“Contro la violenza sulle donne”di Mimmo Mòllica, nella Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.
La «Filastrocca contro la violenza sulle donne» di Mimmo Mòllica è un contributo, nella ricorrenza del 25 novembre, alla «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne». Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne – infatti – è uno degli scopi della Giornata, che coinvolge l’intera società.
«Filastrocca contro la violenza sulle donne» di Mimmo Mòllica
Donna vuol dire vento di conquista,
vento di una stagione pacifista,
perché non sia però solo apparenza,
sia la stagione della non violenza.
Sorgono fuori o in casa dei conflitti
quando vengon negati dei diritti,
nascono allora le lotte sociali,
per conquistar «diritti naturali».
Diritti ed uguaglianza
Negli anni la questione femminile
è stata sempre una lotta civile,
alle donne perfino il voto era impedito,
votare ad una donna era proibito.
Se della donna non puoi fare senza
allora perché mai tanta violenza?
Perché compagne, mogli e fidanzate,
donne che vanno amate e rispettate,
invece a volte vengono picchiate,
sfruttate, maltrattate ed umiliate?
Perché privata?
Non la chiamiamo «violenza privata»
ogni violenza è «pubblica» e sbagliata,
perciò i violenti siete sbagliati voi,
chi fa male a una donna lo fa a noi!
A volte il male sta nelle parole,
la lingua batte dove il dente duole,
perché un violento non è mai un «malato»,
è un prepotente, perfido e «sbagliato».
Parole sbagliate da morire
Perciò non dire “t’amo da morire”
ch’era «amore malato» non lo dire,
che è «troppo amore» non è vero mai,
l’amore com’è fatto non lo sai.
Che è «troppo amore» non è affatto vero,
«mia o di nessuno» non dirlo mai davvero,
«delitti passionali», «gelosia che acceca»,
son stupide parole, stupido è chi le spreca.
Per ogni donna maltrattata e offesa
siam sempre tutti noi la «parte lesa».
Mimmo Mòllica
SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA
Violenza contro la società
Il delicato tema della «violenza sulle donne» coinvolge l’intera società. La violenza contro le donne – infatti –rappresenta un importante problema di sanità pubblica, oltreché una violazione dei diritti umani. Ha effetti negativi, a breve e a lungo termine, sulla salute fisica, mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Le conseguenze possono determinare per le donne isolamento, incapacità di lavorare, limitata capacità di prendersi cura di sé stesse e dei propri figli. I bambini che assistono alla violenza all’interno dei nuclei familiari possono soffrire di disturbi emotivi e del comportamento. Gli effetti della violenza di genere si ripercuotono sul benessere dell’intera comunità.
Fabio Petrilli
