Segnaletica dell’indicibile una poesia di Bextiyar Hesenov.

Segnaletica dell’indicibile una poesia di Bextiyar Hesenov.

Commento di Sergio Batildi

C’è una geografia doppia in questa poesia di strada. Da un lato, la prosaica litania delle distanze misurabili: ristoranti, stazioni di servizio, villaggi coordinate del quotidiano che scandiscono il paesaggio con la precisione burocratica dei chilometri. Dall’altro, i ritratti dei martiri, presenze che interrompono il flusso banale della segnaletica stradale con una domanda silenziosa e vertiginosa.

Il poeta ci conduce lungo un’autostrada che potrebbe essere ovunque forse in Medio Oriente, forse nei Balcani, forse in qualsiasi terra dove la memoria dei caduti abita gli spazi pubblici.

La forza del testo sta proprio nella sua resistenza alla retorica commemorativa. Niente enfasi, niente esclamazioni: solo l’osservazione asciutta di un’assenza tecnologica che diventa metafora filosofica.

L’ironia finale è devastante nella sua semplicità. Se abbiamo strumenti per misurare ogni distanza terrestre, perché non esiste un “dispositivo” per calcolare quanto dista l’eternità? La domanda contiene la sua stessa risposta: l’eternità non si misura, si contempla. I martiri sfuggono alla logica chilometrica del mondo, abitano uno spazio altro che nessuna cartografia può mappare.

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in questa giustapposizione: la convivenza tra il mondo della misurazione ossessiva (GPS, coordinate, distanze precise) e quello dell’immisurabile (morte, sacrificio, memoria). Il viaggiatore moderno attraversa entrambi i paesaggi simultaneamente, ma solo uno dei due può essere digitato su Google Maps.

Highway

Billboards on the roadside

2 km to such-and-such restaurant,

3 km to such-and-such gas station,

5 km to such-and-such village, and so on.

And the portraits of martyrs.

But beside those portraits,

A device that can measure

The distance to Eternity.

Autostrada

Cartelloni autostradali pubblicitari sul ciglio della strada

2 km per il tale ristorante,

3 km per la tale stazione di servizio,

5 km per il tale villaggio, e via dicendo.

E i ritratti dei martiri.

Ma accanto a quei ritratti,

Un dispositivo che possa misurare La distanza Dall’eternità

deve ancora essere inventato.

Sergio Batildi

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