Crans Montana, una tragedia che ci lascia senza parole
«Ho visto persone bruciare e buttarsi nella neve. Sono uscito dall’inferno». Sono le parole di Gregorio Pallestrini, 16 anni, uno dei ragazzi che quella notte di Capodanno era dentro il locale Le Constellation a Crans-Montana.
Era seduto al piano di sotto, lontano dall’uscita, quando il soffitto ha preso fuoco. Bottiglie con le scintille, un attimo di festa, poi le fiamme che si sono arrampicate ovunque. «Il fuoco si è propagato velocemente. Cadeva qualcosa dall’alto, non so se metallo o altro. Ho corso, sono risalito per le scale e sono riuscito a uscire. Ho urlato che c’era il fuoco. Poi mi sono voltato e i miei amici non c’erano più».
Da quel momento, l’attesa. Le sirene. I feriti che continuavano a uscire.
«Più passava il tempo, più le persone che vedevo arrivare erano messe peggio. Ragazzi della mia età, ustionati ovunque. Un ragazzo schiacciava la fronte sulla neve perché era bruciato. Era un’immagine terribile».
Gregorio è rimasto lì fino alle 4 del mattino, chiamando uno per uno i suoi amici senza risposta. Poi è andato in caserma a dare i loro nomi. Oggi sa che due di loro sono in terapia intensiva tra Zurigo e Losanna. Di altri tre non c’è ancora notizia. 🙏🏼❤