Women and the City | Domani, sabato 25 ottobre, focus sulla salute fisica e psicologica delle donne e dell’infanzia | Grande attesa per l’incontro di domenica 26 con Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace
WOMAN AND THE CITY
Prosegue il festival
dedicato alla parità di genere.
“Dove c’è parità c’è futuro”
Il dolore invisibile delle bambine e la rabbia negata dei bambini: l’educazione che genera disuguaglianza.
Sabato 25 ottobre focus sulla salute fisica e psicologica delle donne e dell’infanzia, nelle famiglie e nelle scuole, con incontri rivolti a educatori e genitori: una nuova sfida per il festival
In programma l’incontro “Dalla sedia camomilla al silenzio delle vittime” con Ilaria Maggi e Francesca Ribaudo
A seguire gli esercizi pratici di parent training, un’esperienza formativa per individuare le green flags e superare gli stereotipi
Al Circolo dei Lettori la postazione di ascolto con quattro psicologhe, per il Progetto Parole in Movimento Ets
Ultimi posti per l’incontro di domenica 26 ottobre con la Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi, qui il link:
https://www.eventbrite.com/e/biglietti-il-giorno-che-le-donne-hanno-conquistato-le-piazze-1754350502579?aff=oddtdtcreator
Qui il link per firmare la petizione lanciata dal festival per l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole:
https://www.womenandthecity.it/firma-la-petizione
Qui il link al video “Un minuto di rumore”, il flashmob collettivo dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin e alle vittime di femminicidio, per non smettere mai di parlare del tema
https://www.youtube.com/watch?v=ZefI55ORQ3k
Torino 24 ottobre 2025 – Prosegue la III edizione di Women and the City, il festival diffuso tra i luoghi di Torino dedicato alla parità di genere, promosso e ideato dall’associazione Torino Città per le Donne (TOxD),.
Sabato 25 ottobre. La ricerca dell’Osservatorio Nazionale sulle Relazioni Educative e di Cura. La giornata di sabato vedrà un focus sulla salute fisica e psicologica delle donne e dell’infanzia, in famiglia e nelle scuole, con una novità per il festival: incontri e iniziative immaginati proprio per educatori e genitori, con partecipazione attiva.
“Dalla sedia camomilla al silenzio delle vittime: quando il benessere viene tradito nei nidi e nelle scuole” è il titolo dell’atteso evento al Circolo dei Lettori con Ilaria Maggi, Consulente in benessere scolastico, Parent coach specializzata nella facilitazione delle relazioni scuola-famiglia e nella gestione delle criticità in ambito scolastico e Francesca Ribaudo, Ph.D., Psicologa dello Sviluppo e dell’Educazione, Psicodiagnosta, esperta in abuso e maltrattamento, si occupa da oltre 20 anni di bambini, ragazzi e famiglie e dal 2020 ed è autrice del podcast La mente ferita.
Fondatrice e presidente della Onlus La Via dei Colori Ilaria Maggi, per cui coordina la Commissione Tecnica Interdisciplinare e l’Osservatorio Nazionale sulle Relazioni Educative e di Cura (OREC), e direttrice scientifica della stessa Onlus Francesca Ribaudo, presenteranno al festival l’attività della Onlus, che offre informazioni, supporto legale, medico e psicologico per le vittime di maltrattamenti a scuola o in strutture di cura o per chi li denuncia.
Nell’ambito del festival dedicato all’empowerment, la ricerca di La Via dei Colori Onlus propone una chiave di lettura innovativa e scomoda, ma essenziale: non può esserci vera parità di genere finché non cambiamo il modo in cui educhiamo.
La violenza di genere non inizia nell’età adulta: germoglia molto prima, tra le pareti di un’aula, nei gesti e nei modelli educativi che bambini e bambine imparano a considerare “normali”. È quanto emerge dalla ricerca che verrà presentata a Women and the city. Le due ricercatrici presenteranno infatti i dati aggiornati dell’Osservatorio Nazionale sulle Relazioni Educative e di Cura (OREC) in un incontro che vuole rompere il silenzio sul maltrattamento educativo e per riportare al centro la cultura della cura. Lo studio, che ha analizzato 600 segnalazioni di criticità raccolte tra il 2017 e il 2025 attraverso il Numero Verde nazionale, mostra come genere ed età influenzino profondamente la percezione e la denuncia della violenza nei servizi educativi.
“La violenza educativa è la radice su cui cresce la violenza di genere – spiegano Maggi e Ribaudo – Quando insegniamo a un bambino che deve obbedire per essere amato, o a una bambina che deve tacere per essere accettata, stiamo preparando il terreno a una cultura della disuguaglianza.”
Aggiunge Maggi: «A volte la violenza di genere comincia da un gesto minuscolo. Una sedia in un angolo, dove una bambina viene messa “per calmarsi”. Un bambino che piange, e a cui viene detto “non fare la femminuccia”. Dentro quei gesti si costruisce una cultura: quella che insegna a obbedire invece di capire, a controllare invece di ascoltare. Con la nostra ricerca abbiamo provato a guardare lì, dove tutto infanzia. Perché se vogliamo davvero parlare di empowerment, dobbiamo partire da qui – da come educhiamo, da come ascoltiamo, da come costruiamo libertà fin dall’infanzia».
La ricerca mette in luce un paradosso: le bambine tendono a interiorizzare il dolore, conformandosi alle aspettative esterne, mentre i bambini manifestano il disagio con ribellioni visibili, attivando più facilmente l’attenzione degli adulti.
Questa dinamica genera un duplice effetto: le sofferenze femminili restano più a lungo invisibili, e le istituzioni tendono a minimizzare il disagio quando espresso da una madre.
L’analisi dell’OREC mostra che, proprio per la diversa modalità di espressione e lettura del disagio, l’85% delle segnalazioni proviene da madri e che, tra i casi di maltrattamento educativo, i bambini maschi risultano più frequentemente individuati come vittime.
“Ai maschi si chiede di essere forti, alle femmine di essere compiacenti. Così i primi imparano a negare la fragilità, le seconde a non riconoscere la rabbia”, spiega Ribaudo.
Uno schema che poi, da adulti, si traduce in due vie opposte di sofferenza: acting out nei maschi, iperadattamento e ansia nelle femmine.
Un incontro parent training. Nella Sala Musica del Circolo dei Lettori l’incontro “Famiglie che crescono insieme: imparare a individuare le green flags”, anche questo rivolto a genitori ed educatori. Dalla teoria alla occasione per fare esercizi pratici di parent training, con la psicologa, psicoterapeuta e formatrice Silvia Spinelli, con la conduzione di Carolin Vorderstemann, Responsabile Segreteria organizzativa Festival Women & the City, Socia TOxD. Si tratta di un metodo per coinvolgere i genitori nel processo educativo, riabilitativo e psicoterapeutico dei figli, attraverso nuovi strumenti e educazione, gli stereotipi e la parità e rispondere a domande che quotidianamente si pongono i genitori su situazioni concrete, in famiglia o a scuola.
La postazione interattiva per accogliere storie. All’ingresso del Circolo dei Lettori, per tutto il pomeriggio di sabato, “Uno sguardo illuminante sulle relazioni”: la postazione interattiva che accoglie storie, pensieri ed esperienze di chi del pubblico vorrà partecipare, con testimonianze e riflessioni su infanzia, relazioni e benessere emotivo. Si tratta di un progetto di Parole in Movimento Ets, una realtà che realizza interventi psicosociali gratuiti o a costi ridotti per persone che attraversano momenti di crisi, come malattie, difficoltà economiche o lavorativi, lotti o separazioni. I professionisti e i volontari del movimento lavorano alla promozione della salute e per la prevenzione del disagio psicosociale in diversi contesti (scuole, quartieri, istituzioni), per intervenire sulla sofferenza psicologica che, se sottovalutata o non riconosciuta, può diventare patologica.
All’ascolto ci saranno quattro psicoterapeute del Movimento: Chiara Marello, Psicologa Psicoterapeuta, Vicepresidente Parole in Movimento Ets, Francesca Pieia, Psicologa Psicoterapeuta Danzamovimentoterapeuta, Consigliera Parole in Movimento Ets, Claudia Lanza, Psicologa, Socia Parole in Movimento Ets, Giulia Francioso, Psicologa, Socia Parole in Movimento Ets.
Domenica 26 ottobre, grandissima attesa per l’incontro con Shirin Ebadi. Ultimi posti ancora disponibili per la serata conclusiva degli eventi di ottobre di Women & the City di domenica 26 Il giorno che le donne hanno conquistato le piazze”, dove sarà ospite Shirin Ebadi, prima donna iraniana e prima musulmana a ricevere il Nobel per la Pace (2003) “per il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia”. Costretta a lasciare il proprio incarico dopo la rivoluzione degli ayatollah, Shirin Ebadi è giurista, avvocata, scrittrice e pacifista. Introduce l’incontro Elena Baralis, Prorettrice del Politecnico di Torino, modera Andrea Malaguti, Direttore La Stampa e partecipa Parisa Nazari, Mediatrice interculturale.
Sarà presente la Squadra Femminile di calcio Iran di Torino, con la capitana Atieh Mazi e alcune calciatrici per riflettere sul valore che possono costituire il calcio e lo sport in generale per la vita e l’identità dei ragazzi e delle ragazze, un diritto che non ovunque viene riconosciuto.
Qui il link per prenotarsi:
https://www.eventbrite.com/e/biglietti-il-giorno-che-le-donne-hanno-conquistato-le-piazze-1754350502579?aff=oddtdtcreator
Continua inoltre la raccolta firme per la petizione “Conoscere per rispettare. L’educazione che manca”, redatta da un gruppo di lavoro di socie per ToxD coordinato da Anna Mastromarino, e lanciata dal festival per chiedere l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva obbligatoria e strutturale all’interno delle scuole. Al termine di Women and the City le firme raccolte saranno inviate al Ministro Giuseppe Valditara.
Nel corso del festival il tema dell’educazione sentimentale e sessuo-affettivo è stato al centro delle iniziative dedicate alla memoria di Giulia Cecchettin e di tutte le vittime di femminicidio, con la partecipazione di ragazze e ragazzi: qui il video del flashmob collettivo per fare “un minuto di rumore”, un invito potente e corale a non smettere mai di parlare del tema. https://www.womenandthecity.it/pagine-press-kit/foto-eventi
La terza edizione di Women and the City. Quest’anno il festival raddoppia l’appuntamento, diventa diffuso e si prepara per un’edizione speciale che sarà ospitata a Bari nel 2026. Dopo il successo delle prime due edizioni, Women & the City torna in una nuova veste: dopo i 5 giorni di ottobre si aggiungeranno 3 giornate a novembre, e un ricchissimo programma Off, per un totale di 300 ospiti, italiani e internazionali e oltre 100 eventi, sparsi tra i luoghi della città di Torino e con tappe in 7 comuni del territorio: a Collegno, Druento, Nichelino, Torre Pellice e Val Della Torre dove gli eventi sono organizzati in collaborazione e con il sostegno degli Enti comunali; a Settimo in partnership con il Festival dell’Innovazione e della Scienza e a Pianezza con l’associazione “Insieme”. Novità di quest’anno anche la collaborazione con 5 festival: si consolida il rapporto con Contemporanea Film Festival, e si inaugura quello con il Festival dell’Accoglienza, Festival dell’Innovazione e della Scienza, Incanti Festival e Festival Donne Incontro Scena.
Promosso dall’Associazione Torino Città per le Donne (TOxD) presieduta da Antonella Parigi, manager culturale, ex assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, fondatrice del Circolo dei Lettori, della Scuola Holden (con Alessandro Baricco) – e diretto dalla giornalista Elisa Forte, Women and the City è realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia San Paolo (maggior sostenitore), della Fondazione CRT, di Unione Industriali, della Camera di Commercio e al sostegno di Regione Piemonte e Comune di Torino.
Il festival è organizzato dall’Associazione Torino Città per le Donne (TOxD), con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, di Fondazione CRT, di Camera di Commercio di Torino, di Unione Industriali Torino, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città di Torino, della Città di Collegno, del Comune di Druento e del Comune di Val della Torre. Sponsor: Lavazza, Sparco e Iren. Patrocini: Rai Piemonte, Rai per la Sostenibilità ESG, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Farmacisti, Federfarma. Partner istituzionali: Politecnico, Campus Luigi Einaudi e Università di Torino.