Tessitura, Poesia e Scrittura: Il Legame Indissolubile tra Donne e Narrazione

Tessitura, Poesia e Scrittura: Il Legame Indissolubile tra Donne e Narrazione

La tessitura, un’arte antica e profondamente simbolica, si intreccia con la poesia e la scrittura, rivelando un legame profondo e significativo, soprattutto in relazione all’universo femminile. Nella tradizione mitologica, figure come Penelope, Circe, Calypso e la Sibilla non solo incarnano poteri straordinari, ma rappresentano anche il filo conduttore tra l’attesa, la creazione e la narrazione. La loro arte, non solo tessile, ma anche narrativa, si rivela essenziale per comprendere il mondo che le circonda.

L’Odissea di Omero è il testo che meglio illustra questa connessione. Penelope, la dolce e astuta moglie di Ulisse, diventa simbolo di potere femminile. La sua tessitura non è solo un atto di attesa, ma una strategia attiva per mantenere il controllo del regno e dei propri destini. Come afferma il filosofo Umberto Galimberti, “La storia, vista dall’uomo con le sue imprese, in realtà è appesa allo stesso filo che la donna tesse nell’attesa: se Penelope avesse smesso di tessere, Ulisse avrebbe perso il filo che lo teneva legato a Itaca, e quindi tutte le sue peregrinazioni dipendevano dal filo che Penelope tesseva.” Questo passaggio mette in luce il ruolo cruciale della donna nel mantenere viva la memoria e la storia, attraverso l’atto di tessere e narrare.

Penelope non è sola nel suo compito. Circe e Calypso, figure mitologiche che incontriamo nel viaggio di Ulisse, utilizzano la loro arte magica per tessere destini e influenzare le vite degli eroi. Calypso, con la sua bellezza e i suoi poteri, trattiene Ulisse sull’isola di Ogigia, offrendogli l’immortalità. Tuttavia, la sua forza risiede nel suo desiderio di possesso, dimostrando come la tessitura dei destini possa talvolta tradursi in una forma di isolamento. Circe, d’altra parte, con la sua abilità di trasformare gli uomini in animali, mostra la potenza della femminilità come strumento di controllo e manipolazione, ma anche di liberazione; le sue azioni costringono Ulisse e i suoi compagni a confrontarsi con la loro vera natura, portando a una sorta di rinascita. Entrambe, in modi diversi, evidenziano come la tessitura possa essere una forma di potere e controllo.

La Sibilla, con il suo oracolo, incarna il potere della narrazione e della previsione, tessendo le storie del futuro con la sua voce. La sua affermazione, “La sorte dei mortali… il mio ‘tessuto’ la rivelerà”, sottolinea l’idea che le storie e i destini siano interconnessi, tessuti insieme in un grande arazzo di esperienze umane.

Le Norne, nella mitologia norrena, tessono il destino di tutti gli uomini, evidenziando ulteriormente l’importanza di questa arte come metafora della narrazione stessa.

La tessitura diventa un sistema comunicativo come nel caso dei tappeti  kilim che vengono realizzati con una tecnica di tessitura piatta (a differenza dei tappeti annodati). Questi manufatti prodotti dai Balcani al Pakistan non sono semplici oggetti decorativi, ma vere e proprie trame narrative alla stregua di libri “tessuti” di storia e tradizioni familiari. Ogni intreccio di fili racconta la vita, i sogni e le aspirazioni della tessitrice. Essi riflettono le esperienze e la cultura della donna che li ha creati. Una delicata trama che si dipana attraverso personaggi e eventi, intrecciando i fili di un tessuto.

Il termine “trama”, che in origine era riferito alla disposizione dei fili nel telaio, ha acquisito con il tempo un significato narrativo. Così come la tessitrice seleziona l’armatura e crea il disegno del tessuto, lo scrittore sceglie il modello narrativo e costruisce la sua storia. Questo parallelismo tra tessitura e scrittura ci aiuta a comprendere come, in entrambi gli atti, ci sia una dimensione creativa e una profonda connessione con il passato e con il proprio universo emotivo.

Andando oltre il mito, la tessitura può essere vista come un emblema di storia e libertà. Per alcuni popoli del Chiapas, la tradizione tessile rappresenta la loro identità culturale e la resistenza contro l’oppressione. L’huipil, la loro casacca tradizionale, è un simbolo di creatività e di legame con la mitologia, dimostrando come la tessitura sia molto più di un’attività artigianale, ma un atto di affermazione culturale e politica.

In conclusione, la tessitura, la poesia e la scrittura si intrecciano in un dialogo profondo e significativo, dove le donne, attraverso la loro arte, custodiscono e trasmettono storie, culture e identità. Penelope, Circe, Calypso e la Sibilla non sono solo figure mitologiche; sono simboli di un potere narrativo mai sopito che, affonda le radici nella tradizione e continua a vivere attraverso le mani e la creatività delle tessitrici e delle scrittrici di oggi. La loro eredità è una testimonianza del grande valore del contributo delle donne nella scrittura della storia umana.

Ada Rizzo, 29 Marzo 2025, Malindi (Kenya)

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