UN FIORE FA RIMA CON CUORE di Vincenzo Savoca. Il tempo, l’amore e l’ultimo cammino. Recensione di Alessandria today
Un’intensa poesia di Vincenzo Savoca racconta l’amore condiviso, la vecchiaia e la separazione, con parole che vibrano di tenerezza e memoria. Scopri di più su Alessandria today.
La poesia “Un fiore fa rima con cuore” di Vincenzo Savoca, tratta dalla silloge Sassi di sabbia, è un intenso dialogo con la memoria, un inno sommesso e struggente alla complicità di una vita condivisa, alle stagioni dell’amore, al tempo che muta i sentimenti e alla presenza che diventa assenza definitiva. L’autore ci conduce in un cammino comune, quello di una coppia, che attraversa il ciclo dell’esistenza dalla giovinezza all’anzianità, fino alla separazione imposta dalla morte.
Il testo si apre con un’immagine viva e sincera:
“Camminammo alla ventura insieme / per la stessa strada…”
La vita è una strada condivisa, fatta di speranze, di sogni giovanili, di ardore impulsivo, ma anche di inciampi e amarezze. Il poeta sottolinea come l’impazienza e l’impeto giovanile conducano spesso a urti con la realtà:
“Volevamo emergere senz’aspettare / e tutto ci è caduto addosso sulla pelle.”
L’immagine del fiore colto lungo il cammino – emblema della tenerezza residua, della speranza che cerca ancora la sua forma – è il gesto poetico che riscatta il dolore, trasformandolo in parola d’amore. Un gesto apparentemente semplice, ma che congiunge cuore e poesia, gesto e sentimento:
“In quei momenti di rancura mi fermavo / a cogliere un fiore. ‘Fa rima con amore’ / ti dicevo.”
Nella seconda parte, il tono si fa più cupo, rassegnato. I due protagonisti giungono alla vecchiaia:
“Il tempo ci fece amici, / senza più i battiti del cuore…”
L’amore fisico lascia spazio a una complicità silenziosa, affettiva, amicale. Ma non per questo meno profonda. È la stagione in cui i respiri si fanno memoria, i gesti abitudine, le parole non dette eloquenti. Fino al momento in cui uno dei due si ferma:
“Ti sei fermata e più non sei andata avanti.”
La morte viene svelata con delicatezza ma senza illusioni: la pietraia finale è solitudine, desolazione, eppure la speranza si insinua, delicata ma tenace, in quel verso conclusivo:
“Ancora cammino per raggiungere il tuo / cantuccio e vivere insieme un’altra vita.”
Una riflessione
La poesia di Savoca è una testimonianza di tenerezza tenace, di un amore che si trasforma, che evolve, che resta come eco e presenza dopo la fine. È una riflessione profonda sul cammino a due che diventa cammino solitario, ma senza perdere mai il desiderio dell’incontro. La parola poetica diventa ponte tra due vite, tra la vita e l’aldilà, tra la speranza e l’oblio.
Biografia dell’autore
Vincenzo Savoca è autore siciliano dalla scrittura limpida e profonda. Nato a Ragusa, ha esplorato nei suoi versi i temi della memoria, della malinconia, del tempo e dell’esistenza, mantenendo uno stile classico, musicale, e al tempo stesso intimo e personale. Nella silloge Sassi di sabbia affronta con grazia e verità i frammenti della vita, rielaborandoli poeticamente attraverso immagini quotidiane e universali. Il suo linguaggio è accessibile, ma non privo di profondità e spessore simbolico.
Testo completo della poesia
UN FIORE FA RIMA CON CUORE
di Vincenzo Savoca
Camminammo alla ventura insieme
per la stessa strada, nel cammino
a volte dolce, a volte aspro, della vita.
A volte con coraggio, con imprudenza
nell’età giovanile invogliati dai sogni
che bene s’accordano con le speranze.
Volevamo emergere senz’aspettare
e tutto ci è caduto addosso sulla pelle.
In quei momenti di rancura mi fermavo
a cogliere un fiore. “Fa rima con amore”
ti dicevo. Tu stanca m’ascoltavi muta.
Da quell’erta giungemmo a poco a poco
sul limitare di quell’età solitaria e schiva,
apatica oramai al tempo che s’allaccia
ai sogni della vita. Il tempo ci fece amici,
senza più i battiti del cuore, né le altre
mollezze dell’età selvaggia. La vecchiaia
ha obliato l’amore, il sangue ed i respiri.
Non avevamo più altre carte da giocare e
gli occhi lumeggiavano d’altri innocui lumi.
In questa strada che ci pareva tutta nostra,
ti sei fermata e più non sei andata avanti.
Da solo m’hai lasciato a raggiungere la fine,
una pietraia d’interminabile solitudine.
Ancora cammino per raggiungere il tuo
cantuccio e vivere insieme un’altra vita.
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