Recensione del libro “Cefalonia 1943” di Vanghelis Sakkatos, a cura di Francesco Bianchi
Il volume di Vanghelis Sakkatos, Cefalonia 1943, pubblicato da Impressioni Grafiche, è una delle opere più significative dedicate alla tragedia della Divisione Acqui. L’autore, che visse da ragazzo gli eventi sull’isola, racconta la strage attraverso i propri ricordi e le testimonianze raccolte, restituendo un quadro che è insieme personale e storico.
La trama narrativa si sviluppa come un diario della memoria: Sakkatos descrive l’arrivo degli italiani a Cefalonia, la convivenza con la popolazione greca, la confusione seguita all’armistizio dell’8 settembre 1943 e infine la brutale repressione tedesca. Nei giorni tra il 21 e il 24 settembre, circa 9.000 militari italiani della Divisione Acqui furono uccisi, molti fucilati sommariamente, altri annegati durante i trasferimenti forzati.
Il libro non si limita a raccontare i fatti militari, ma restituisce anche l’atmosfera dell’isola, la paura dei civili e la nascita della Resistenza greca, che vide proprio in quegli eventi un momento di svolta.
Dal punto di vista storico, l’opera è rilevante perché inserisce la strage di Cefalonia nel più ampio contesto della guerra in Grecia. L’isola, occupata dagli italiani dal 1941, divenne teatro di uno dei più grandi massacri di soldati italiani da parte dell’ex alleato tedesco. La Divisione Acqui, comandata dal generale Antonio Gandin, si trovò di fronte a un bivio: arrendersi o resistere. La scelta di opporsi portò alla rappresaglia nazista, che trasformò Cefalonia in un simbolo della resistenza militare italiana.
Sakkatos, con il suo stile semplice e diretto, riesce a trasformare la memoria in racconto giornalistico: non indulge nella retorica, ma lascia che siano i dettagli quotidiani, le voci dei protagonisti e la crudezza dei numeri a parlare. Il risultato è un libro che si legge come un reportage storico, capace di coinvolgere anche chi non è specialista.

Il valore editoriale di Cefalonia 1943 sta proprio nella sua doppia natura: da un lato è testimonianza personale, dall’altro è documento storico che contribuisce a mantenere viva la memoria di una tragedia rimossa per decenni. La strage della Divisione Acqui è oggi considerata una delle prime forme di resistenza italiana contro il nazismo, e il libro di Sakkatos ne restituisce tutta la drammaticità, intrecciando la sofferenza dei soldati italiani con quella della popolazione greca.

La tragedia di Cefalonia rivive nel romanzo storico “Cefalonia. L’ultima speranza”, dove il presente si intreccia con le vecchie lettere di un giovane soldato disperso sull’isola. A custodirne la memoria è la sorella, che non si è mai arresa alla sua perdita, trasformando il dolore in un filo tenace di speranza e amore che attraversa il tempo.