“Lento muore” di Martha Medeiros (spesso attribuito a Pablo Neruda). Una riflessione scomoda sulla vita non vissuta. Recensione di Alessandria today (Grazie Google news)
Il testo “Lento muore…”, spesso attribuito a Pablo Neruda, è in realtà opera della scrittrice e giornalista brasiliana Martha Medeiros. La poesia, intitolata originalmente A morte devagar, fu pubblicata il 1° novembre 2000 sul quotidiano Zero Hora di Porto Alegre. Ringraziamo la lettrice Stefania Contardi per la segnalazione che ci ha permesso di rettificare l’informazione. Alessandria today è da sempre attenta all’attribuzione corretta delle opere e invita i lettori a segnalarci eventuali imprecisioni.
Spesso attribuita erroneamente a Pablo Neruda, la poesia “Lento muore” è in realtà opera della scrittrice brasiliana Martha Medeiros, pubblicata il 1° novembre 2000 sul quotidiano Zero Hora di Porto Alegre. È una poesia che ha fatto il giro del mondo, toccando il cuore di milioni di lettori per la sua forza, la sua schiettezza e la sua capacità di risvegliare coscienze assopite. Proprio per la sua potenza comunicativa, è stata in passato travisata nella paternità e attribuita a un nome illustre. Ma oggi è tempo di restituire a Martha Medeiros ciò che le appartiene.
Lento muore è un monito, una denuncia lucida contro le abitudini che ci rendono prigionieri, i timori che ci paralizzano, i giorni che scivolano via senza averli realmente vissuti. È una poesia che non accarezza ma scuote, che ci chiede di fermarci e domandarci se stiamo scegliendo la vita o semplicemente sopravvivendo.
LENTO MUORE
di Martha Medeiros
Lento muore chi
diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lento muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Muore lentamente chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Muore lentamente chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
Pubblicata il: 1º novembre 2000 su Zero Hora.
Ogni verso è un invito a svegliarsi, a rifiutare la mediocrità dell’abitudine, a inseguire i sogni anche quando sembrano impossibili, a parlare con sincerità, a rischiare. Medeiros ci mostra che la morte più tragica non è quella biologica, ma quella dell’anima, quando smettiamo di sorprenderci, di amare, di cambiare. Non si tratta di un testo pessimista: è una dichiarazione d’amore verso la vita autentica.
Riconoscere l’autrice reale non è solo un dovere filologico, ma un gesto di rispetto verso la sua voce. In un mondo che spesso dimentica di vivere davvero, “Lento muore” è più che una poesia: è uno specchio e una chiamata. E forse è proprio questo il motivo della sua forza virale.
Una riflessione
Riscoprire “Lento muore” attribuendola correttamente a Martha Medeiros significa restituire valore alla verità, ma anche alla scrittura femminile, troppo spesso cancellata o attribuita ad autori più celebri. Questa poesia ci invita a vivere senza rimandare, a prendere in mano ogni singolo giorno e farne un’opera unica, senza paura di cambiare, di amare, di sbagliare. Il riconoscimento dell’autrice è anche un segno di rinascita culturale.
Un ringraziamento speciale ai lettori di Alessandria today
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Infatti è scritto…
Poesia di Martha Medeiros, è una celeberrima falsa attribuzione…lo sanno anche i sassi ormai….
Questo articolo sinora ha registrato 26.000 visualizzazioni…
È di Martha Medeiros. Non l’ha scritta Neruda