💥VENEZIA: La mostra d’arte che l’IA non può capire. Ahmet Öğüt :“neither artificial nor intelligent”_di Marcella Donagemma
A VENEZIA, fino all’8 febbraio 2026, non potete mancare una sfida: “guardare senza etichettare”.
Con neither artificial nor intelligent, l’artista Ahmet Öğüt, presenta dieci tele a olio che ritraggono artisti reali e immaginari senza rivelarne identità, provenienze o contesto.
All’ingresso, una lista di descrizioni volutamente vaghe offre indizi insufficienti: è lo spettatore, inevitabilmente, a colmare i vuoti con i propri pregiudizi. Esposti nella A plus A Gallery, che diventa un dispositivo di visione instabile, dove il ritratto non è più un volto da riconoscere ma un terreno di interrogazione.
I pannelli rigati che filtrano le opere impediscono una visione totale. Si procede per frammenti, spostando lo sguardo tra aperture minime che mostrano solo porzioni del dipinto. È un vedere rallentato, quasi difettoso, che ribalta la certezza algoritmica del riconoscimento automatico. L’artista, ispirandosi alle riflessioni di Kate Crawford in Atlas of AI, mette in scena la fragilità del nostro sguardo: ciò che crediamo oggettivo è spesso un archivio di bias culturali sedimentati.
In un’epoca in cui ogni immagine viene duplicata, condivisa e archiviata, Öğüt compie un gesto controcorrente: vieta la riproduzione digitale, obbligando a una fruizione dal vivo, irripetibile. La pittura, considerata più volte superata, riemerge qui come medium resistente, capace di restituire all’immagine la sua opacità e il suo mistero.
Neither artificial nor intelligent non offre soluzioni, ma apre dubbi necessari. Ci ricorda che vedere non è mai un gesto neutrale: è un atto di responsabilità, un incontro che può ancora sorprenderci. A Venezia, davanti a questi dieci volti impossibili da definire, si riscopre la forza del guardare senza etichettare.
INFO
Venezia – A plus A Gallery – S.Marco 3073
(L’immagine di copertina non si riferisce alla mostra)