“L’AIUOLA” di don Luigi Talarico – Poesia ispirata a Dante tra visione celeste e denuncia della follia umana. Recensione di Alessandria today (Grazie Google news)

“L’AIUOLA” di don Luigi Talarico – Poesia ispirata a Dante tra visione celeste e denuncia della follia umana. Recensione di Alessandria today (Grazie Google news)

Con la poesia “L’AIUOLA”, don Luigi Talarico compie un’operazione poetica e spirituale di profonda intensità: ispirandosi al XXII Canto del Paradiso dantesco, trasfigura la visione dall’alto della Terra in un componimento che unisce contemplazione cosmica, riflessione morale e tensione salvifica. Lo sguardo poetico si posa sull’umanità afflitta, sul peso dell’errore e del desiderio disordinato, per poi risollevarsi alla luce del “Ver”, dell’armonia divina, che restituisce senso e libertà all’anima.

Recensione
Il titolo “L’AIUOLA” richiama direttamente la celebre immagine dantesca della Terra come piccolo giardino visto da lontano, fragile ma pieno di contraddizioni. I primi versi ci collocano “sotto i Gemelli eterni”, nella regione celeste dove l’io lirico osserva il mondo in tutta la sua piccolezza e distorsione. La luce dell’aiuola, che inizialmente incanta lo sguardo, si rivela presto fonte di dolore: “fa mortali sì acerbi e crudi”, colma di errori e pensieri vuoti.

L’osservazione si amplia: la Terra “da’ colli al lido” si presenta come visione dell’anima, chiara e totalizzante. Il poeta vede popoli afflitti, “ciechi al Ben Vero” e mossi da desideri distorti. Questo affresco di sofferenza è seguito da un grido interiore di denuncia: “Oh vana cura, oh folle umana speme!” – un’eco classica che condanna l’insensatezza dell’uomo chiuso nel suo “picciol cerchio”, incapace di alzare lo sguardo oltre la propria miseria.

Ma la poesia si chiude in speranza e luce: l’Alto Lume, dono celeste, scuote dal torpore, e la contemplazione dell’“Eterna armonia” riporta l’anima al suo centro, liberandola dalla “mortal follia”. Così, in poche strofe dense di teologia, classicismo e stile alto, don Talarico ci offre una sintesi mistica e filosofica, sospesa tra Dante, la Tradizione cristiana e la sua personale voce profetica.

Testo integrale della poesia:
🌏L’AIUOLA
Ispirata al XXII Canto del Paradiso, vv. 151-154

Sotto i Gemelli eterni risplendenti
mirai l’aiuola, agli occhi miei lucenti;
che fa mortali sì acerbi e crudi,
d’errori carca e di pensier sì nudi.

Da’ colli al lido tutta si distese,
come in visione l’alma si palese;
vidi le genti afflitte in lor vagire,
cieche al Ben Vero, pronte a mal desire.

Oh vana cura, oh folle umana speme,
che in picciol cerchio ogn’uom racchiude e preme !
Così parlava il Core a me rivolto,
mentr’io guardava il mondo basso e stolto.

Ma l’Alto Lume, che ‘l ciel mi concede,
al Ver mi scosse, e l’Alma si riede;
ché chi rimira
l’Eterna armonia
non cade in laccio di mortal follia.

Biografia dell’autore
Don Luigi Talarico è sacerdote, poeta e teologo, da sempre impegnato nel dialogo tra fede, cultura e bellezza. Le sue poesie sono dense di riferimenti biblici, classici e liturgici, spesso ispirate ai grandi della letteratura italiana – in particolare a Dante Alighieri. Coniuga linguaggio solenne e profondità spirituale, creando versi che sono al tempo stesso preghiera e contemplazione, denuncia e annuncio. Collabora con Alessandria today, offrendo testi di alta levatura etica e poetica.

Una riflessione
L’AIUOLA è più di un omaggio a Dante: è un atto poetico che ci invita a guardare il mondo con occhi celesti, a riconoscere la nostra miseria non per condannarci, ma per aprirci alla luce del Vero. In un tempo smarrito tra illusioni e confusione morale, la poesia di don Luigi Talarico indica una via alta e profonda, dove l’anima si ritrova nel ritmo eterno dell’armonia divina. Un testo da leggere con lentezza, come si contemplano le stelle: per riscoprire, nel silenzio, il senso della nostra presenza nel mondo.

alessandria today

Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

Un pensiero su ““L’AIUOLA” di don Luigi Talarico – Poesia ispirata a Dante tra visione celeste e denuncia della follia umana. Recensione di Alessandria today (Grazie Google news)

  1. Tentativo ambizioso, l’andare ad imitar l’afflato del sommo Durànte, ma -proprio per questo- anche prezioso e meritevole di lode. Va pure detto (ed è una critica che vuol esser serenamente costruttiva), che la lirica di don Talarico è migliorabile (sul piano tonico, ritmico e musicale, intendo, mentre va preservato l’aspetto strutturale; segnalo poi la necessità di intervenire sul secondo verso, il quale -così com’è- perde ogni senso: suggerisco la sostituzione di “agli” con “cogli” o col più ritmico “con gli”, che ripristina il senso senza ammazzare la rima; da rivedere anche il quarto verso: “carca” sbaglia grossolanamente la mira, giacché afferisce all’aiuola, ossia alla Terra, che -essendo pianeta- non ha alcun senso accusar di “errori” o di scarsità di pensieri, per cui è salvifico sostituire l’incongruo “carca” con il più aderente “carchi”, che afferisce non più all’aiuola bensì ai “mortali” che ci vivono; questo, per la prima strofa… e senza considerare l’auspicabile miglioramento della musicalità; ma anche le tre successive strofe andrebbero, logicamente, riconsiderate).

Le tue riflessioni arricchiranno la nostra comunità su Alessandria today e italianewsmedia.com e offriranno nuove prospettive. Non vediamo l'ora di leggere i tuoi pensieri! Lascia un commento e condividi la tua esperienza. Grazie per il tuo contributo!. Pier Carlo Lava

Scopri di più da Alessandria Today Italia News Media

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere