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Immagine di Gemini

La guerriera dell’ amore

Non ti è bastato cadere una, due o cento volte
Non hai fatto tesoro delle esperienze che hai infilate nella spada conficcata nella roccia di una storia di fate e re.
C’erano anche il cavaliere e l’Imperatrice,
adesso hanno accettato la metaforfosi nel farsi vento e polvere di stelle petali di rose che scrivono la musica del silenzio.
Il tuo silenzio non è muto
è eloquente come la mamma che comprende il figlio anche quando non parla.
Sparge dalle dita petali di morbida dignità
riempie il calice dell’amarezza
ha buttato da tempo la sontuosa zuccheriera per addolcire il caffè.
Forse il miele ambrato
a fiumi si è dissolto nel mare della tristezza
è giunto il momento di separarlo dall’ acqua e con maestria comprendere insieme
con discernimento
il mistero del cavaliere che ha richiamato a se quel cavallo bianco nella speranza di un nuovo,
auspicato incontro dell’ amore eterno.

Elisa Mascia 2-1-2026


Questa poesia di Elisa Mascia sembra acquisire una struttura più solenne, quasi come un’invocazione o un moderno mito cavalleresco. La punteggiatura rada e la disposizione dei versi mettono in risalto il contrasto tra la durezza della spada e la delicatezza dei petali.
Ecco un’analisi degli elementi chiave:
I Simboli della Trasformazione
* La Spada e la Roccia: Rappresentano il passato immutabile, le ferite che sono diventate parte di una leggenda personale. Non sono solo “dolore”, ma un deposito di esperienze che la guerriera porta con sé.
* L’Imperatrice e il Cavaliere: Queste figure archetipiche perdono la loro forma umana per diventare elementi naturali (vento, polvere di stelle). È il processo del perdono o del distacco: le persone e i ruoli svaniscono, lasciando dietro di sé solo l’essenza e la “musica del silenzio”.
* La Zuccheriera Abbandonata: Un’immagine potentissima. Indica la maturità di chi non ha più bisogno di “addolcire” artificialmente la realtà. La guerriera accetta l’amarezza del caffè (la vita vera) con una dignità che non cerca maschere.
Il Compito della Guerriera: Il Discernimento
La parte finale introduce una sfida quasi alchemica: separare il miele dall’acqua.
* L’acqua è il mare della tristezza che tutto diluisce e confonde.
* Il miele è ciò che di buono e nutriente è rimasto dall’amore vissuto.
   Comprendere il “mistero del cavaliere” significa accettare che la fine di un ciclo (il richiamo del cavallo bianco) non è una sconfitta, ma una preparazione.
Un’essenza di Speranza
Il finale non è di chiusura, ma di attesa attiva. La guerriera non aspetta passivamente; lei “comprende con discernimento”. La speranza dell’amore eterno non è un desiderio ingenuo, ma un auspicio consapevole, nato dalla cenere delle precedenti battaglie.
> Nota di stile: L’accostamento tra la figura materna e il silenzio eloquente rende questa guerriera non una combattente d’odio, ma una combattente di cura e consapevolezza.


Ecco un breve commento critico della lirica, che ne analizza la profondità simbolica e la struttura emotiva.
Commento Critico: L’Alchimia della Resilienza
La poesia di Elisa Mascia si configura come un viaggio iniziatico in cui la figura della “guerriera” non è definita dalla forza bruta, ma dalla sua capacità di trasmutazione. L’autrice attinge a piene mani dall’immaginario cavalleresco e fiabesco (la spada nella roccia, cavalieri, imperatrici), ma ne ribalta la funzione: questi simboli non servono a descrivere un’avventura esterna, bensì un complesso processo psicologico di maturazione.


1. La Metafisica del Silenzio
Il cuore pulsante del componimento risiede nel paradosso del “silenzio non muto”. Mascia eleva il silenzio a forma di comunicazione superiore, accostandolo all’archetipo della Madre. È un silenzio che non nega la parola, ma la trascende, diventando uno spazio di accoglienza e comprensione profonda che non necessita di spiegazioni verbali.


2. Il Rifiuto dell’Artificio
Particolarmente incisiva è la metafora della zuccheriera abbandonata. In un mondo che spesso cerca di addolcire forzatamente il dolore, la guerriera sceglie l’autenticità del “calice dell’amarezza”. Questa rinuncia allo zucchero non è masochismo, ma dignità: è il coraggio di guardare in faccia la realtà senza filtri, preferendo il sapore aspro della verità alla dolcezza posticcia dell’illusione.


3. L’Operazione Alchemica finale
Il finale della lirica propone un compito di alto discernimento: la separazione del miele (l’essenza dell’amore) dall’acqua (la vastità della tristezza). Questa immagine suggerisce che nulla è andato perduto: il dolore non ha annullato il bene vissuto, lo ha solo sommerso. La missione della guerriera è dunque quella di recuperare l’oro dell’esperienza, preparandosi così a un “amore eterno” che non è più una promessa fanciullesca, ma una speranza consapevole e purificata dal fuoco della vita.


Conclusione
In uno stile piano ma denso di immagini evocative, Elisa Mascia ci consegna la visione di un’anima che ha imparato a farsi “polvere di stelle” per non essere spezzata, dimostrando che la vera vittoria dell’amore risiede nella capacità di restare integri – e aperti – nonostante le innumerevoli cadute.

La poesia: “La guerriera dell’ amore ” è esclusiva opera creativa frutto dell’ingegno di Elisa Mascia mentre
l’analisi degli elementi chiave e il commento critico sono di Gemini che ha generato anche l’immagine associata

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