Miranda Ranalli è una poetessa contemporanea che esplora con intensità, coraggio e raffinatezza i temi della passione, della perdita e del desiderio. La sua scrittura è diretta, viscerale, ma sempre punteggiata di immagini profonde e simboliche. Le sue poesie parlano al cuore e alla pelle, restituendo emozioni nude, spesso legate alla condizione femminile, all’identità e all’amore come vertigine. Peccato d’amore rappresenta uno dei momenti più intensi della sua produzione recente, un testo che conferma la sua capacità di coniugare poesia e verità emotiva.
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