30 novembre 2025 Giornata internazionale della città per la vita – città contro la pena di morte di Giuseppina De Biase.
Oggi 30 novembre 2025 si è celebrata la Giornata internazionale della città per la vita – città contro la pena di morte, un evento che promuove l’abolizione universale della pena di morte e a ricordo della prima abolizione della pena capitale, avvenuta nel Granducato di Toscana nell’anno 1786.
Vi è anche un altro evento: la “Giornata contro la pena di morte” che si svolge il 10 ottobre che è un evento molto più ampio e globale mentre Città per la vita è un’iniziativa specifica della Comunità di Sant’Egidio che mobilita le città e le amministrazioni locali in tutto il mondo.
Molte città aderiscono illuminando un monumento simbolico o organizzando eventi.
La questione della pena di morte è molto discussa a livello mondiale con posizioni che variano notevolmente. Da un lato, coloro che si oppongono sostengono che sia una violazione dei diritti umani fondamentali, in particolare del diritto alla vita, e che non ci siano prove certe della sua efficacia come deterrente.
Dall’altro lato, i sostenitori, come me, a favore della pena di morte che si basano sul principio molto semplice “occhio per occhio” sulla giustizia per le vittime e le loro famiglie, e sulla convinzione che possa effettivamente prevenire crimini efferati fungendo da deterrente.
A molti oggi preoccupa l’alto tasso di criminalità e nella pena di morte si vede una forma di giustizia.
Ma la questione della pena di morte è complessa ed è molto dibattuta coinvolgendo diverse prospettive.
Prospettiva legale e morale: Molti paesi, inclusa l’Italia e la maggior parte dell’Europa, hanno abolito la pena di morte, considerandola una violazione dei diritti umani fondamentali e del diritto alla vita. Si discute spesso che lo Stato non dovrebbe avere il potere di togliere una vita, indipendentemente dal crimine commesso.
Efficacia come deterrente: L’efficacia della pena capitale nel prevenire i crimini violenti è oggetto di ampio dibattito. Numerosi studi e analisi statistiche non hanno dimostrato in modo decisivo che la sua esistenza riduca i tassi di criminalità in modo più efficace rispetto all’ergastolo.
Rischi di errori giudiziari: Esiste sempre il rischio di un errore giudiziario. L’esecuzione di una persona innocente è un errore irreversibile.
Altri si concentrono maggiormente sulla riabilitazione e sulla prevenzione futura della criminalità attraverso l’educazione, il supporto sociale e un sistema penale equo ed efficiente.
Queste diverse visioni dimostrano perché, nonostante il dolore e la rabbia generati dai crimini violenti, la risposta della pena di morte rimane una questione controversa, con argomentazioni valide su entrambi i lati del dibattito etico, legale e sociale. Ma, a mio parere, chi uccide, chi toglie la vita a un’altra persona deve essere punito in egual misura senza attenuanti e senza processi lunghi.
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