Il sangue dei figli di Giovanna Barbieri: il giallo perfetto da leggere a Natale. A cura di Elisa Rubini
Il sangue dei figli di Giovanna Barbieri inaugura una serie investigativa che unisce il giallo classico alla memoria storica, ambientando l’indagine in una Firenze lontana dai cliché, attraversata da ombre che il tempo non è riuscito a cancellare. È l’estate del 1982, quella dei Mondiali di calcio, e mentre il Paese vive un’euforia collettiva, la città viene scossa da due omicidi inquietanti: due donne anziane uccise a pochi giorni di distanza, senza un movente apparente e senza tracce utili a identificare l’assassino.
A occuparsi del caso sono gli ispettori della squadra mobile Fiammetta Boretti e Guglielmo Orlandini, chiamati a ricostruire una verità che non si lascia afferrare con facilità. L’indagine procede a vuoto finché emerge un dettaglio dimenticato: le due vittime, molti anni prima, avevano vissuto nella stessa strada, via de’ Cerretani. Da quel momento il presente smette di bastare e il passato diventa l’unica chiave possibile.
Il filo dell’inchiesta conduce fino al 1944, in un’Italia segnata dalla guerra e dalla Resistenza, dove le scelte compiute hanno lasciato ferite mai rimarginate. L’incontro con Giacomo Agnoletti, ex partigiano, apre uno squarcio decisivo su eventi rimossi e responsabilità taciute. Il romanzo mostra con lucidità come alcune colpe non scompaiano e come il tempo, invece di guarire, possa trasformarsi in un conto aperto.
Giovanna Barbieri costruisce una narrazione solida, misurata, capace di tenere insieme tensione investigativa e profondità storica. La scrittura è asciutta, precisa, priva di compiacimenti, e restituisce una Firenze viva, stratificata, dove le vicende personali si intrecciano alla Storia collettiva. Il contrasto tra l’energia dell’estate dell’82 e l’oscurità del passato amplifica l’impatto emotivo della vicenda.
Il sangue dei figli è un giallo che va oltre il delitto: parla di eredità morali, di verità sepolte e di conseguenze che attraversano le generazioni. Un primo volume convincente, che pone basi forti per le indagini di Boretti e Orlandini e conferma la forza del giallo italiano quando sceglie di confrontarsi con la memoria.
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