Intervista esclusiva a Grogghino ( Roberto Roganti), autore di Teotroci o morte. A cura di Elisa Rubini

Intervista esclusiva a Grogghino ( Roberto Roganti), autore di Teotroci o morte. A cura di Elisa Rubini

Ciao Grogghino, ho saputo che Roberto sarà con Teatroci o morte alla Fiera dell’Artigiano a Milano e, come al solito, ho pensato di fargli le mie domande di marketing… ma con te si va sempre oltre.

La storia si svolge a teatro: qual è la “maschera” più insopportabile che vedi nelle persone? Quella che proprio non sopporti?

Una domanda così a uno come me, che in realtà non esiste se non nella fantasia di Roberto, è un azzardo.In fin dei conti sono una maschera anch’io e non so se è corretto denigrare i miei colleghi, mi sembra quasi di tirarmi la zappa sui piedi. Mi spiego. L’attore indossa la maschera del personaggio che deve rappresentare e in ogni commedia che interpreta cambia ruolo e di conseguenza maschera.Noi, invece, personaggi della carta stampata, portiamo continuamente la maschera del soggetto che il nostro autore ci ha cucito addosso. Non sempre è simpatica, piacevole, giocherellona.Nei gialli dove sono stato inserito vedo tante maschere di amici e conoscenti di Roberto che nella vita reale hanno una precisa attività e nella finzione fanno tutt’altro; amici che poi diventano anche i miei. Purtroppo vedo anche maschere di disperati, di poveretti, di pazzi, di gente che ammazza nelle maniere più turpi, di altri che muoiono per cattiveria altrui… Non c’è maschera che mi turbi, ognuna ha il suo ruolo, bello o brutto che sia, ma come ho detto, io vivo nella finzione.

Ah, scordavo… visto che di mestiere faccio il tanatoestetista, cioè colui che sistema le maschere di chi ha letteralmente perso la faccia morendo fortuitamente, queste mi impietosiscono e cerco sempre di render loro merito ridando nuova vita nella morte.

Grogghino, confessa: lo sappiamo, tanti non ci leggono davvero… quanto ha dato di matto Roberto scrivendo questo romanzo? Ti è mai venuto il prurito alle mani nel vederlo sbagliare e volerlo correggere?

In verità assolutamente no. Mi ha fatto sorridere constatare quanto sia bravo a inventare storie plausibili nella finzione e quanto sia stato imbranato all’occasione. Lo dice anche lui. Scrivere ammazzamenti per altri richiede un bel po’ di fantasia; trovarsi a tu per tu con la morte richiede un bel p’ di pelo sullo stomaco. Beh, nel libro in questione non ho fatto assolutamente nulla. L’ho semplicemente fatto ragionare. Gli ho suggerito di pensare a cosa avrebbe fatto fare a me se nella storia ci fosse stato Grogghino e non Roberto Roganti. E così è stato. Io c’ero e non c’ero. Ha fatto tutto lui, come dice Alessandro Borghese in 4 Ristoranti. Ho solo indicato la via e lui ci ha messo del suo, senza rendersene conto. Insomma, è stato bravo, segno che è un bravo scrittore, che purtroppo non riceve gli onori che merita. Ma credo che lui scriva perché gli piace e… sotto sotto è affezionato a me. Purtroppo mi rendo conto che la mia vita è segnata, quando smetterà di scrivere, io morirò.

Roberto è molto amico del suo editore: dimmi la verità, che ne pensi davvero del mondo dell’editoria? Niente risposte zuccherose- voglio la tua schiettezza.

Beh, non ne ho la più pallida idea, secondo me dovresti chiederlo a lui. Una cosa è certa. Il mondo dell’editoria lo affascina, ma non avendo più l’età per tuffarcisi, cerca di rendersi utile sfruttando esperienza e conoscenza. Alessandro è un buon editore, ma ha bisogno di una spalla che gli pari il culo in certe situazioni e di un amico con cui confrontarsi. Beh, Roberto, nonostante le debolezze e incertezze, può reggere questo ruolo, ne ha le capacità. Si adatta molto bene anche se ha la tendenza a sovrastare e prevaricare, ma so che ci sta lavorando per contenersi. Lui presta volentieri il suo sapere e cerca di restare umile, anche se fatica molto e spesso non lo è.Purtroppo nel mondo dell’editoria ci sono centinaia di squali e si deve stare attenti. Roberto ormai li nasa lontano un chilometro e sa con che molle prenderli. Le corna danno fastidio solo la prima volta quando sbucano, poi ci si fa l’abitudine e si crea un palco protettivo. Lui sta diventando un cervo e sa come destreggiarsi per rimanere a galla nell’oceano delle cattiverie.

Con tutta la violenza che circola oggi, tu saresti favorevole alla castrazione chimica per i violentatori?

Questa è una bella domanda. Al di là che sarei drastico e toglierei dalla faccia della terra questi ed altri soggetti, vorrei parlarti alla Grogghino della castrazione chimica. Insomma, sai a modo come funzionano le spiegazioni Grogghiane? Ottimo. È una procedura medica che utilizza farmaci, spesso ormonali, per ridurre la libido e la funzionalità sessuale. Purtroppo non è definitiva e può essere applicata come trattamento per interferire con la funzionalità sessuale, cioè diminuire la pulsione sessuale. Oltretutto non è una procedura permanente. E questo nessuno lo dice. La fai e un soggetto può ritornare come era prima e ricominciare. La somministrazione di farmaci sopprime la produzione o l’attività periferica del testosterone, l’ormone maschile principale. Questi farmaci possono essere assunti per via orale o tramite iniezioni/impianti sottocutanei. Se il presunto castrando riesce in qualche modo a evitare la somministrazione, la libido ritorna e siamo punto a capo.Ecco perché nella mia drasticità preferirei l’eliminazione definitiva. Sarò cattivo, dammi anche dell’omofobo, del razzista, del fascista… non me ne frega nulla.Se vuoi avere rapporti sessuali, puoi averli se consenzienti. Ma se ti arroghi il diritto di averli senza il permesso della controparte, procurando conseguenze terribili a chi subisce, nella mia testa non hai il diritto di restare su questa terra. Non parliamo poi di chi ha questi comportamenti con i minori… perché rischio di incazzarmi. Se ben ricordo in alcune avventure Roberto mi ci ha piazzato e ammetto che in un caso, o due, non me la sono sentita di condannare chi si è fatto giustizia da solo. Nella mia testa di personaggio, è stato reso un piacere all’umanità, togliendo dai piedi uno o più soggetti scomodi, evitando inoltre inutili spese processuali e detentive che non sarebbero durate abbastanza per tenere lontani dal mondo questi tizi.

In conclusione non sono favorevole alla castrazione chimica, ma semmai a quella chirurgica, anche se la considero riduttiva fino a un certo punto. Il centro della libido, della pulsione e della funzionalità sessuale è un complesso sistema cerebrale che include l’ipotalamo, la corteccia limbica, il rinencefalo, la corteccia sensoriale primaria e il lobo frontale. Quindi il solo asporto delle gonadi non risolverebbe completamente i casi, il centro cerebrale del violentatore funzionerebbe ancora e probabilmente, in mancanza di batacchio, potrebbe usare altre cose. E così torniamo al mio discorso, tanto vale eliminarli definitivamente, che asportare tutto quel popò di materia grigia e inutile.

E la domanda finale, d’obbligo: conta di più la qualità o la quantità? E perché?

Ovviamente la qualità. Mio zio Confucio, che da parte di madre era della bassa modenese, diceva sempre: roba cina, roba fina… tutti pensavano si riferisse alla sua nazione d’origine, invece fa parte della nostra cultura emiliano romagnola… cose piccole cose preziose

Elisa Rubini

Classe 1981, sono una mente giuridica con l’anima da narratrice. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un periodo come patrocinante legale, ho scelto di dare spazio a ciò che sentivo mio: la scrittura e la comunicazione. Da oltre cinque anni mi dedico alla promozione di autori, con particolare attenzione al mondo del self publishing. Aiuto gli scrittori a costruire la propria visibilità online, a comunicare con autenticità e a creare una comunità di lettori consapevoli. Gestisco su Facebook la pagina Socialmenteconsapevole e il gruppo Socialmente Autori, spazi dedicati a chi vuole crescere, imparare e valorizzare i propri libri nel mondo digitale. Il mio impegno è insegnare agli autori come usare i social in modo strategico ma umano, mantenendo la propria voce. Collaboro come articolista con Alessandria Today, Mobmagazine, Urbanmoodmagazine.com e Fai.informazione.news dove curo articoli e approfondimenti che uniscono passione e professionalità. Nel mio blog Universi parlo di libri, musica e mindfulness, tre elementi che accompagnano il mio percorso personale e creativo. Accanto alla scrittura porto avanti il progetto dei libri da colorare antistress, dedicati a chi cerca calma, libertà espressiva e un momento per sé. Credo nella forza delle parole e nei piccoli gesti che possono cambiare una giornata.

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