Festival Letterario “LE PAROLE DI LAVINIA”: la dott.ssa DOROTJ BIANCANELLI interviene intrecciando prospettive politico-economiche e letteratura di Marcella Donagemma

Festival Letterario “LE PAROLE DI LAVINIA”: la dott.ssa DOROTJ BIANCANELLI interviene intrecciando prospettive politico-economiche e letteratura di Marcella Donagemma

Il 19 settembre, in occasione della giornata inaugurale della sesta edizione del Festival “Le parole di Lavinia”, all’Hotel Enea di Pomezia, ho incontrato Dorotj Biancanelli, scrittrice, saggista, economista e opinionista televisiva. Con lei abbiamo ripercorso alcuni dei temi emersi nel suo proficuo dialogo con il professor Alessandro Bongarzoni della Sapienza di Roma.

  • Dott.ssa Biancanelli, il professor Bongarzoni ha aperto l’incontro in maniera inconsueta, richiamando il suo romanzo, Il controverso equilibrio delle emozioni, e paragonando la protagonista Tea all’Europa di oggi. Condivide questa originale lettura?

Credo che il parallelismo sia molto calzante. Tea è fragile, insicura, ma trova in sé la forza per riscattarsi. L’Europa, allo stesso modo, deve affrontare paure e debolezze per costruire una nuova immagine di sé, più coesa e coraggiosa.

  • Viviamo un tempo di grandi cambiamenti geopolitici ed economici. Quali sono le sfide più urgenti di cui ha parlato, accennando anche al suo saggio Le prospettive politico-economiche dell’Unione Europea?

Oggi assistiamo a una ridefinizione degli equilibri globali. Biotecnologie, biofabbricazione, transizione ecologica: sono ambiti che impongono una trasformazione radicale. Dobbiamo superare l’economia lineare, basata sull’“usa e getta”, e abbracciare un modello circolare che prolunghi il ciclo di vita dei prodotti. È l’unico modo per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030: meno 55% di CO₂ entro il 2030, neutralità climatica entro il 2050

  • Il professor Bongarzoni, citando la teoria di Schumpeter sui cicli di espansione e recessione, le ha chiesto dell’ipotetica “sesta onda” di Kondratiev. Come spiega questa fase?

Ogni ciclo economico è guidato da una rivoluzione tecnologica. Se la quinta onda si identifica con la digitalizzazione, la sesta onda costituirà l’era della post-digitalizzazione: un connubio tra intelligenza artificiale, biotecnologie, biofabbricazione e transizione energetica. Una rivoluzione silenziosa, che costruirà infrastrutture invisibili ma decisive, incidendo su produzione, lavoro e relazioni. Le istituzioni dovranno garantire un equilibrio tra innovazione e diritti fondamentali.

  • Avete parlato di disuguaglianze. L’indice di Gini, che misura le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e la crescente disaffezione popolare, oggi sfiora lo 0,47. Che cosa significa e quali scenari prevede?

Significa che il nostro Paese è sempre più diviso. Negli anni ’80 eravamo a 0,35, un dato soddisfacente, che si è mantenuto fino al ’93 con l’entrata in vigore del trattato di Maastricht che ha decretato la nascita dell’Unione europea, poi nel 2008-2009 la situazione si è aggravata con la crisi finanziaria e dei suoi derivati che ha colpito famiglie, imprese e occupazione Ora la distanza tra ricchi e poveri corrisponde a una crescente sfiducia politica e un riflesso diretto sul malessere sociale: Il parallelismo evidenzia un indice attuale allo 0,47 che corrisponde quasi specularmente al 50% di affluenza alle urne registrata nelle ultime elezioni europee. È un dato che ci dice molto: senza ridurre disuguaglianze e disparità economiche, non potremo avere un’Italia più solidale.

  • Oggi non le è stata posta una domanda cruciale sul tema del riarmo europeo. Crede che il progetto sia in linea con i principi democratici dell’Unione europea?

Se il riarmo si tradurrà in una corsa agli armamenti con posture offensive, verranno messi in discussione i principi fondanti dell’Unione europea. Diverso è il caso in cui il riarmo fosse la risposta in termini di difesa della democrazia da derive autoritarie, scoraggiando minacce esterne e rafforzando l’autonomia strategica europea. In ogni caso, ritengo che non dovrebbe mai sottrarre ossigeno a sanità, istruzione e transizione ecologica.

  • In conclusione, qual è il messaggio che spera di aver lasciato?

Credo che oggi, più che mai, sia fondamentale portare il dibattito europeo fuori dalle aule istituzionali e trasformarlo in un dialogo culturale condiviso, in cui ci sentiamo protagonisti e non semplici spettatori. Solo così l’Europa potrà diventare un progetto davvero vicino ai cittadini.

L’intero dialogo ha offerto l’occasione di riportare l’attenzione sul saggio di Dorotj Biancanelli: < Le prospettive politico-economiche dell’Unione Europea>.

Un lungo applauso, cui mi associo, al termine dell’intervento della dott.ssa Biancanelli, ha infine confermato la sentita necessità di affrontare i temi del futuro europeo non solo con rigore analitico ma sicuramente con lucidità e sensibilità culturale.

Marcella DonagemmaBLOG

FOTO di copertina: Dorotj Biancanelli e il professor Alessandro Bongarzoni della Sapienza di Roma. (fornita dalla dott.ssa Biancanelli)

Marcella Donagemma

Nanakorobi yaoki - 七転び八起 Cadi sette volte, rialzati otto.

5 pensieri su “Festival Letterario “LE PAROLE DI LAVINIA”: la dott.ssa DOROTJ BIANCANELLI interviene intrecciando prospettive politico-economiche e letteratura di Marcella Donagemma

  1. Io ero al Festival, tanti applausi per la dott.ssa Dorotj Biancanelli, l’ultima domanda dell’attenta e perspicace Marcella Donagemma avrebbe aperto un ulteriore dibattito importantissimo, di questo si dovrebbe parlare di più! Grandi verità e aspettative decisionali in mano all’Unione Europea.

  2. Un articolo ben fatto che riassume gli elementi chiave dell’intervento coinvolgente e illuminante della Dott.ssa Dorotj Biancanelli al Festival.!

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