Federico Berlioz ad Artigiano in Fiera 2025 il 10 dicembre allo stand Balzano editore ( Padiglione 6-K122). A cura di Elisa Rubini
Artigiano in Fiera 2025, in programma dal 6 al 14 dicembre a Fieramilano Rho, ospita anche quest’anno una selezione di realtà editoriali che portano al pubblico nuove storie, nuovi linguaggi e progetti che indagano il presente. All’interno di questo contesto sarà presente Balzano Editore, che il 10 dicembre avrà con sé Federico Berlioz allo stand K122 del Padiglione 6.
La partecipazione dell’autore è legata al suo romanzo Tre ex detenuti – e un piano (quasi) perfetto, un titolo che affronta un punto critico spesso ignorato: la vita dopo la fine ufficiale della pena. Il libro racconta le difficoltà dei tre protagonisti che, una volta usciti dal carcere, tentano di ricostruire un percorso onesto mentre si scontrano con una società che continua a giudicarli e a interpretarli attraverso filtri distorti.
Il romanzo mette in evidenza il divario tra la teoria del reinserimento e la realtà fatta di ostacoli, pregiudizi e sospetti che si trascinano oltre la condanna formale. Ciò che emerge è un quadro umano complesso: la volontà di ripartire, le fragilità accumulate, la pressione sociale costante e la ricerca di un equilibrio possibile. Il “piano (quasi) perfetto” che dà il titolo al libro diventa l’elemento narrativo che lega i tre uomini, mostrando come ogni azione sia condizionata dal confronto continuo con ciò che sono stati e ciò che desiderano diventare.
La presenza dell’autore nello stand dell’editore inserisce il romanzo in un contesto di visibilità dove artigianato, creatività e progetti culturali convivono, offrendo spazio anche a opere che trattano temi contemporanei e delicati con uno sguardo diretto e privo di retorica. In questo scenario, il libro di Berlioz trova una collocazione naturale grazie alla sua capacità di raccontare l’impatto reale dei pregiudizi e delle attese sociali su chi tenta di ricomporre la propria vita.
L’appuntamento del 10 dicembre al Padiglione 6 – Stand K122 segnala così la presenza di un autore che porta in fiera un’opera capace di interrogare il lettore sulle seconde possibilità e sulle fragilità spesso invisibili del reinserimento.